Magia, oggi solo un business

Antiche e non ancora dimenticate in certe regioni arretrate del nostro mondo, le arti magiche hanno il fondamentale scopo di controllare le forze della natura. Le arti magiche, nelle quali rientra l’occultismo - praticato tutt’oggi da persone non sempre oneste — si avvalgono di formule e riti che vanno contro la scienza sperimentale. Non vi è nulla, perciò, di dimostrabile al loro interno, e questo fa, da sempre, la fortuna di molti "maghi" malintenzionati, che riempiono con le loro inserzioni i giornali e le trasmissioni notturne delle reti private. La buona fede della gente è spesso preda dell’occultismo, nel quale, a recare danno al prossimo, non è già il demonio, ma la più banale e reale disonestà di scellerati self-made man della magia. Magia, oggi, è sinonimo di business. Se ai tempi di Teresa (su Teresa vedi puntate precedenti) non lo era, era però sinonimo di altri e altrettanto spiacevoli aspetti della società e dell’essere umano.
Una donna chiese a Teresa come avesse potuto rinsaldare l’amore del marito fedifrago. La strega le disse di tagliare, mentre il marito dormiva, un ciuffo dei suoi capelli, e un altro di peli pubici. Mescolati alla cera, avrebbero avuto un effetto sulla mente e sui sentimenti carnali del marito, rappresentati dai capelli, posti sulla testa, e dai peli, posti attorno all’organo sessuale.
La donna non avrebbe mai osato fare un simile affronto al marito. Ma i ripetuti tradimenti subiti, la indussero a chiedere aiuto a una nota janara. La donna amava ancora il marito, e sperava che le arti magiche glielo riportassero indietro. Quella notte, con una lama affilata, tagliò le ciocche dalle zone indicate dalla janara, e le ripose in un sacchetto di canapa. Sulle cronache, però, si è persa traccia di questa vicenda, e mai si è saputo se il marito fosse poi tornato ad amare la moglie. La luna brillava alta e glaciale sulla campagna addormentata, mentre ombre sfuggenti di janare si aggiravano fra i campi appena seminati.
Le janare, in notti come quelle, spandevano formule magiche sui campi, per impedire la crescita dei germogli, guastare il raccolto di questa o quell’altra famiglia da cui avevano ricevuto un torto. Sete di vendetta personale, nel "lavoro" della janara, si mescolava ad "assistenza" sociale e spirito di corpo femminile, come nel caso del marito fedifrago e di aborti procurati a giovani fanciulle, salvate dalla vergogna di una gravidanza prematura.


Su un pezzetto di pergamena

Dopo aver scritto questa parola su un pezzetto di pergamena, in modo da formare - capovolta - la lettera greca delta, l’antica cabala insegnava di perforare l’amuleto, e di appenderlo al collo dell’ammalato, attraverso un filo di lino. Simbologie arcane che nell’antichità, presso popoli non ancora istruiti dalla tecnologia, potevano avere effetti positivi, magari solo per influsso della suggestione. Oggi siamo più realisti, non crediamo nelle potenzialità curative di un simbolo di pergamena. Abbiamo perso il contatto coi nostri arcani, con le sorgenti spirituali dalle quali sgorgano misteriosamente le nostre vite.
Lo spiritismo deve la sua sintesi filosofica e morale allo scienziato francese Allan Kardec (Lyone, 3 ottobre 1804 — 31 marzo 1869), allievo di Pestalozzi e cultore di scienze naturali e umanistiche. Difensore dello spiritismo, lottò tutta la vita per difenderlo dal pensiero dei suoi detrattori. Nel 1858 fondò a Parigi la "Società parigina di studi spiritici", cui affluirono molti adepti soprattutto dalle classi sociali più abbienti.
I medium sono persone dotate di facoltà medianiche, ovvero, capci di comunicare con piani diversi da quelli in cui normalmente l’uomo vive (aldilà,
dimensioni parallele). Tali facoltà sono involontarie, non sono dovute a scuole o a forme di apprendimento, ma dipendono dalle intrinseche predisposizioni mentali e spirituali di chi le possiede. Il vero medium agisce per il bene del prossimo, e rimane del tutto estraneo a ogni forma di attività lucrosa.

 

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