ACCADE
A LIMATOLA
Il
campetto parrocchiale sarà demolito
o acquisito al patrimonio comunale?
Nellarea
adiacente la Parrocchia San Biagio, al centro del paese, vicino alla
Grande Campana del Giubileo è stato costruito un campo di calcetto
con annesso spogliatoio. Il campetto è frequentato da tutti,
ragazzi e meno giovani, si svolgono tornei ed altre attività
sportive. Nel contempo il campo sportivo comunale è sommerso
da rifiuti di ogni genere e di fatti impraticabile da anni, nonostante
siano pronti finanziamenti ed addirittura sembra siano già
stati appaltati i lavori.
A Limatola non cè il Piano Urbanistico e nessun altro
strumento che regoli ledificazione (né piano regolatore,
né programma di fabbricazione).
Il comune ordina la demolizione del campetto entro novanta giorni,
la sospensione di ogni attività ed avverte che se entro 90
giorni non sarà ripristinato lo stato dei luoghi, lopera
sarà acquisita al patrimonio comunale.
Cè stata una iniziativa di solidarietà per parlare
almeno della questione, per discutere, come si fa in un paese civile,
alcuni consiglieri comunali hanno aderito ed è in corso la
raccolta delle firme per chiedere la convocazione del consiglio comunale
sullargomento. Si spera che il Sindaco lo convochi al più
presto.
Ricominciano
i lavori per il
disinquinamento del Fiume Isclero?
Ancora chiusa la strada Provinciale?
I lavori
che portarono la provincia a chiudere la strada di Limatola per oltre
cento giorni, causando gravissimi danni a cittadini e imprenditori,
dovrebbero ricominciare. Questo sembra essere il triste annuncio che
circola in paese.
Il Comitato Cittadino ha chiesto al Comune di Limatola di consultare
gli atti tecnici ed amministrativi esistenti presso il comune di Limatola
e relativi alle opere da eseguire. Speriamo che almeno gli atti siano
messi a disposizione della comunità, che chiede semplicemente
di essere informata.
La
maggioranza si sgretola?
Era questo
linterrogativo che circolava in paese. Tra maldipancia veri
o presunti, tra mugugni e sospetti, lamministrazione comunale
ha approvato il bilancio comunale con un consigliere di maggioranza
che ha votato contro. Marotta Alfonso ha motivato il suo gesto con
la necessità di garantire trasparenza e legalità, per
questo, tra laltro ha dichiarato, è passato allopposizione.
Siamo daccordo, a Limatola cè un forte bisogno
di trasparenza e legalità.
P.D.L.
VALLE TELESINA
Il
Sannio regge londa durto
dello "tsunami" Berlusconi
Nel
collegio 9 si riconfermano i soliti noti
Nonostante
la caporetto nazionale del PD e delle sinistre alle scorse politiche,
con tracollo da pianto ai ballottaggi, la provincia di Benevento argina
una sconfitta che poteva essere una disfatta totale per un centro
sinistra a corto di idee, ma con il solito asso nella manica del calibro
di Clemente Mastella.
Una vittoria telefonata, dunque, quella dellex rettore dellUniversità
del Sannio Aniello Cimitile che ha contato sul bacino elettorale blindato
dellex ministro della Giustizia. In questa scontata panoramica
elettorale si inquadrano anche i risultati del collegio n. 9 di Cerreto
Sannita, San Lorenzello, Cusano Mutri e Pietraroja, dove non solo
lo schieramento di centro sinistra ha prevalso, ma ha anche celebrato,
per così dire, la vittoria del sindaco di Cusano Mutri Giuseppe
Maria Maturo contro il suo nemico storico (politico ovviamente) Lucio
Rubano. Una vittoria non certo numerica, ma solo di facciata o se
volete di schieramento. I 1712 voti di Maturo sono ben poca cosa di
fronte ai 2277 ottenuti da Rubano; ma si sa non tutte le ciambelle
riescono con il buco, ed in questo Mastella docet. Nello schieramento
di centro sinistra sono stati raggiunti risultati lodevoli anche da
altri candidati come Guido Di Cerbo della Costituente di Centro per
il Sannio, Caterina Meglio del Partito Democratico e Roberto Ruggieri
di Sannio Democratico, che hanno ottenuto rispettivamente il 13,36%,
il 10,72% e il 4,54% dei voti validi nel medesimo collegio. Alla coalizione
di centro destra, facente capo al senatore Cosimo Izzo detto Mino
sono andati 2789 voti, dei quali 2277, come visto, al candidato del
PdL Lucio Rubano e 433 al candidato di Izzo Presidente Claudio Iacobelli.
Degno di nota è il risultato dellUDC di Erminia Mazzoni
con il suo candidato, Pasquale Di Santo, che, ha ottenuto un discreto
risultato, tenendo presente landazzo nazionale con il 3,53%
dei voti validi. Una competizione che ha visto dunque prevalere, sebbene
con diversa fortuna, i due candidati con più esperienza politica
alle spalle, Giuseppe Maria Maturo, sindaco di Cusano Mutri e mastelliano
per tradizione e Lucio Rubano, già consigliere provinciale
uscente.
