TORRECUSO

Dure critiche di A.N.

L’argomento concernente il patto territoriale per il quale si sono consorziati molti comuni del Taburno, tra cui Torrecuso, è stato tra i punti centrali di discussione nel partito di Alleanza Nazionale. Molto negativo il giudizio offerto dal partito intorno ad uno strumento che, come già messo in evidenza in un nostro precedente intervento, potrebbe offrire a Torrecuso un’occasione forse irripetibile per lo sviluppo del territorio e soprattutto per dare nuova linfa all’occupazione zonale, i cui livelli, stante alla gestione della cosa pubblica posta in essere fino a qualche tempo fa in tutta l’area di competenza, sono stati sempre bassi.
Ricordiamo che il patto territoriale è un accordo che stipulano gli enti locali con gli imprenditori e tutte le forze produttive volto ad uno scopo comune. Il "patto" esisteva già da qualche anno ed era stato firmato solo da alcuni comuni della provincia di Benevento. Oggi è più esteso e comprende tutti i paesi del Taburno, e non poteva mancare Torrecuso che anzi è stato tra i primi ad aderire.
Alleanza Nazionale non condanna il patto ma i metodi di approccio del consiglio comunale alla questione che, come si legge in un comunicato, "tradisce la filosofia stessa dei patti, grandi possibilità di sviluppo, che vuole il coinvolgimento diretto ed immediato di tutti i soggetti abilitati a proporre iniziative: sindacati di categoria, Camera di Commercio, organizzazioni pubbliche e private, enti riconosciuti dal Cnel, unico abilitato alla verifica delle proposte degli organi promotori".
Sempre secondo gli estensori del comunicato nei patti territoriali si sono riversate, in periodi recenti, speranze ed ambizioni degli amministratori locali. Allo stato attuale poco è stato realizzato e le belle promesse sul riscatto e lo sviluppo del Taburno sono servite solo come facili vessilli propagandistici. Quanto ai risvolti occupazionali, inutile parlarne; finora il "patto" ha dato da lavorare solo a poche persone però lautamente ricompensati.
"La nuova frontiera -si legge ancora nel documento di Alleanza Nazionale- delle cosiddette società miste, a prevalente capitale pubblico e con la partecipazione dei privati, inizia già a fare acqua da tutte le parti, soprattutto nelle realtà difficili come il Sannio. Lo stallo economico dell’intera area del Taburno, non può essere rimosso da coloro che discendono da una cultura politica che ha sempre voluto l’intervento della mano pubblica. Solo creando flessibilità, detassazione ed incentivi certi alle imprese, si può invertire una situazione drammatica come la nostra, che rischia di esplodere definitivamente ed in maniera irreversibile. È solo con una politica che sappia invertire la rotta rispetto all’attuale andazzo che si può creare un indotto che non sia virtuale o solo capace di salvaguardare interessi di parte o lotti di potere".
Se il Taburno vuole crescere, deve darsi prima di tutto una nuova identità e programmare su di essa. Non si può più sentire che è impossibile gestire se non ci sono fondi, non bisogna più basarsi sulla distribuzione ma sulla programmazione di una identità. Ma nel Taburno, nonostante i vani tentativi offerti dai "patti", c’è poca cultura associazionistica tra i comuni.
"Ci vuole un grosso sforzo culturale -così conclude il testo- perché inizi anche in questa zona un processo di coesione. Se ciò non avverrà, conosceremo un lento ed inevitabile ‘suicidio’ economico e sociale, che allontanerà il Taburno ed il Sannio dalle zone più sane e progredite d’Italia".

