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SONO GIÀ DIVERSE MIGLIAIA
LE SOTTOSCRIZIONI
RACCOLTE DAL COMITATO
Obiettivo
50.000 firme
Liniziativa
promossa dal prof. Michele Benvenuto per ottenere lo spostamento dellorribile
"monumento" innalzato alla rotonda dei Pentri, alle porte di
Benevento, contua a raccogliere consensi. Sono già diverse migliaia
le firme raccolte dallapposito comitato. Le sottoscrizioni arrivano
da ogni parte.
Alla redazione del nostro quattordicinale, che ha immediatamente aderito
alliniziativa, sono infatti pervenute sottoscrizioni addirittura
dagli Stati Uniti, oltre che da ogni parte del Sannio e da altre città
italiane.
Molti nostri lettori, alcuni dei quali avevano partecipato alla raccolta
dei fondi per la realizzazione del "monumento", ci hanno telefonato
per dirci che lattuale manufatto non corrisponde affatto al primitivo
progetto che fu a loro sottoposto dai promotori e che prevedeva, inizialmente,
unopera nella quale si potesse riconoscere con semplicità
la figura di Padre Pio, senza ricorrere ad immaginazioni o a interpretazioni
teologiche.
Lobiettivo, adesso, è di raggiungere, entro i primi di maggio,
almeno 50.000 firme da presentare alle competenti autorità comunali
per ottenere che quel "mamozio", che offende la memoria del
frate di Pietrelcina, venga rimosso e sostituito con una testimonianza
più consona al suo ricordo.
BENEVENTO

IL
SENSO DELLE PROMESSE. MA DOVE VA LA DESTRA DEL FARE?
Berlusconi,
Fini e vecchi volponi
Limpegno
di Berlusconi, la faccia di Fini e i vecchi volponi indisturbatamente
in circolazione.
A Parma si è tenuto, giorni fa, il convegno degli industriali.
4000 imprenditori raccolti ad ascoltare relazioni dai toni più
disparati.
No, non si prospetta come per lart. 18 uno sciopero della categoria.
Nonostante le cose non vadano per il verso giusto o desiderato non ci
sarà né sciopero né serrata.Leconomia italiana
quantunque ingessata in atavici patti sotterranei che non ne permettano
un decollo sicuro e uno sviluppo adeguato, con una Borsa che è
adusa a beffeggiare e danneggiare i piccoli investitori a vantaggio dei
soliti pochi e noti, non invoglia i protagonisti a chiedere regole più
trasparenti e più efficaci.
Certo reclamano le riforme promesse tantè che a Fini, intervenuto
nel dibattito, hanno fatto dire che "lui e la destra ci rimettono
la faccia se le riforme non si riescono a farle".
Ma lattenzione non è fondante solo sulla manipolazione dellart.
18 e sulla materia del lavoro.
Ci sono anche altre voci, altre riforme e tanti impegni assunti sulle
quali e per le quali la faccia si potrà perdere.
E limpressione è che il presidente-cuoco abbia messo sulla
brace tanta, troppa carne che rischia di bruciacchiarsi lasciando insoddisfatti
non solo chi a destra ha votato e ha creduto in un cambiamento ma anche
le opposizioni per le quali la carne bruciata diventa brodo di giuggiole
nel quale comodamente sguazzare.
Il cambiamento e i segni opposti.
Tra il dire e il fare cè di mezzo il mare. Ancora troppi
uomini di sinistra saggirano nei meandri dei ministeri. Fosse niente
se non avessero carichi pendenti giudiziari.
Troppi ex democristiani hanno ancora in mano leve di potere e leve decisionali
che potrebbero essere dostacolo e condizionare notevolmente sia
le riforme sia i risultati sperati dalla Cdl.
