Ciao, Raimondo

Qualche giorno fa se n’è andato un grande del mondo dello spettacolo: Raimondo Vianello, un attore comico che ha saputo far sorridere numerose generazioni con il suo pungente humor, che non scadeva mai nella volgarità. Vianello e la moglie Sandra Mondaini, da decenni anche sua compagna di lavoro, sono riusciti a conquistare, con la loro “televisione pulita”, il cuore di milioni di italiani, grazie alla loro grande professionalità ed alla coerenza che li ha sempre contraddistinti.
Pochi sanno che Raimondo Vianello, nella sua giovinezza, è stato Bersagliere Combattente Volontario della Repubblica Sociale Italiana e che, dopo la guerra civile che insanguinò il nostro Paese, venne rinchiuso nel campo di concentramento americano di Coltano insieme al poeta Ezra Pound. A differenza di altri personaggi del mondo dello spettacolo provenienti dalla medesima esperienza, Vianello non ha mai rinnegato la sua adesione ideale al fascismo sociale, anzi qualche tempo fa così dichiarava alla stampa: “I giovani che sono andati a Salò erano spinti dall'idea di non abbandonare la battaglia. Anche se destinati a perdere, già la consapevolezza della sconfitta conferisce un forte dolore a quegli ideali. Per cui condannare in toto questo capitolo storico non mi sembra giusto. Si puo' dire che il fascismo è stato un regime dittatoriale anche perché imborghesendosi ha tradito le sue origini socialiste, mentre a Salò si tentò di dare nuove norme sociali partendo già dal nome Repubblica sociale. Quei giovani dovrebbero essere più rispettati se non altro per i loro ideali ispiratori. Morti ce ne sono stati da tutte e due le parti, ma chi è andato su, sapeva di finire male. Non va abiurato”.
Una coerenza che, comunque la si pensi, gli fa certamente onore e che dovrebbe far vergognare i tanti voltagabbana ancora oggi in circolazione.
Ciao, Raimondo! (a.b.)


IL CINGHIALE INDISCRETO

Il ballo della Tarsu

Il balletto della Tarsu sembra quello del qua qua, scritto da Thomas Werner e cantato da Romina Power, nel 1981. Qui (e non qua) siamo ventinove anni dopo e continuiamo a ballarlo. Ce lo fanno ballare in città di qua amministratori, ma di qua anche la minoranza, poiché non si riesce a comprendere una… mazza (siamo nell’ambito della ramazza… ovviamente).
Il primo qua dice che è la sommatoria di operazioni sbagliate sin dal ’95, l’altro qua risponde che sono gonfiate le poste in bilancio e che si possono ridurre del 15% le bollette. Ma poi all’improvviso il primo qua corre incontro ai contribuenti dilazionando il termine di pagamento fino al 31dicembre, in pratica (forse…) da quanto si è compreso in quella data potrebbe essere corrisposto tutto l’importo (…o forse… no!!!). C’è poi colui che sostiene che il bilancio è in regola, che tutto fila a meraviglia essendo la ditta qualificata coi crismi dell’eccellenza.
Allora dove sta l’inghippo? Da dove vengono quei milioni che i contribuenti debbono erogare?servono per portare a pareggio quel bilancio? Ma quelle poste sono congrue? Perché alla fine qualcuno si deve fare bello coi soldi dei contribuenti? Perché l’esborso è stato chiesto con quasi un semestre di anticipo? Perché poi si è tornati sui propri passi dilazionando il pagamento fino alla fine dell’anno? Anche qui per farsi belli? Ma alla fine dilazione o no l’esborso per chi percepisce 300/400 euro di pensione è comunque sempre eguale in quanto tale dilazione… allunga l’agonia!!!!
Prosit ed auguri!!!!
Il cinghiale stufo

PRIMAPAGINA, CITTÀ, PROVINCIA, SPORT

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