
POLITICHE
E BALLOTTAGGI: I CAMBI E RICAMBI
STORICI DI UNA ITALIA FREGATA E FELICE
La
riscossa della dinastia Mastella
riparte dalla provincia sannita
Dal 14 aprile
scorso a tuttoggi abbiamo assistiito ad una vera e propria rivoluzione
politica nel nostro Paese che ci ha condotti da un governo di sinistra
(perché il centro non cè mai stato) ad un governo
di centro destra. I ballottaggi non hanno fatto altro che ribaltare,
in alcuni casi anche in maniera eclatante, consolidati monoliti sinistroidi,
concedendo a Berlusconi una vittoria generale inimmaginabile, moralmente
e numericamente molto superiore a quella del 2001. Una minestra, francamente,
già riscaldata più volte e predigerita a priori, ma
il bello della democrazia sta proprio nella sovranità di chi
ha le scatole piene ed ha intenzione di sostituirle.
Il Popolo delle Libertà vince un po dappertutto in maniera
rilevante, anche in Campania, dove la sovranità oltre ad avere
avuto le scatole piene se le è dovute sorbire anche maleodoranti.
Ma alla grande festa di Berlusconi manca sempre una pedina, quel famoso
nocciolo che si arresta tra lesofago e la trachea e non scende
e non sale. È il caso del feudo longobardo di Benevento, il
cui fetido clima politico ha riconsegnato la provincia, detta sannita,
al suo vassallo doc.
Non lha spuntata il senatore forzista Cosimo Izzo detto Mino
nei confronti di uno stimatissimo professionista del software ed ex
Rettore dellUniversità del Sannio Aniello Cimitile. Figura
rappresentativa del mondo accademico, ma dal peso specifico nullo
in politica, diversamente dal senatore forzista di lungo corso.
Adorabile prestigiatore, Clemente Mastella, mai dietro a carrozze
funebri, impavido e scaltrissimo politico daltri tempi che ha
carpito subito il segreto del galleggiamento a vista: politicare da
casa. Certo sarebbe stata una mega festa anche beneventana per Berlusconi
se il buon Clemente non ci avesse messo un pezza in tempo facendo
confluire la sua personale percentuale di voti in favore del professor
Cimitile.
È iniziata da Benevento la riscossa della dinastia Mastella?
Sì, è chiaro, eclatante, anzi, vi dirò, sarà
completa e definitiva con il ritorno in sella del condottiero alle
prossime regionali, magari come candidato presidente...
Rosario
Lavorgna
IL
CINGHIALE INDISCRETO
Quella dellapertura
festiva dei negozi, dal punto di vista di questanimale, sembra
una vera e propria barzelletta.
Non mi lascerò ovviamente attrarre dalle solite sirene dei
pro e dei contro, ma semplicemente vorrei fare due considerazioni,
anche perché indubbiamente questo periodico fonda le sue entrate
sulla pubblicità: anima del commercio.
La prima è che, in un sistema globale, cè necessità
urgentissima di trovare nuove idee, nuove offerte, nuove possibilità
da proporre al consumatore cliente.
Le seconda, consequenziale alla prima, è che lo stesso non
può andare a due velocità, lì dove quella più
lenta cerca di fermare la prima.
Vengo e mi spiego, sottolineava il De Filippo "Pappagone":
se a dieci km sono aperti megastore, iper e città mercato nei
giorni festivi, comè pensabile di rimanere inermi a guardare
i clienti
partire in massa verso quelle strutture la domenica ed i giorni segnati
in rosso.
E possibile far chiudere quelle strutture? Credo di no! Ed allora
perché far emigrare quei clienti verso quei lidi? Non sarebbe
opportuno trattenerli da queste parti?
Credo alla fine che bisognerà inventarsi qualcosa da offrire
come novità al cliente.
Unofferta sullaccesso, sulle novità, sui prezzi,
sui gadget e quanto altro possa far sì che quel fiume di danaro
che viene esportato nei giorni festivi dal cittadino beneventano rimanga
da queste parti.
Tutto il resto
è noia canta Califano.
Il cinghiale stanco.