ROCCA DEI RETTORI
Cimitile salvato
da un ex-mastelliano

La giunta Cimitile, sebbene “traballante”, continua il suo percorso amministrativo alla Rocca dei Rettori grazie al voto di un ex udeurrino.
Nei giorni scorsi si era fantasticato su improbabili incontri clandestini in autogrill tra il presidente della Provincia e l’ex-mastelliano Fernando Errico, il quale –dicevano le malelingue- avrebbe dovuto pilotare il consenso del consigliere Capobianco, assicurando così a Cimitile la maggioranza dei voti consiliari necessaria per approvare il Bilancio di previsione. Invece, lunedì 3 maggio, nella seduta che avrebbe potuto decretare la fine della consiliatura, Capobianco ha coerentemente votato contro la maggioranza; mentre un altro ex mastelliano, il presidente del consiglio provinciale Giuseppe Maria Maturo, ha votato a favore del Bilancio, salvando così di fatto la poltrona di Cimitile col suo voto determinante.
L’anno scorso, se ben ricordiamo, fu l’arruolamento nel centrosinistra dell’ex deputato forzista Antonio Barbieri che permise al presidente Cimitile di restare in sella; questa volta è toccato a Maturo; non ci resta che attendere la prossima occasione per verificare il tasso di coerenza di una classe politica che perde ormai ogni giorno sempre più credibilità, ma che non intende mollare le soffici poltrone del potere.

a.b.


IL CINGHIALE INDISCRETO

Che bisogno c'era?

La tristissima vicenda d’Ilaria ha avuto per protagonisti indifendibili animali predatori. Fregandosene del dolore di una famiglia, di una collettività, hanno sciorinato in piazza il peggio del pettegolezzo, fregandosene della privacy di tutto e di più pur di far prevalere il proprio “assurdo pensiero” su quello del nemico… politico.
Che bisogno c’era di mettere in piazza la cartella clinica completa della mamma di Ilaria? Che bisogno c’era di metter in piazza il mod.llo 730 della nonna di Ilaria? Che bisogno c’era di evidenziare gli importi dei vari sostegni che i servizi sociali erogano alle sorelline più grandi di Ilaria? Che bisogno c’era di virgolettare le richieste fatte ad assessori ed ex assessori dal padre di Ilaria, in cerca di una sistemazione dopo aver perso il posto di parcheggiatore abusivo?
Caro assessore quel “posto” seppur abusivo l’avete per anni supinamente permesso e quel posto il padre d’Ilaria poteva e può rivendicarlo per diritto acquisito, magari per “usucapione di Piazza Risorgimento”. Ma come si può fare una battuta in presenza di un infanticidio? Come ci si può accapigliare in presenza di una dramma familiare?
Guardate quel quadro familiare e rendetevi conto di fronte a cosa vi trovate oggi: tre bambine che non hanno più la sorellina da coccolare, una madre accusata di infanticidio (parola bruttissima ma è quella che è prevista dal codice) seppur con un quadro psichico gravissimo, un padre che si ritrova a combattere il quotidiano.
Tutto quello che è accaduto nelle ore successivamente alla tragica fine di Ilaria è stato tremendamente amaro da sopportare, impossibile da giustificare, incomprensibile sotto tutti gli aspetti; se su di un corpicino come quello di Ilaria distrutto dalle fiamme dichiarazioni e controdichiarazioni, minacce e querele hanno riempito le pagine dei giornali e dei media è un fatto aberrante, disdicevole e fuori da ogni logica umana: è pur vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, ma dopo tre mesi zoppica ed è anche “cecato”.
Il cinghiale piu che disgustato.

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