IL CINGHIALE INDISCRETO

Andiamoci piano con la " differenziata", Grillini e compagni potrebbero prendere la classiche… per lampadine elettriche e senza voler offendere il mio amico "ciuccio", dico subito che si tratta di ben altra cosa… fortunatamente.
Differenziare i rifiuti quello è il termine. Differenziare il secco dall’umido, la plastica dal cartone, il vetro dalla latta e, sembra, stando ai primi annunci dell’assessore Luciano, che al Rione Libertà la novità sia stata accolta in modo egregio e soprattutto partecipando alla massima "differenziazione" del prodotto "rifiuto solido urbano".
Chi non si "differenzia" mai è però l’attacchino del politico candidato (o lo stesso con colla e pennello?) che per farsi bello attacca ovunque e comunque l’effige del suo "eroe".
Benevento, purtroppo, ha subito un mini "manifesto selvaggio" con le politiche, ma rischia grosso con quelle amministrative.
E’ iniziata da tempo ormai "l’occupazione" di tutti gli spazi occupati, una sorta di sovraoccupazione da far tremare i muri che li sostengono. Sono comparsi i famigerati 6x3 dove la misura lineare è espressa in metri ed i quadrati sono quindi 18. Lì sopra sono effigiati "i migliori", vi sono poi quelli meno ingombranti e più invasivi però poiché la città se li trova dappertutto, fortunatamente sono fatte salve le aree destinati agli annunci mortuari.
Queste ultime sono lasciate libere per scaramanzia o perché gli annunci raggiungano il loro obiettivo? Credo per non fare troppa confusione, atteso che i manifesti elettorali che imbrattano soprattutto i cassonetti dei rifiuti alla fine, spesso, annunciano qualche "trombatura" eccellente. Alla fine questo povero animale che si batte da anni per "una città pulita" che richiama spesso i cittadini di queste contrade ad aver rispetto di strade e cantoni, di angoli e palazzi in momenti come questi si sente svilito, impotente (…dal punto di vista che nulla può…!) poiché l’inciviltà viene dall’alto e l’esempio degli amministratori della cosa pubblica in campagna elettorale ne è purtroppo uno squallido esempio.
E non mi va alla fine neanche giù l’appello di qualche politico (forse all’asciutto… economicamente…!) che si ritorce contro questo malcostume imperante in campagna elettorale.
Questo periodo è particolare, è purtroppo una barbara usanza che fa campare anche e soprattutto le stamperie e gli attacchini improvvisati, mettendo in moto una piccola economia… anche se in nero.
Ed allora non potendo fare alcunché teniamoci il manifesto, buttiamo lungo il corso Garibaldi (praticamente… nel salotto di casa…) la lattina di coca cola, la busta delle patatine, la cicca di gomma già masticata e quant’altro abbiamo a portata di mano e teniamoci anche il bel manifesto ad ingombrare i tabelloni degli orari dei bus, il palo della pubblica illuminazione i muri perimetrali di questa città che certamente all’epoca di quelli longobardi era più… pulita.
Il cinghiale stanco

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