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FOTO
DEL CONVEGNO
RASSEGNA
STAMPA
LE
ADESIONI PERVENUTE
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OLTRE 500 PARTECIPANTI
AL CONVEGNO
ORGANIZZATO DAL NOSTRO QUATTORDICINALE
Campo
Hobbit:
un segnale di unità
Erano presenti
circa cinquecento persone sabato 9 giugno al Palaparente di Benevento
al convegno organizzato dal nostro quattordicinale e dallassociazione
"Vento del Sud". Tantissimi i giovani, che hanno seguito con entusiasmo
ed interesse gli interventi dei principali esponenti nazionali della cosiddetta
destra radicale, giunti nella nostra città per commemorare il trentesimo
anniversario del 1° Campo Hobbit, che si tenne a Montesarchio nel
giugno del 1977, grazie allintuito politico di Generoso Simeone.
E proprio a Generoso Simeone è stato infatti dedicato linterminabile
e commosso applauso di tutti i presenti.
Impeccabile ed imponente lo schieramento delle forze dellordine,
predisposto dal Prefetto, dal Questore e dai Carabinieri in seguito alle
farneticanti minacce di gruppuscoli di estrema sinistra, che avrebbero
voluto impedire lincontro in nome di un anacronistico antifascismo,
che fortunatamente non trova più alcun riscontro nella società
civile, tantè vero che pur avendo programmato ben tre manifestazioni
di protesta si sono ritrovati in quattro gatti.
I lavori sono stati aperti dal nostro direttore responsabile Achille Biele
e dal presidente dellassociazione "Vento del Sud" Raffaele Bruno,
che hanno ricordato la valenza di quel primo appuntamento, a cui ne seguirono
altri tre, voluto da Generoso Simeone, allora dirigente sannita missino,
della corrente Linea Futura di cui era a capo lon. Pino Rauti, purtroppo
assente al convegno per motivi di salute. Come assenti sono stati lon.
Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale, e Adriano
Tilgher, segretario nazionale del Fronte Nazionale, anchessi impediti
da motivi di salute o familiari.
Il primo degli esponenti politici ad intervenire è stato lon.
Luca Romagnoli, segretario nazionale della Fiamma Tricolore, che ha ribadito
la necessità di tutto quel variegato mondo culturale e politico
che non si riconosce in Alleanza Nazionale di ricompattarsi e marciare
unito contro il regime. Dello stesso tono anche gli interventi di Roberto
Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, di Alfonso Colarusso del direttivo
nazionale dei Volontari Nazionali, di Nino Cartelli, responsabile organizzativo
del Mis con Rauti, e di Franco Ciardiello, coordinatore nazionale di Azione
Sociale. Tutti hanno ribadito lurgenza di ricercare lunità
dellarea di "destra radicale".
E proprio sul termine "destra" si è soffermato Gabriele Adinolfi,
del gruppo Polaris, che ha così concluso il suo intervento: "Prima
di cercare accordi, unioni, desistenze, cerchiamo noi stessi e, soprattutto,
troviamoci! Partiamo da qui, da queste considerazioni, per raggiungere
ordine e armonia. Meno demcrazia, più fascismo, meno destra più
fascismo. Anzi: fascismo e basta!"
Applausi scroscianti per Marina Simeone, figlia di Generoso, che ha ricordato
che Campo Hobbit fu un tentativo, putroppo fallito, di superare vecchie
logiche di partito e di rompere lisolamento politico di quegli anni.
A portare la sua esperienza di azione cera Gianluca Iannone, in
rappresentanza del centro sociale romano Casa Pound, che da anni si batte
per il diritto alla casa e su temi sociali.
Tra gli interventi, accolti con calore dal pubblico, anche quelli di Leo
Valeriano e Francesco Mancinelli, due diverse generazioni di cantautori
alternativi che hanno portato la loro testimonianza e sottolineato anchessi
la necessità di ricostruire larea.
Hanno poi portato il loro contributo alla discussione, tra gli altri,
Fernando Melchiorre, Domenico Longo e lex vicesindaco di Benevento
Roberto Prozzo, il quale tra lentusiasmo dei presenti ha ribadito
che da Campo Hobbit partì un chiaro messaggio contro la nomenklatura
missina. "Purtroppo -ha concluso- alla fine ha vinto proprio la nomenklatura".
Oltre alla ovvia assenza di no global e anarchici, abbiamo registrato
anche quella di numerosi personaggi della politica cittadina che nel 1977
erano presenti a Montesarchio e che forse qualche debito di riconoscenza
nei confronti di Generoso Simeone pur avrebbero dovuto sentirlo. Peccato,
hanno perso unottima occasione.
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