OSSERVATORIO

Il Pdl è spaccato in due

Da qualche altra parte si parla delle elezioni, del risultato, delle emozioni di una notte che hanno coinvolto i vari candidati e soprattutto i tre eletti ed il “grande sconfitto”. A tal uopo è facile riferirsi a chi per un “pugno di voti” (poco più di cento) si è visto sfuggire di mano la riconferma. Ma al di là della sconfitta va fatta una piccola analisi anche alla luce di un “matrimonio elettorale” conclamato attraverso manifesti ed aggregazioni a manifestazioni. Ovviamente scrivo del riconfermato consigliere regionale e soprattutto della candidata donna nella lista del Pdl. La Sorrentino è ancora sui manifesti di mezzo Sannio rimasti attaccati alle pareti come poster a ricordo di una sconfitta; campeggia nella foto, ma sotto vi è anche il candidato che, credo, abbia avuto l’avallo e lo sprone anche e soprattutto del duo De Girolamo-Capezzone (Roberto non il portavoce del Berlusca). Può alla fine sembrare meno amara quella sconfitta per il candidato santagatese e per il suo entourage fatto di senatori, consiglieri provinciali e comunali e simpatizzanti. Ma c’è da sottolineare che il Pdl nel Sannio è spaccato in due, che in pratica, sotterfugi a parte, l’obiettivo è stato raggiunto, che vi è comunque una vincitrice, che certamente non è “la democrazia” dei numeri, della partecipazione. Dalle regionali in città il responso è che il PD è il primo partito, che rispetto alle Europee il Pdl non raggiunge quelle cifre.
Ora c’è da pensare al futuro: un anno di tempo per mettere a fuoco le strategie per individuare i candidati sindaci dall’una e dall’altra parte, con il terzo incomodo, a quanto è dato sapere, del parlamentare europeo Clemente Mastella, già autocandidatosi a primo cittadino nel 2010. La corsa nel Pdl non pare allo stato strenuo e massacrante, lo sarà invece nel Pd, dove il passo accelerato di Fausto Pepe nel passaggio nel partito non sembra, a mio giudizio (e lo ribadisco) essere stata una mossa vincente per una riconferma. A prescindere da quanto accaduto per la designazione alla Rocca (con patti non mantenuti… ecc) molti sono gli aspiranti a quella candidatura e non tutti di primogenitura nel Pd. E poi c’è da verificare ancora fin quando resterà in vita l’attuale ammucchiata alla Rocca dei Rettori. Coalizione che per alcuni dovrebbe squagliarsi al sole delle prossime prime giornate d’estate. E a quel punto potrebbero aprirsi altre ulteriori vedute, altri ulteriori appetiti.
Lasciando la politica vorrei soffermarmi sul PUC, il piano urbanistico comunale. In queste ultime settimane, su questo delicato progetto c’è stato un rincorrersi di comunicati e di posizioni, tra consiglieri ed amministratori, associazioni e singoli, importanti ed interessanti.
Finalmente in città si può parlare di un nuovo piano regolatore, finalmente sembra esserci un documento (diremmo un volume) sul quale discutere e per il quale in consiglio occorrerà confrontarsi ed eventualmente anche accettare i suggerimenti ritenuti validi e concreti nell’interesse della città.
Ora è tempo di confronti anche fuori dall’aula, anche tra le pagine dei giornali e i Mhz delle radio e delle televisioni. La fretta di chiudere una discussione in Commissione non sembra dettata da logica costruttiva e quel che più preoccupa è che proprio in quella sede sono venute fuori alcune divergenze tra gli stessi consiglieri di maggioranza a dimostrazione che su questo argomento c’è molta attenzione, ma anche tanto nervosismo.
Poi sarebbe opportuno anche vagliare qualche critica ambientalistica e qualche sottolineatura dei gruppi di minoranza. La vas, valutazione ambientale strategica, sicuramente, per esempio, non può essere sottovalutata poiché come recita l’Unione Europea: La Valutazione Ambientale, introdotta dalla Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001, ha l’obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali durante il procedimento di adozione e di approvazione di piani e programmi che possano avere effetti significativi sull’ambiente.
Ed allora con calma e tenendo come obiettivo il bene della città si vada avanti anche in considerazione che una decelerazione potrebbe provocare revoche di finanziamenti. Qui si gioca il destino di una città già “martoriata” dal cemento dopo la scadenza dei vincoli nel 1996. Quel progetto di piano, proprio perché delicato il suo iter fino all’adozione, non può essere condizionato e quindi buttato all’aria il tempo per redigerlo, per un mancato passaggio in una bacheca, per una mancata acquisizione di un atto, per il mancato riferimento ad una “valutazione” a priori e non a posteriori. Si vada allora avanti speditamente, ma non con la fretta della proverbiale “gatta” poiché alla fine eventuali “errori” farebbero cadere sia il PUC che i finanziamenti.

