Padre Pio ci perdoni!

È dal 1999 che il nostro quattordicinale, all’epoca voce solitaria e controcorrente, dopo aver preso visione del discutibile progetto di realizzare alla rotonda dei Pentri un "monumento" alla memoria del beato Padre Pio, si è apertamente esposto per evitare lo scempio che oggi è sotto gli occhi di tutti. Voce solitaria, inascoltata e talvolta fraintesa.
Eravamo, e siamo tuttora, convinti che l’eredità spirituale lasciataci dal Frate di Pietrelcina consistesse soprattutto nella Sua profonda semplicità e nella dedizione ad alleviare la sofferenza umana con opere di solidarietà. Certamente avrebbe maggiormente gradito che nel suo nome, nel suo ricordo, fossero realizzate opere di rilievo sociale, non grandiosi "monumenti" alla memoria. Men che meno opere d’arte, etichette di amari, buste di taralli ed affini.
Soprattutto per questi motivi ci siamo inizialmente opposti, al di là di ogni concetto di estetica artistica, alla realizzazione dell’ennesima "totemica" rappresentazione di Francesco Forgione, che dall’alto dei cieli guarderà probabilmente amareggiato l’eccessiva presenza di sue statue in ogni angolo del Sannio, in ogni giardino, quasi fosse diventato l’ottavo nano di gesso.
Eravamo, e siamo ancora, contrari a quest’inutile spreco di risorse economiche, che meglio sarebbero state impiegate per fare del bene a chi soffre, proprio come avrebbe desiderato Lui. Epperò, visto che il nostro parere è rimasto inascoltato e che l’arte contemporanea ci ha messo lo zampino, a questo punto sentiamo il preciso dovere di chiedere a chi ne ha l’autorità di intervenire almeno per restituire a Padre Pio la sua semplicità, la sua venerata immagine, senza astrattismi e complicate simbologie.
Padre Pio era un’anima semplice, amava la bellezza dello spirito. Non possiamo commemorarlo con una mostruosità.

Achille Biele

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