Rosario
Longo
Pontelandolfo:
uno stemma, una storia
Ai più
potrebbe essere passata inosservata la vicenda dello stemma che ha
portato le Amministrazioni Comunali ad adottare tre delibere distinte
per tale materia , con relativa modifica dello Statuto. Il che non
evidenzia una mancanza di fondamenti storici , oppure un conflitto
di interpretazioni , ma quello che è certo che è molto
presente il senso dellappartenenza ; è vivo il respiro
della storia, un fermento culturale latente che alimenta lorgoglio
e la passione di un popolo che non è mai mancato nei sentimenti.
Potrebbe sembrare melenso loccuparsi dello stemma con tutti
i problemi che esistono , ma uno stemma è lemblema ,
il simbolo di una comunità , è la sintesi delle origini;
è limmagine concreta capace di rappresentare per corrispondenza
analogica, un concetto ideale e quindi, in senso lato , lo spirito
e la cultura di un popolo. Per queste ragioni lo stemma , data la
sua importanza , ha richiesto approfondimenti che hanno scomodato
anche istituti di araldica. Il primo statuto comunale adottato dal
Comune di Pontelandolfo si riferì alla tradizione storica e
definì lo stemma con "un Guerriero Longobardo con lancia
che guarda da un ponte ad arco in pietra squadrata a faccia vista
, il torrente sottostante." Come si evince, lemblema raccoglieva
tre elementi caratteristici: il guerriero longobardo che facilmente
si poteva identificare nel Landolfo che aveva dato il nome al paese
; il ponte ad arco , fatto di pietra come le altre costruzioni edilizie,
vista lesistenza delle cave e larte degli scalpellini;
infine, il torrente che simboleggia lacqua che sgorga in ogni
dove . Ciò evidentemente non bastava, tanto che lAmministrazione
in carica dal 2001 , sentì la necessità di approfondire
la questione, affidando lo studio all Araldica di Genova, che,
fondando la propria analisi sul timbro usato sul documento "Fondo
Voci Vettovaglie Fascio 119 Fascicolo 19 Foglio 76 del 14 gennaio
1740" rinvenuto presso lArchivio di Stato di Napoli indusse
il Consiglio Comunale ad adottare la delibera n°26 del 12 agosto
2002 che modificò lo statuto comunale e identificò lo
stemma con : " Ponte arcuato di un arco di pietra grigia , mattonato
di nero nel lato di sei alla guelfa, movente dai fianchi e fondato
in punta, attraversato da una riviera naturale, sostenente San Landolfo
di carnagione , vestito con una cotta dargento e con una tunica
color cuoio, aureolato, impugnante con la mano destra ed il braccio
flesso una lancia, con la mano sinistra ed il braccio a scaglione
rovesciato un ostensorio; il tutto doro". Al di là
del poco comprensibile italiano utilizzato, quello che viene fuori
è la scoperta della mattonatura in nero che non abbiamo mai
visto a Pontelandolfo e il guerriero che diviene San Landolfo. Questo
ha generato perplessità e dubbi nella popolazione portando
linfaticabile vice Presidente dellArcheoclub dItalia
sede di Pontelandolfo, Antimo Albini ad approfondire la ricerca. Rinviando
il risultato della compiuta ricerca, diciamo che con delibera n°56
dello scorso 18 dicembre 2007, il Consiglio Comunale recependo la
stessa ha adottato lo stemma con "Ponte a tre archi sul quale
si erge un guerriero longobardo, con elmo sulla testa cinta da una
fascia, con lo scudo nella mano sinistra , la corazza ed una lunga
lancia nella mano destra". Con ciò il ponte diventa a
tre archi e ritorna il guerriero longobardo.
Questo ritorno allemblema originario, certosinamente suffragato
da fonti inoppugnabili, ha dimostrato che con un po di buonsenso
si potevano evitare escursioni "fuori storia", ancorché
utili culturalmente. In altri termini, di fronte alla conclusione
dellAraldica, si sarebbe dovuto fare qualche riflessione in
più e magari non accettare passivamente quella "pseudo-verità".
In effetti, se fosse stata vera la versione del santo Landolfo : il
paese si sarebbe chiamato San Landolfo oppure Ponte San Landolfo,
visto che nelle vicinanze i santi si sprecano: San Lupo, San Lorenzo
, San Lorenzello, San Giorgio, San Marco, San Nicola, San Bartolomeo,
SantAgata, San Nazzaro, SantAngelo, San Leucio, San Salvatore,
SantArcangelo, Santa Croce, San Giuliano e così via.
E poi, possibile che la Chiesa del S.S.Salvatore, in presenza di un
Santo fondatore, custodisse gelosamente nellarco , lemblema
attualmente adottato con il guerriero longobardo? E la tradizione
orale non avrebbe avuto più nessun peso, mancando di rispetto
ai nostri avi? E la discreta letteratura prodotta dai vari Meomartini,
Gentile e Perugini si sarebbe fondata su basi storiche errate? Ma
non tutto è stato vano, un sofisma storico e culturale, visto
che le ricerche hanno potuto dare elementi di certezza alla tradizione
storica ereditata.
