CALCIO
Il
Benevento adesso è
al secondo posto in classifica
A due gare
da termine il Benevento raggiunge il secondo posto in classifica dopo
due prestazioni, in casa contro lArezzo e a Castellammare, nelle
quali i giallorossi hanno fatto en plain: sei punti su i sei disponibili.
Un finale di regular season che vede in questo momento in crisi il Crotone
(due sconfitte consecutive con un sonoro passivo rimediato ad Arezzo)
e anche un momento non troppo brillante per la Cavese, domenica prossima
ospite al S.Colomba.
Le ultime due gare del Benevento da incorniciare e soprattutto da sottolineare
il ritorno tra i pali di Gori che prima contro lArezzo e poi domenica
contro la Juve Stabia ha messo le sue mani sul risultato finale.
E dire che a Castellammare i giallorossi sono scesi in campo con una difesa
rivoluzionata senza Landaida, Ignoffo, Colombini, fermi per infortuni,
con Clemente squalificato, e un centro campo per scelta dellallenatore,
anche per linfortunio di De Liguori, del tutto inedito con Statella,
Carcione e Ciarcià. In panchina alcuni atleti prelevati dalla Berretti,
una formazione questultima che ha vinto con largo margine il proprio
girone. E proprio da questa formazione poi Soda ha messo in campo Agyriba,
che ha sostituito Evacuo nel finale nei minuti di recupero. Estato
nel complesso tutta la squadra a ritrovare ritmo e concentrazione, senza
disattenzioni in difesa e con un accorto centrocampo a fare da filtro,
cose che erano mancate nelle ultime settimane. Poi la scelta di Soda di
tornare allantico ha premiato. Sicuramente da non condannare il
trio dattacco, ma probabilmente quellesperimento andava fatto
magari molto prima, andavano valutate le possibilità tecniche e
fisiche dei centrocampisti e difensori per adattarsi a quel tipo di gioco.
Comunque è e resta quella anche una indicazione per il prossimo
futuro.
Intanto ora il secondo posto cè e grazie al gol di Evacuo
ed alla vittoria giallorosa il Gallipoli ancora non ha in tasca la matematica
promozione. In due gare deve racimolare un punto, cosa non difficile per
approdare in B. Ma il Benevento deve in queste ultime due gare (Cavese
in casa e Potenza in trasferta) confermare questa posizione. Il secondo
posto, è lapalissiano, dà più ampie garanzie per
le avversarie da affrontare nei play off: ma questo è un discorso
ancora presto da sviscerare
perché
la matematica
non è unopinione
sic!
Pregi
ROSSO
FERRARI
A cura di
Giuseppe Russo
VIAGGIO NEL
PASSATO DIMENTICATO
DELLA SCUDERIA DI MARANELLO
F1
80, la grande delusione ferrarista
Vedere la
Ferrari in difficoltà ha colto di sorpresa moltissimi appassionati,
abituati come eravamo allo strapotere della Rossa. Tuttavia anche questo
brutto momento (si spera passeggero) non è affatto una novità
per il Cavallino.
Di periodi difficili la Ferrari ne ha attraversati diversi. Il più
lungo è proprio quello precedente allera Schumacher. Ponendo
come riferimenti i titoli piloti aggiudicati, il "digiuno" di
cui si parla va dal 1979 (Scheckter su 312 T4) fino al 2000 (Schumacher
su F2000). Ben 21 anni inaugurati da una stagione, quella del 1980, estremamente
deludente per la Ferrari. Il Cavallino, infatti, campione in carica, si
comportò come un team di coda, vittima più di se stesso
che dei concorrenti.
La stagione ebbe inizio con il GP dArgentina il 13 gennaio. La Ferrari
schierò il campione in carica e Villeneuve ma si chiarirono subito
i valori in campo. Alan Jones, su Williams-Cosworth, si aggiudicò
il primo posto mentre entrambe le Ferrari si ritirarono. Il divario più
importante fu a livello tecnico. La Ferrari 312 T5 era, in realtà,
la T4 del 79 utilizzata anche nel 80 senza essere concretamente
sviluppata. Così, al confronto in gara, si rivelò obsoleta.
Non sfruttava, infatti, il famoso "effetto suolo" come la Williams
FW07 di Jones (leffetto suolo utilizza lo stesso principio fisico
che fa volare gli aerei ma con effetto contrario). A fine campionato Jones
e la Williams si aggiudicarono il titolo piloti e quello costruttori.
Alla Ferrari solo Villeneuve resistette, lottando a centro gruppo quando
non fu costretto al ritiro. Conquistò, infine, 6 punti. Il campione
uscente Scheckter, tra ritiri e magri piazzamenti, totalizzò solo
2 punti.
Anche quel campionato, come lattuale, venne acceso dalle polemiche.
La FISA, ramo sportivo della FIA (oggi abolito), si schierò con
i costruttori come Ferrari contro la FOCA di Ecclestone, associazione
dei team inglesi, gli "assemblatori". La FISA approvò
un nuovo regolamento tecnico che, di fatto, riduceva drasticamente lutilizzo
delleffetto suolo, usato soprattutto dai teams inglesi. La FOCA
si ribellò e minacciò labbandono della F1. Il culmine
della polemica si raggiunse al GP di Spagna quando si arrivò persino
allo "sciopero" dei teams. Alla fine il GP venne annullato.
Solo il "Patto della Concordia" del 1981 porrà fine alla
battaglia.
Si dovette aspettare il 1982 per rivedere una Ferrari competitiva. Quellanno
Maranello riconquistò il titolo costruttori ma la tragica morte
di Villeneuve oscurò totalmente la vittoria.
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