Carmine Pannella


PAUPISI

Rinnovati i vertici della Pro loco

Qualche giorno fa presso la sede della Pro loco di Paupisi si è tenuta un´assemblea dei soci per prendere delle decisioni in merito alle dimissioni del presidente Guido Fava. Dopo varie discussioni e proposte si è convenuto di passare alle votazioni in due fasi: eleggendo prima il presidente e poi l´intero consiglio direttivo dell´associazione. Prima di passare alle elezioni si sono raccolte le candidature sia come consigliere che come presidente.
Unico candidato per il vertice della Pro loco, Giovanni Giannetti che è risultato, poi, eletto per acclamazione. Poi è stata la volta dei consiglieri. Il numero dei membri del direttivo è in numero di dieci, oltre al presidente e al sindaco, o un suo delegato, che ne deve far parte obbligatoriamente. Ecco i consiglieri prescelti: Salvatore Colangelo, Andrea Coletta, Gianni Coletta,, Giacomo Cusano, Arnaldo Giannetti, Maria Iannotti, Antonio Iesce, Antonio Marcarelli, Carmen Cantucci e Salvatore Puzella.
Da questi consiglieri si dovranno scegliere i due vice presidenti. Per quanto riguarda il segretario e il tesoriere i due incarichi si potranno dare anche ad un solo consigliere o a dei semplici soci. Mentre il collegio dei revisori dei conti dovrà essere eletto dall´assemblea dei soci.
La Pro Loco è una delle più importanti associazioni territoriali di volontariato di interesse pubblico, democratica ed apartitica, senza scopo di lucro, che è volta alla promozione ed alla tutela del proprio Comune. Le finalità fondamentali della Pro Loco sono: la tutela e la promozione del territorio e delle sue peculiarità turistico-culturali; la promozione e l´assunzione di iniziative, nonché la realizzazione di manifestazioni per la conoscenza e la valorizzazione paesaggistica, urbanistica e ambientale della località e attività di formazione e di sensibilizzazione per lo sviluppo del fenomeno economico- turistico.
La vita dell´associazione deve rappresentare un forte momento di sollecitazione ed unione di tutte le risorse umane esistenti nella località. Anche chi non fa parte in prima persona del direttivo, ma un semplice socio, deve essere il primo a "rimboccarsi le maniche". Oltre questo c´è bisogno anche di una fattiva collaborazione con il proprio Comune, con gli altri enti, con le altre associazioni presenti sul territorio. La Pro loco paupisana si appresta a caratterizzare i futuri obiettivi.

Antonio Iesce


S.NICOLA MANFREDI

Il Wwf denuncia un possibile rischio ambientale

Ancora lavori sui torrenti?

Dopo lo scempio dell’anno scorso, si annunciano nuovi interventi di presunta "manutenzione idraulica". Il WWF è preoccupato per l’impegno con il quale il Comune di S. Nicola Manfredi sembra accanirsi contro le sue bellezze naturali.
Non bastano i POR, ora si ricorre ai mutui? Il WWF è preoccupato degli annunciati nuovi interventi di presunta "manutenzione idraulica" sui torrenti, e per l’impegno con il quale il Comune di S. Nicola Manfredi sembra accanirsi contro le sue bellezze naturali.Lo scorso anno l’associazione ambientalista aveva denunciato, in un esposto inviato alla Magistratura, alla Regione Campania, alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e alla Commissione Europea, lo scempio attuato sui valloni nel territorio comunale di S. Nicola. Interventi di profonda trasformazione dell’alveo erano in corso sui valloni Cesine, Acquolelle, Sciuni-Pisciariello, Pastene, Grande. Interventi realizzati con fondi pubblici, finanziati dalla misura 1.3 del POR Campania, che ha la finalità della "sistemazione idraulico forestale e tutela delle risorse naturali".
I lavori, interamente attuati con mezzi meccanici, consistevano nella totale asportazione della vegetazione ripariale per sostituirla con gabbionate metalliche riempite di pietrame. E il tutto a dispetto dal progetto approvato dal Comune, nel quale si parlava esclusivamente di realizzazione di opere di ingegneria naturalistica come la messa a dimora di talee vegetali e la realizzazione di viminate, fascinate e grate in legname, lasciando intendere che la posa di gabbioni avrebbe costituito solo una porzione marginale dei lavori. Invece - dice il Wwf- i lavori effettivamente realizzati consistevano nella totale risagomatura del corso d’acqua e la sostituzione integrale della vegetazione esistente e del naturale fondale con gabbionate metalliche. E’ inoltre plausibile che vi sia stato il prelievo (abusivo) di inerti dalle aste torrentizie. Va notato peraltro che l’art 9 del regolamento regionale per l’ingegneria naturalistica (decreto Presidente GR Campania n. 574 del 22 luglio 2002) vieta esplicitamente l’"eliminazione completa della vegetazione riparia arbustiva e arborea".
Inoltre, paradossalmente, quegli interventi -continua la nota del Wwf- possono addirittura aggravare eventuali fenomeni di dissesto, in quanto la vegetazione rimossa ha un ruolo naturale nel rallentamento delle acque e nella protezione degli argini dall’erosione.
I lavori sui torrenti di S. Nicola, in quanto dichiarati normale manutenzione idraulico forestale, erano stati sottratti alla preventiva valutazione e autorizzazione paesistica da parte della Soprintendenza, impedendo inoltre alla cittadinanza di controllare ed eventualmente intervenire nel procedimento.