Geppino Presta


E’ SOLTANTO UN’OPINIONE
A cura di Pietro Di Lorenzo

Buon lavoro alla regione,
firmato: le piccole imprese

Ben oltre le polemiche per una preferenza in più, o in meno, preferiamo soffermarci sul lavoro che attende la nuova Regione Campania, così come uscita dalle ultime consultazioni elettorali. La presidenza Caldoro non ha certo bisogno dei nostri consigli, ma bisogna puntualizzare che le categorie produttive sono state tra le più penalizzate dall’ente di via S.Lucia: tasse elevate, con l’Irap al primo posto, burocrazia, azioni di sostegno soltanto annunciate, mancata realizzazione di infrastrutture, sprechi, sono soltanto alcune delle gravi anomalie degli anni passati. Se tra gli imprenditori è quasi normale “diffidare” di taluni rappresentanti istituzionali, quando si parlava della Regione, c’era uno stato di “massimo all’erta”.
Grande attenzione bisognava porre in alcuni momenti cosiddetti “critici”, e cioè in prossimità di ferragosto, delle feste natalizie oppure in vista delle elezioni. In questi periodi si concentravano, quasi sempre, le scadenze per bandi e opportunità per le imprese. Bisognava stare attenti e tenere alta la tensione per cercare di agguantare l’occasione giusta per un finanziamento. Speriamo che situazioni del genere non si verifichino più.
I finanziamenti europei, così come sono stati concepiti, finiranno presto. È storia recente la polemica tra gli opposti schieramenti politici, con il centrodestra che accusava il governo regionale di aver utilizzati poco e male i milioni di euro messi a disposizione dall’Europa. Si poteva cogliere al volo l’opportunità di migliorare le infrastrutture, con trasporti e servizi al primo posto, ma così non è stato. Non c’è un’opera significativa, che può essere indicata alla pubblica attenzione, come un esempio di buon utilizzo di fondi comunitari. Di una cosa c’è certezza: i cittadini e le imprese della Campania pagheranno per molti anni il malgoverno di cui sono stati, a volte, disinteressati spettatori. Senza voler citare i tanti scandali dei rifiuti e della sanità, tutti hanno potuto verificare, almeno una volta, le gravi inefficienze dell’amministrazione regionale. Ma se anche l’uscente governatore Bassolino, in una lettera alla stampa, consiglia il Presidente della Regione Caldoro di non cedere alle pressioni dei consiglieri, allora veramente è troppo!  
Ecco perché le piccole imprese non vogliono più lanciare inascoltati appelli, ma soltanto augurare buon lavoro. Perché c’è tanto bisogno di buon lavoro. Che non mancheremo di giudicare stavolta senza appello o indulgenze.


La coalizione delle schede bianche

Nemmeno il tempo di conoscere i risultati definitivi delle ultime elezioni regionali che già ricomincia la battaglia per la ricerca di consenso in vista delle “imminenti” elezioni comunali.
Dissapori, scambi di battute al vetriolo, interminabili querelle su fatti generalmente lontani dalle quotidiane preoccupazioni di chi la politica la bazzica solo nella speranza di ritrovarsi amministratori meno sciatti, impreparati e opportunisti di quelli “subiti” finora, mostrano in che modo, nel Sannio come nel resto d’Italia, fare politica significhi null’altro che ricerca del consenso e in che modo tale ricerca sia un impegno costante, diuturno, mai pago.
E mentre c’è già chi si dichiara pronto, in caso di bisogno, al “sacrificio” della candidatura a primo cittadino e chi risponde invitando a considerare l’opportunità di una candidatura al comune di Casal di Principe – visti i risultati appena ottenuti nel comune del casertano – o chi, piccato dall’irridente epiteto di “Guardiano del Corso (Garibaldi)”, polemizza con quelli che avrebbero potuto essere messi a tacere ricordando ironicamente la loro carica di “Ex Guardiani della Piazza (Risorgimento)”, nessuno sembra fare i conti con quella coalizione che, in silenzio e quasi inosservata, arriva ormai a poter vantare percentuali di tutto rispetto.
Convinti forse che, al modo dell’asino di Buridano, morto d’inedia tra due mucchi di fieno posti ad egual distanza, gli elettori abbiano disertato i seggi o preferito lasciare in bianco o annullare la propria scheda vista la palese difficoltà di decidere tra candidati di così alta levatura, gli esponenti della politica locale non sembrano troppo preoccupati di vagliare con attenzione un dato pur sufficientemente evidente – tanto che, abbandonando per un attimo il perimetro del capoluogo, emergono dati come quello di Reino dove il partito delle schede bianche ha toccato quota 13%.
Nessuno insomma sembra dar peso, il giusto peso, al sempre più evidente “fastidio” nei confronti di “politici” capaci e brillanti solo in campagna elettorale ma quantomeno “improbabili” nel ruolo di amministratori, alla sempre più evidente disaffezione nei confronti di una “casta” che se fino a qualche tempo fa era almeno formata da “professionisti” della politica ora apre le porte a qualunque dilettante non abbia trovato niente di più remunerativo – purché fotogenico e sufficientemente popolare, questo è chiaro –, alla stanchezza di chi a fine mese non ci arriva ma sa bene quale sia la retribuzione di chi ha raccolto crocette a sufficienza senza aver dovuto dimostrare altra capacità se non quella di far promesse, alla sfiducia di quanti vedono sempre più cervelli scappare comprendendo bene d’altra parte quanto spazio rimanga libero per le tante teste vuote che ad andarsene proprio non ci pensano.
Alla coalizione delle schede bianche o nulle e dei disertori delle urne va, allora, il nostro più vivo augurio per l’importante risultato, convinti che solo questa “nuova” e per ora sottovalutata e sottostimata forza politica potrà in qualche modo operare per ridare serietà ad una scena politica sempre meno “edificante”.
Alle altre invece l’augurio di ritrovare la forza di proporre candidati all’altezza del proprio ruolo una volta eletti, candidati la cui abilità non sia solo quella di ammiccare e ripetere vuoti mantra elettorali.