Il timbro ritrovato nellArchivio di Stato di Napoli non poteva
riferirsi alla Regia Dogana delle granaglie in quanto listituzione
della stessa fu datata più di un secolo dopo la datazione del
documento dellarchivio: 1853 contro il 1740 del documento. Inoltre,
la dicitura Pontelandolfo nel timbro si potrebbe riferire alla Congrega
del SS.Sacramento o al Regio Fondaco della Dogana di Granaglie, visto
che è una commessa di granaglie. Non può riferisrsi
al Comune in quanto lo statuto dellUniversitas risale al 1463
; nè può riferirsi alla dogana per i motivi che abbiamo
già addotti.
La pergamena del 1064 riportata tra "Le più antiche carte
del Capitolo di Benevento" e quella del 1573 rinvenuta presso
la Biblioteca del Senato a Roma confermano il guerriero longobardo.
Riguardo a San Landolfo , lenciclopedia dei Santi definisce
letimologia del nome quale derivazione dallantico francese
Landoul , tratto dal tedesco Landulf e significa "apportatore
di vittoria" e altrove "lupo del paese". Ma ciò
che è più interessante che si legge del Beato Landolfo
da Vareglate (una borgata a nord di Milano), Vescovo di Asti, più
che Santo e si festeggia tradizionalmente il 7 giugno, anche se in
alcune località anche il 1° giugno. Comunque la sua esistenza
è sicuramente susseguente alla data della pergamena del 1064
nella quale si fa riferimento al Castello di Ponte Landolfo. Un Landolfo
vescovo di Benevento in prossimità dellepoca della fondazione
di Pontelandolfo vi fu, ma non è mai stato proclamato santo
e del resto questa ipotesi contrasta con gli scritti rinvenuti che
evidenziano motivi di liti e contese. Verosimilmente il Landolfo che
cerchiamo poteva essere il 1° che era un guerriero e conquistatore.
La stessa cotta con ostensorio del documento dellAraldica ci
riporta alla Confraternita o Congrega del SS. Sacramento che adottava
lo stesso stemma del documento del 1740 come visibile nella Cappella
del Sacro Cuore della Chiesa del SS.Salvatore.
Alla fine sembra proprio che la Chiesa Madre oltre ad essere depositaria
delle origini e della storia di Pontelandolfo e pare proprio che sia
quella di fondazione del paese ricostruita sulle rovine di un insediamento
di epoca sannitica terremotata nel 1688.Non resta che individuare
i colori del Comune: qualche fonte dice che siano giallo e rosso.
Agli storici lardua ricerca.
Nicola
De Michele
INCONTRO
A SAN LUPO
Le
fonti energetiche alternative
La scuola
primaria di San Lupo, in collaborazione con La COOP T.E.R.R.E. e lAmministrazione
Comunale ha organizzato il 17/04/2008 un incontro informativo-didattico
sul tema "Energie rinnovabili".
Lincontro, che si è svolto nella Sala Consiliare, si
colloca nellambito del "Progetto Ambiente" che ha
come obiettivo, anche attraverso convegni, quello di sensibilizzare
la collettività verso lannoso problema della salute ambientale,
ma anche quello di favorire la conoscenza di forme alternative di
sfruttamento energetico, meno dispendiose ed inquinanti, in vista
dei profondi cambiamenti climatici che il nostro pianeta sta assistendo
negli ultimi anni.
Questa volta, il coinvolgimento ha riguardato in primis gli insegnanti
e gli alunni delle scuole elementari, medie e superiori che hanno
aderito con entusiasmo alliniziativa.
I relatori dellincontro, la Dott.ssa Luciana Cervati, lIng.
Giulia Lo Bianco e il Dott. Andrea Marcucci, responsabile dello sviluppo
e della realizzazione di impianti alimentari e fonti rinnovabili (in
particolare fotovoltaico, termico ed eolico), hanno presieduto i vari
seminari e laboratori che si sono alternati durante la giornata.
In particolare, sono stati trattati i temi del "Sole e dellutilizzo
termico dellenergia solare", "Lenergia solare-termica
e formazione del vento", "Crisi climatica, esaurimento risorse
fossili e risparmio energetico".
Ma a rendere più viva lattenzione del pubblico è
stata la proiezione di slide da computer e, soprattutto, lalternarsi
di momenti teorici a quelli più pratici, attraverso la realizzazione
di giochi-esperimenti e di piccole giostre solari fotovoltaiche.
Lintensa partecipazione alliniziativa ha dimostrato come
la preoccupazione verso questioni, quali il risparmio energetico,
tocca non solo classi dirigenti o capi di nazioni, ma, in primo luogo,
le giovani generazioni che devono avere le conoscenze necessarie ad
un uso e ad una scelta più responsabile delle fonti energetiche.
Teresa
Nifo