9 GIUGNO 2007 - CAMPO HOBBIT 30 ANNI DOPO

FOTO DEL CONVEGNO

RASSEGNA STAMPA

LE ADESIONI PERVENUTE

 

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OLTRE 500 PARTECIPANTI AL CONVEGNO
ORGANIZZATO DAL NOSTRO QUATTORDICINALE

Campo Hobbit:
un segnale di unità

Erano presenti circa cinquecento persone sabato 9 giugno al Palaparente di Benevento al convegno organizzato dal nostro quattordicinale e dall’associazione "Vento del Sud". Tantissimi i giovani, che hanno seguito con entusiasmo ed interesse gli interventi dei principali esponenti nazionali della cosiddetta destra radicale, giunti nella nostra città per commemorare il trentesimo anniversario del 1° Campo Hobbit, che si tenne a Montesarchio nel giugno del 1977, grazie all’intuito politico di Generoso Simeone.
E proprio a Generoso Simeone è stato infatti dedicato l’interminabile e commosso applauso di tutti i presenti.
Impeccabile ed imponente lo schieramento delle forze dell’ordine, predisposto dal Prefetto, dal Questore e dai Carabinieri in seguito alle farneticanti minacce di gruppuscoli di estrema sinistra, che avrebbero voluto impedire l’incontro in nome di un anacronistico antifascismo, che fortunatamente non trova più alcun riscontro nella società civile, tant’è vero che pur avendo programmato ben tre manifestazioni di protesta si sono ritrovati in quattro gatti.
I lavori sono stati aperti dal nostro direttore responsabile Achille Biele e dal presidente dell’associazione "Vento del Sud" Raffaele Bruno, che hanno ricordato la valenza di quel primo appuntamento, a cui ne seguirono altri tre, voluto da Generoso Simeone, allora dirigente sannita missino, della corrente Linea Futura di cui era a capo l’on. Pino Rauti, purtroppo assente al convegno per motivi di salute. Come assenti sono stati l’on. Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale, e Adriano Tilgher, segretario nazionale del Fronte Nazionale, anch’essi impediti da motivi di salute o familiari.
Il primo degli esponenti politici ad intervenire è stato l’on. Luca Romagnoli, segretario nazionale della Fiamma Tricolore, che ha ribadito la necessità di tutto quel variegato mondo culturale e politico che non si riconosce in Alleanza Nazionale di ricompattarsi e marciare unito contro il regime. Dello stesso tono anche gli interventi di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, di Alfonso Colarusso del direttivo nazionale dei Volontari Nazionali, di Nino Cartelli, responsabile organizzativo del Mis con Rauti, e di Franco Ciardiello, coordinatore nazionale di Azione Sociale. Tutti hanno ribadito l’urgenza di ricercare l’unità dell’area di "destra radicale".
E proprio sul termine "destra" si è soffermato Gabriele Adinolfi, del gruppo Polaris, che ha così concluso il suo intervento: "Prima di cercare accordi, unioni, desistenze, cerchiamo noi stessi e, soprattutto, troviamoci! Partiamo da qui, da queste considerazioni, per raggiungere ordine e armonia. Meno demcrazia, più fascismo, meno destra più fascismo. Anzi: fascismo e basta!"
Applausi scroscianti per Marina Simeone, figlia di Generoso, che ha ricordato che Campo Hobbit fu un tentativo, putroppo fallito, di superare vecchie logiche di partito e di rompere l’isolamento politico di quegli anni.
A portare la sua esperienza di azione c’era Gianluca Iannone, in rappresentanza del centro sociale romano Casa Pound, che da anni si batte per il diritto alla casa e su temi sociali.
Tra gli interventi, accolti con calore dal pubblico, anche quelli di Leo Valeriano e Francesco Mancinelli, due diverse generazioni di cantautori alternativi che hanno portato la loro testimonianza e sottolineato anch’essi la necessità di ricostruire l’area.
Hanno poi portato il loro contributo alla discussione, tra gli altri, Fernando Melchiorre, Domenico Longo e l’ex vicesindaco di Benevento Roberto Prozzo, il quale tra l’entusiasmo dei presenti ha ribadito che da Campo Hobbit partì un chiaro messaggio contro la nomenklatura missina. "Purtroppo -ha concluso- alla fine ha vinto proprio la nomenklatura".
Oltre alla ovvia assenza di no global e anarchici, abbiamo registrato anche quella di numerosi personaggi della politica cittadina che nel 1977 erano presenti a Montesarchio e che forse qualche debito di riconoscenza nei confronti di Generoso Simeone pur avrebbero dovuto sentirlo. Peccato, hanno perso un’ottima occasione.