Massimo Iazzetti


FIORISCONO I PORTALI DI INFORMAZIONE LOCALE

Giornalismo ai tempi di internet

Cresce sempre di più la notizia online e non solo a livello nazionale. Sono molti i portali sanniti che offrono, quasi sempre in tempo reale, notizie ed aggiornamenti su fatti di cronaca locali. Il fiorire di questo tipo di informazione è legato a molteplici fattori. Prima di tutto è gratis. Molte volte bisogna solo sostenere i costi di abbonamento e gestione del sito internet (poche decine di euro ogni anno), e per l’inserimento dei contenuti molti ricorrono a giovani “stagisti” disposti a lavorare per anni con il fine di conquistare il tesserino da pubblicista o agli stessi cittadini nelle vesti di “citizen journalist”.
Negli ultimi tempi però solo alcuni portali sono sopravvissuti alle difficoltà di inserimento e di uniformazione della notizia locale. Primi tra tutti i portali de “il Quaderno” e la “Gazzetta di Benevento” di Alfredo Pietronigro che, soprattutto quest’ultimo, stanno riscuotendo piacevoli successi grazie alla puntualità con la quale trattano diversi temi della notizia sannita: politica, cultura, ambiente, istruzione, innovazione e così via. Sotto il profilo sociale si distingue il blog notes fondato da Billy Nuzzolillo nel 1999 “Sanniopress” già portatore di nuovi modi di informare e pubblicizzare eventi culturali. Una vera e propria forma di “cross-medialità”, come la rassegna Nonsololibri promossa su Facebook e realizzata in vari incontri alla biblioteca provinciale di Benevento.
E poi ci sono i giovani come quelli di “Sannioweek”, portale che in poco più di un anno è divenuto da esperimento a vero e proprio sito di informazione e approfondimento di Benevento e provincia.
L’unico a rimanere un po’ indietro è forse proprio il primo quotidiano di Benevento “Il Sannio” che, nonostante fino a qualche mese fa abbia tentato di sdoppiare la propria redazione pubblicando sul sito internet gli articoli “cartacei” di maggior interesse, ha smesso la propria attività online dedicandosi principalmente all’edizione stampata. In ultimo, per ordine cronologico, è “Il sannita”, nato prima sul web e poi approdato nelle edicole provinciali sottoforma di settimanale diretto da Antonio De Cristofaro.
Una realtà molto viva e sempre presente quella dell’informazione telematica che rischia però di standardizzarsi troppo, sia negli aspetti grafici dei portali che nelle notizie trattate. Seppur vasto, il territorio sannita non presenta sempre notizie talmente rilevanti da essere trattare da più testate, come può capitare per la malavita a Napoli e Caserta o i temi turistici e ambientali a Salerno. Un metodo possibile per evitare tale omogeneità delle informazioni sarebbe quello di specializzarsi su specifici temi, puntando in questo modo non solo sulla quantità delle notizie quanto sulla qualità. Che negli ultimi tempi è sempre più rara.

Antonino Caffo
antonino.caffo@hotmail.it

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