Troppi indagati, anche per reati gravi, sia di sinistra sia ex democristiani
ridipintisi impudicamente con i colori dei nuovi vincitori gestiscono
appalti miliardari. Troppi chiacchierati siedono nei consigli damministrazione
a nome di An o Forza Italia o Cccd-Cdu non certamente per gestire il nuovo
più per curare interessi personali. Dove mai sè visto
che i consiglieri damministrazione dispongono trasferimenti, si
interessino di appalti, intrigano con questo o quello senza badare alle
linee strategiche, ai programmi, alla organizzazione, che dovrà
dare i risultati promessi dal Berlusconi, isolando tecnici di consolidata
esperienza, capaci e notoriamente non corrotti.
Gli interessi particolari, insomma, avanzano inesorabilmente mettendo
in pericolo la faccia di Fini e di Berlusconi, i quali per queste chiacchierate
nomine potranno certamente essere ritenuti diretti responsabili. E, si
spera, che queste designazioni siano state fatte in tutta buona fede.
Allora la Casa delle Libertà dove sta andando? Verso giochi di
potere, soliti e noti, o verso limpegno promesso in campagna elettorale?
Non era più semplice, invece di creare sospetti (o certezze, visti
i primi atti e i primi interessamenti particolari?), scegliere uomini
capaci di programmare e di realizzare le pur necessarie infrastrutture
invece di nominare persone coinvolte in discutibili affari, intrecci di
interessi, connivenze a doppio binario che si spingono con amicizie politiche
incrociate sino a importanti commissioni parlamentari.
Chi ha il quadro completo di questi intrecci, e non sono pochi, riesce
a capire immediatamente lo sviluppo futuro delle cose e dove si andrà
a parare senza essere né maghi né fattucchieri.
La confusione e gli strappi politici.
Cè confusione e fermento nel ministero delle Infrastrutture.
Tassone, ministro del Ccd-Cdu calabrese, litiga con Lunardi e si parla
di sostituzione. Martinat più che vice ministro sembra un prigioniero
politico.
Intanto, la Benevento - Caianello, inteso come raddoppio stradale è
sparito dai programmi di governo, dalla legge Obiettivo e dalla delibera
CIPE. Ovvero esiste una voce ambigua che andrebbe chiarita subito nel
passaggio: "Benevento-Caserta-A1-Caianello-Grazzanise e variante
di Caserta" (Allegato 1 delibera Cipe) e per i quali i fondi stanziati
non bastano a coprire il necessario stanziamento.
Sarebbe opportuno, orbene, una seduta pubblica con tecnici e politici
locali per capire levoluzione della cosa e le strategie da adottare
per gli opportuni provvedimenti da adottare.
La troppa carne messa alla brace può creare confusione.
Un piccolo esempio ci viene pure dalla storia del Libro Bianco di Marco
Biagi. "Evitare operazioni di outsorcing" scriveva il professore
prima di essere ucciso a Bologna. Salvo non leggere nella Finanziaria
2002, allart. 29, comma 1 lettera a) e b) esattamente il contrario:
"
di ottenere conseguenti economie di gestione".
Certezza delle cose da fare, insomma. E non continui conflitti su quasi
tutti gli argomenti che si stanno trattando.
I sindacalisti sono in agitazione per lo Statuto dei Lavoratori. Il mondo
della scuola protesta contro la Moratti. I magistrati (avrete ancora molto,
molto lavoro
) minacciano lo sciopero contro il ministro Castelli,
i medici contro il ministro Sirchia, linnovazione tecnologica del
ministro Stanca non decolla (non basta comprare computer poi occorre trovare
il personale che li faccia funzionare e interagire).
Intanto fra un mese ci sarà il compleanno delle elezioni vinte
dalla casa delle Libertà.
Quale bilancio sarà presentato con i sondaggi in evidente calo,
con tutta questa carne che sta bruciando sui carboni ardenti delle riforme
e con le tasse che non calano?
Sta tutto qui ed è già scritto. Sia il futuro di Berlusconi
sia la faccia di Fini sia le nostre speranze, che si allontanano progressivamente,
di ritrovarci in un paese migliore, moderno, più semplice e meno
ipocrita.
Se non si cambia immediatamente strategia.
Per i volponi è meglio prevedere robusti recinti prima che la storia
del 92 si ripeta come preannunciata dal Consiglio di Stato già
dal 1999.
Germano Presta
germanopresta@tin.it
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