CALCIO
Si
preannunciano
play off da brividi
Erano in pochi
a credere tre mesi fa in una escalation giallorossa
eppure ECCO
IL BENEVENTO! Signori.
Mi tocca parlare anche del passato in questa rubrica, ma vorrei tanto
scrivere del futuro prossimo, di domenica prossima e poi anche dellaltra.
Ma mi tocca parlare prima della Spal e poi del Padova. Due partite che
hanno esaltato il Benevento oltre ogni "pensiero osceno".
Sì, perché chi era al S. Colomba, pochi in verità,
contro i ferraresi almeno per tutto il primo tempo ha avuto la sensazione
che Molino e compagni avessero
mollato i play off. Inguardabili
quei 45 contro la Spal, i cui attaccanti e centrocampisti, chi per
un verso chi per un altro riuscivano a mettere alle spalle di un "super
Lotti" solo un golletto per la rabbia di Allegri, lallenatore
spallino. Un Benevento che ballava la samba in difesa, vedeva verde ciò
che era biancazzurro, riusciva a complicare le cose più semplici
davanti al portierone giallorosso.
Poi vuoi perché dagli spogliatoi i romagnoli venivano fuori allegr
mente,
certi della vittoria, un po perché dal cilindro giallorosso
veniva fuori la testina magica di De Palua, che per ben due volte faceva
scorrere la palla in fondo al sacco avversario ed alla fine il Benevento
incamerava i tre punti e continuava la rincorsa ai play off.
Ma Colletto e Molino erano attesi ad una gara difficile contro il Padova
di Ulivieri che sette giorni prima aveva lasciato un pari sacrosanto al
S.Paolo, contro un Napoli sempre in crisi di costruzione di gioco.
Una gara in terra veneta contro una squadra che al fischio di inizio precedeva
in classifica il Benevento di due punti. Subito gli uomini di Sergio mettevano
le cose in chiaro ed il "Drago" riusciva a far zittire immediatamente
i tifosi biancoscudati e ad esaltare quelli giallorossi giunti fino allEuganeo,
speranzosi. Il pari momentaneo dei veneti durava solo una manciata di
minuti, quando il "ladro" dellarea riusciva a piazzare
il suo secondo colpo della giornata chiudendo partita ed incontro tra
lesultanza di tutti quelli di fede giallorosa
e non solo.
Ora il Benevento è atteso domenica al S.Colomba nella gara contro
il Sora. Una gara non facile poiché i laziali anche contro il Napoli
hanno dimostrato grinta e caparbietà soprattutto nel sapersi difendere
e chiudere gli spazi. Il Benevento ha le possibilità di poter aggirare
lostacolo, confermare quel quarto inaspettato posto in classifica
conquistato sul campo anche grazie alle defaillance delle dirette avversarie
che in questo periodo stanno tirando a
campare, mentre il giallorosso
vola:
E si sa che quel che conta in questi campionati è lo sprint finale
ed il Benevento ci prova ad allungare
volando e sperando!
Pregi
PS:
mi vengono i brividi a pensare ai play off con Avellino, Napoli
e
!
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Intestare
lo stadio
a Giovanni Paolo II
Pensavamo
e forse sbagliavamo- che il nostro Stadio principale, quello denominato
SantaColomba, fosse stato intestato e dedicato alla Santa in questione,
anche se molti beneventani non ne conoscono né la vita, né
le gesta e né i miracoli.
Molti neanche sanno in quale epoca era vissuta, perché si fosse
fermata a Benevento e sopratutto perché in quella zona. Non sanno
nulla di questa Santa anche se, stranamente, è diventata famosa
proprio per aver dato il nome allo stadio.
Abbiamo così appreso che lo stadio non è stato mai dedicato
a chicchessia e quindi il nome è provvisorio, si è voluto
cioè solo indicare la zona ove è ubicato, appunto a Contrada
S.Colomba.
Non ce ne voglia la Santa in questione ma ci sembra opportuno pensare
di intestare lo stadio ad un eroe del nostro tempo, eroe che abbiamo conosciuto
di persona e quindi sentiamo più nostro.
A noi è venuto solo un dubbio e cioè se dedicare lo stadio
a S.Pio, nostro conterraneo, o a Giovanni Paolo II, la cui morte ha suscitato
in tutti un profondo senso di smarrimento e una perdita profonda.
Alla Direzione del nostro Giornale proporremmo di indire una specie di
referendum giornalistico tra i nostri lettori per conoscere la loro volontà.
Di certo, Giovanni Paolo II è stato anche e soprattutto un Uomo
di sport e quindi più vicino alle esigenze di tutti gli sportivi.
Intolare lo stadio al suo nome sarebbe un gesto bellissimo oltre che di
riconoscenza verso questo Titano della Chiesa Universale.
Intanto facciamo i nostri complimenti alla squadra che si è recata
a far visita a S.Antonio da Padova per un delicatissimo incontro-spareggio
per i play off.
Chissà se non è stato Woijtila ad intercedere con il Santo
da Padova.
Forza Bene.
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