CALCIO
Un
sogno ancora realizzabile
Il Benevento
a Foligno inanella la terza vittoria in trasferta del campionato e rimane
a quattro punti dalla prima e a tre dalla seconda, Crotone e Gallipoli.
Ha fatto discutere in settimana il pari conquistato al Pinto di Caserta
contro il Real Marcianise. Una gara condotta alla grande, sempre in testa
con una doppietta di Evacuo che aveva fatto ben sperare per mettere in
carniere i tre punti. Invece poi è arrivato il pareggio, con la
squadra che non ha saputo più reagire. Una settimana che ha fatto
discutere e soprattutto indispettire i vertici societari. Poi è
arrivata la vittoria di Foligno che ha rimesso a posto tutto e tutti.
Ma cè da analizzare un tantino proprio il cammino esterno
dei giallorossi. Tre vittorie solo, a differenza delle compagne di vertice
che ne hanno almeno quattro: Crotone, Gallipoli e Cavese,cinque, mentre
il solo Arezzo ne ha quattro. Il Benevento però può contare
su ben 7 pareggi esterni, mentre le altre ne hanno 3 con la sola Cavese
che ne ha quattro. Il conto con le due avversarie che precedono il Benevento
è comunque di due punti in meno nel carniere giallorosso.
Se solo avesse agguantato unaltra vittoria in campo avverso non
ci sarebbe stato tanto da discutere. Purtroppo vuoi per alcuni "indecenti"
arbitraggi, ma anche per (probabilmente) un deficit psicologico, la squadra
non sempre è riuscita nellintento di crederci fino in fondo,
di pensare al meglio, anche cinicamente.
E solo questo lunico neo di una formazione che ha tutte le
possibilità di agganciare la vetta, tutta la potenzialità
di riuscire a realizzare il sogno prima di tutto dei "padroni"
dellazienda e poi dei tifosi.
Sì, i tifosi, credo che sia appropriato il detto che " usazio
nu crer a u diun"! Giratevi intorno e vedete cosa sta accadendo
tuttintorno: Avellino, Salerno, Castellammare, e poi vorrei metterci
anche quella Ternana che ad agosto ci "rubò" (fortunatamente)
il "talentuoso" Riganò a suon di bigliettoni.
Perché prendersela con i dirigenti? Cosa hanno sbagliato fino ad
ora? Si sta realizzando quantomeno il minino della promessa fatta a luglio:
quella di una squadra di vertice. Il sogno non è irrealizzabile
e poi il campionato è ancora lungo e deve dire ancora molte cose.
Sì il pari di Caserta poteva essere evitato, magari partendo non
già da "Palermo" ma da Cejas che era stato ammonito e
non dava quel suo solito rendimento (anche se poi la seconda ammonizione
era più che forzata
). Ma prendersela coi padroni del vapore,
inattesi magnati per un calcio giallorosso che si è ritrovato coi
Peca, Spatola
e via dicendo mi è sembrato, assurdo, fuori
di luogo e
soprattutto deleterio per la squadra e la stessa dirigenza.
Continuiamo a sognare e a guardare avanti
maggio è il mese
delle rose
fioriranno.
Pregi
ROSSO
FERRARI
A cura di Giuseppe
Russo
CAMBIARE TUTTO
PER NON CAMBIARE (QUASI) NIENTE
F1
2009, la parola alla pista
Finalmente
la Formula 1 è ritornata sui circuiti e lo ha fatto come FIA ed
Ecclestone hanno sempre voluto. Tanti colpi di scena prima, durante e
dopo la gara. Lo stravolgimento del regolamento tecnico ha, di fatto,
annullato tutti i valori in campo costringendo scuderie e piloti a ripartire
dallo stesso livello. Bisogna riconoscere che questi cambiamenti così
radicali hanno finalmente aumentato lo spettacolo e lincertezza
in pista. Soprattutto la rivoluzione aerodinamica e gli pneumatici slick
hanno effettivamente favorito laumento dei sorpassi.
Da notare che lenorme ala anteriore è fin troppo esposta
agli urti, basta pochissimo per frantumarla pericolosamente. Nota dolente
anche per le nuove coperture Bridgestone a mescola "morbida":
si degradano troppo velocemente e non sono efficaci. Deludente il famoso
KERS che non si è dimostrato determinante come previsto, tranne
che in fase di partenza. Le vetture che non lo montano sono addirittura
superiori a quelle che ne sono dotate. Molto discutibile, infine, lestetica
delle monoposto.
Il vero problema non è stato risolto. I regolamenti pongono ancora
troppi limiti allingegno dei teams ed allabilità dei
piloti. Anche la confusione generata dei commissari e dei tecnici federativi
non è cambiata. Il caso dellestrattore posteriore "furbo"
delle Brawn GP, delle Williams e delle Toyota ne è solo lultimo
esempio. La FIA, inizialmente, accettò interamente i progetti delle
tre squadre. Ferrari, Renault e Red Bull hanno presentato ricorso ugualmente
ma la sentenza definitiva si avrà solo dopo i primi due GP. A parte
il caso specifico, la questione di fondo è la rapidità delle
decisioni e la precisione delle norme tecniche. I progetti dovrebbero
essere approvati o respinti definitivamente prima dellinizio del
campionato. In questo modo si renderebbe subito giustizia agli "onesti"
e si darebbe la possibilità ai "disonesti" di rimediare
in tempo. Le perdite economiche (e morali) sarebbero limitate in ogni
caso. Altro bellesempio di serietà è stata luscita
ritardata della safety car durante il GP dAustralia. La Mercedes
di sicurezza è partita in coda a Button, fresco di sosta, avvantaggiando
non poco il pilota inglese.
Sorprendentemente affannata la Ferrari, sofferente persino di inaffidabilità.
Anche McLaren e BMW subiscono lincredibile riscossa dei team tradizionalmente
di "serie B" ma in misura nettamente minore. Tuttavia è
ancora troppo presto per tirare le somme di un campionato così
imprevedibile. Certo è che, essendo vietato lo sviluppo della vettura
durante il campionato, le differenze tra i teams non cambieranno molto
.
sentenze e sanzioni a parte.
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