Ma l’Assessore all’Ambiente Capobianco
ribadisce che e’ tutto in pperfetta regola

L’Amministrazione comunale di San Nicola Manfredi interviene su quanto sostenuto dalla Sezione provinciale del WWF di Benevento circa i lavori riguardanti i valloni Cesine, Acquorelle, Sciumi-Piasciariello, Pastene e Grande, precisando che gli interventi in atto, approvati dagli organismi preposti e finanziati con i fondi POR 2000/2006, misura 1.3, non sono identificabili come interventi di ordinaria manutenzione, bensì come opere di restauro e risanamento destinate alla regimazione delle acque e al consolidamento dei versanti delle aste torrentizie.
Gli interventi in corso di esecuzione —si legge nella nota dell’assessore Angelo Capobianco- sono, inoltre, tutti esclusivamente di ingegneria naturalistica e risultano rigorosamente elencati nel bando relativo alla misura 1.3. Gli stessi gabbioni in pietra si trovano elencati nel regolamento per l’attuazione degli interventi di ingegneria naturalistica vigente nella Regione Campania, in ogni caso, interventi dello stesso tipo e del medesimo tenore sono, allo stato, in corso in tutti i Comuni della provincia di Benevento e della Regione Campania.
Infondata e particolarmente grave è ritenuta dall’Amministrazione Comunale la insinuazione in merito al prelievo "abusivo" di inerti dalle aste torrentizie e ciò semplicemente perché, come è noto a tutti, esse ne sono del tutto prive.
Gli interventi prevedono, inoltre, una messa a dimora sulle sponde dei torrenti risagomate, di circa 50.000 (cinquantamila) essenze arboree ed arbustive, atte a garantirne la consistenza e a migliorarne gli aspetti e le funzioni ambientali. Proprio perché si tratta di opere di ingegneria naturalistica appare necessario, per poterne percepire e valutare gli effetti, attendere i tempi dello sviluppo naturale delle piante.
Nessuno scempio, dunque, ma sereno convincimento sui lavori effettuati, sia rispetto alle finalità della misura invocata, sia dei progetti approvati.
Ad ogni buon fine —conclude Capobianco- l’Amministrazione Comunale invita il Responsabile provinciale del WWF ad un incontro, per verificare la progettualità e stabilire anche un percorso, possibilmente condiviso, per quanto attiene il futuro ed anche il presente. La condivisione, ritiene l’Amministrazione comunale, è l’unica metodologia che può consentire di lavorare e va ricercata al di là delle polemiche che chiaramente qualcuno potrebbe mettere in relazione all’imminente momento elettorale. Ma quest’ultima considerazione non è certo il pensiero dell’Amministrazione Comunale.


"Il Sannio in fotografia"

Il gruppo/centro studi LA TAKKARATA di Fragneto Monforte, in collaborazione con il Comitato "Archivio Fotografico Sannita", organizza il 3° Concorso Fotografico "Il Sannio in Fotografia - le Arti e le Tradizioni Popolari".
Il concorso si svolge a tappe. La prima si svolse a Fragneto Monforte, paese d’origine del gruppo La Takkarata.
I lavori della terza tappa dovranno essere consegnati entro il 20 Luglio 2004 , per cui saranno parte integrante della Mostra Itinerante sulle Arti e tradizioni Popolari, durante il Sannio Mondial Folk 2004.
La giuria (composta dal giornalista Lino Trotta, dal Presidente Provinciale Comitato Archivio Fotografico Sannita Lucia Gangale, dal geom. Lello Verdura, esperto in promozione sociale e Tradizioni Popolari, dal Presidente Assostampa Sannita Giovanni Fuccio, e da Maria Capobianco, Presidente gruppo La Takkarata) valuterà i lavori e coordinerà l’apposito convegno che si terrà martedì 9 Agosto, in cui avverrà anche la premiazione.
Per ulteriori informazioni contattare le segreterie organizzative: Centro Studi La Takkarata, Fragneto Monforte - via S.Angelo, 6 - Tel Fax 0824 986280 — 0824 986380; Archivio Fotografico Sannita www.reportages.tbo.it/afs

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