Antichità, crogiolo di leggende e fonte di conocenza

Aspetto minore della stregoneria, la superstizione vive ancora oggi e forse vivrà ancora a lungo. Di fronte a eventi inspiegabili, come una morte improvvisa e inaspettata, un incidente con conseguenze tragiche, c’è ancora chi scomoda le forze oscure delle tenebre, come il malocchio, per dare all’evento una spiegazione altrimenti incomprensibile. Laddove la scienza non offre ragioni sufficienti, subentrano la superstizione e la magia. Del resto, in epoche remote, si faceva poca distinzione tra magia e scienza, e le stesse streghe furono fra le prime scopritrici delle forze curative di certe erbe medicamentose. Entrambe forme di comprensione e di controllo della natura e del cosmo, scienza e stregoneria - inizialmente non distinte - rappresentano l’eterno anelito umano verso la conoscenza. Magia, cabala, astronomia, erboristeria, sono solo alcuni esempi di remote discipline coltivate dagli antichi maghi, un tempo rispettati membri della società, depositari di un sapere esoterico e rappresentanti del culto religioso.
Il rispetto tributato a maghi e stregoni, subisce un primo scossone, nel 829, con il Concilio di Parigi, che sancì interventi punitivi verso chi praticava la magia. E’ il primo passo verso la nascita dell’Inquisizione.
Non sarà difficile, per gli inquisitori del tempo, far emergere i capi di imputazione dalle confessioni di Teresa (su Teresa, vedi puntate precedenti). Ma prima vediamo cosa compì Teresa, nella sua "continua e aggravata" (come diranno gli atti del processo) attività criminosa.
Era una notte spazzata da un vento gelido. Il fiume Sabato sembrava una lastra di ghiaccio sotto i raggi argentei della luna. La campagna era addormentata e cristallizzata nel gelo invernale. Teresa camminava come il vento, sul sentiero che conduceva alla casa di un contadino morto. Bussò alla porta, e una vecchina la fece entrare. La padrona di casa non comprese in tempo che Teresa fosse una emissaria del demonio. < Sono venuta a far visita al defunto…> La povera donna lasciò Teresa in compagnia del marito morto. Al suo capezzale, Teresa sfoderò un coltello, col quale asportò al morto gran parte del ventre. Esso conteneva il grasso magico, utile per i suoi malefici e unguenti. Il vento soffiava forte e cupo, e la luce della candela tremolava sulle pareti della stanza. In un soffio Teresa scomparve, portando con sé la sua refurtiva.


L'antico Wothan, una leggenda nordica e la tesi del Tartarotti

La leggenda delle "streghe di Benevento" sembrerebbe prendere origine in tempi antichissimi, quando ancora le popolazioni del luogo adoravano Wothan, antica divinità pagana. In questo periodo, la leggenda si alimentava attraverso lo svolgimento di una cerimonia propiziatoria fatta di armi e guerrieri, attorno ad un albero sacro. Coi secoli, ai guerrieri si sostituirono le donne malefiche, le janare, e ai riti di guerra, quelli orgiastici, giuramenti e punizioni al cospetto del demonio, con scene terrificanti che svanivano con le prime luci dell’alba.
Nel 1749, Gerolamo Tartarotti suggeriva la tesi per cui il volo notturno delle streghe - che in verità non si muovevano da casa - fosse un’illusione ottica procurata a queste donne da oscure potenze soprannaturali, una sorta di allucinazione senza riscontro reale.
Gerolamo Tartarotti (Rovereto, 1706 — ivi, 1761).
Pur appoggiando l’arte magica, combatteva la stregoneria. Si affermò con volumi sulla magia e altri di memorie antiche.
L’antichità è un crogiolo di leggende in cui le storie dei popoli spesso si intrecciano e mostrano analogie. Così come Benevento ha le sue streghe, c’è un posto mitico chiamato Tara, forse in Irlanda, forse nella terra del sogno, dove una notte scese una grande nube rossa. Un oggetto alato ne fuoriuscì, e da esso si materializzarono degli strani esseri, forse maghi, forse anime di morti. Da quell’incontro il popolo di Tara imparò molte cose, come scienza, magia, arte, erboristeria, astronomia, musica, medicina.
Chi erano questi esseri della notte, a metà tra spirito e materia? Erano discesi forse dal mondo delle idee, o dall’al di là, per insegnare ai vivi i primi rudimenti della scienza? Da dove proviene la scienza? Da un’illuminazione, da una breccia che si apre nello spazio/tempo e fa sgorgare il sapere da dimensioni nascoste, le dimensioni parallele delle anime dei morti?

 

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