PONTE:
PER LE PROVINCIALI SCENDE
IN CAMPO IL SINDACO MEOLA
"Il
nostro territorio ha necessità di una
rappresentanza alla Rocca dei Rettori"
Il sindaco
di Ponte, dott. Mario Meola, scende ancora in campo, dopo il lusinghiero
risultato conseguito 5 anni fa, per concorrere ad un seggio nel parlamentino
provinciale di Benevento nel collegio n.11, che comprende i comuni
di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Ponte, San Lorenzo Maggiore
e San Lupo.
Sono decenni che il paese di Ponte non riesce ad esprimere un proprio
consigliere alla Rocca dei Rettori, lultimo in ordine di tempo
fu lex sindaco Giovanni Caporaso. Sarà questa loccasione
giusta? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato che così
ci ha risposto:
"Nel
2003 fu solo per una manciata di voti che non riuscimmo ad entrare
nella Rocca dei Rettori. E già in quelloccasione gli
elettori compresero che occorreva puntare su un solo candidato per
sperare di ottenere un seggio alla Provincia. Questa volta io confido
in una maggiore consapevolezza dei miei concittadini, i quali al di
là delle varie e naturali appartenenze politiche, non possono
che trovarsi concordi nella necessità per il nostro territorio
di ottenere una rappresentanza nel parlamentino sannita".
Perché
hai scelto di candidarti proprio con il partito di Boselli?
"Sono
coerentemente rimasto nella compagine di centrosinistra per proseguire
quel percorso amministrativo positivo avviato dal presidente Nardone
e che oggi continua nel programma del prof. Cimitile. La candidatura
nella lista del Partito Socialista nasce dalla mia convinta adesione
ad una politica che faccia riferimento ai valori sociali ed alla difesa
dei diritti civili".
Se
sarai eletto verso quali priorità indirizzerai il tuo mandato?
"Il
nostro territorio è fondamentalmente votato allagricoltura
di qualità: vini ed olio divenuti rinomati. Il compito della
Provincia sarà quello di sostenere le nostre aziende agricole
e di promuovere i loro prodotti, valorizzando nel contempo i tanti
altri fattori di eccellenza che caratterizzano il nostro territorio:
paesaggi incontaminati, testimonianze storiche e culturali, artigianato,
specialità gastronomiche etc. Tutti segmenti in grado di produrre
reale sviluppo economico e sociale soltanto se si riesce a progettarne
una crescita armoniosa a tutto vantaggio di un ritorno occupazionale
e del rilancio del territorio".
Un
esempio concreto?
"Da
sempre mi chiedo perché nelle nostre zone, dove negli ultimi
anni sono aumentate le cantine e gli imbottigliatori di vino ed olio,
non è mai nata un indotto produttivo in grado di incrementare
questo tipo di economia. I nostri produttori sono costretti a servirsi
a prezzi esorbitanti di aziende di altre regioni. Eppure nessuno ha
mai pensato di investire in questo settore di servizi essenziale per
dare al nostro territorio nuovo sviluppo economico ed occupazionale".
Molti
si lamentano della nostra viabilità ed essa ricade strettamente
tra le competenze della Provincia.
"Il
nostro territorio, se non vuole restare isolato, dovrà inevitabilmente
dotarsi di un sistema viario provinciale adeguato. Il raddoppio della
superstrada Benevento Caianello rappresenta una grande occasione
per le nostre zone, attraversate da questa importante arteria, però
il suo beneficio verrà azzerato se non sarà confortato
dalla realizzazione di una rete stradale interna efficiente che consenta
di raggiungere facilmente i nostri centri. Una politica economica
che punta sulleccellenza dei prodotti non può affatto
crescere con infrastrutture inadeguate".
Nei
giorni scorsi qualche esponente della maggioranza che ti sostiene
al Comune di Ponte ha dichiarato che allelezioni provinciali
voterà per il PdL. È un segno di scollamento della tua
coalizione?
"Io
sono stato eletto sindaco di Ponte con una lista civica (Ponte la
tua città) nella quale sono ovviamente confluite persone di
diversa appartenenza politica. È naturale che allorquando cè
una campagna elettorale come le elezioni provinciali riaffiorino le
diverse posizioni. Così accadde anche cinque anni fa. Questo
però non significa affatto mettere in discussione la stabilità
della maggioranza comunale".
Però
in campo sono scesi altri pontesi. Non cè il rischio
di disperdere i voti e rendere vano il tuo tentativo di ottenere una
rappresentanza alla Rocca dei Rettori?
"Non
voglio apparire presuntuoso ma, dati alla mano e confortato dal risultato
ottenuto nel 2003, posso tranquillamente sostenere di avere effettivamente
la possibilità di essere eletto consigliere provinciale, purché
il voto non venga inutilmente disperso. Sono comunque fiducioso nella
compattezza dellelettorato pontese, che certamente non butterà
al vento la possibilità di proiettare Ponte nel panorama dei
comuni che contano nel Sannio. Per Ponte e per tutti i comuni del
nostro collegio il consigliere provinciale è una necessità".
PARTE LA
RACCOLTA DIFFERENZIATA
Pontelandolfo
prova a fare la differenza
o scorso
29 marzo, lAssessore allAmbiente del Comune di Pontelandolfo,
ing. Addona Donato, supportato dal Sindaco, Dr. Cosimo Testa, ha presentato
il piano della raccolta differenziata dei rifiuti. Il clima non era
dei più favorevoli, vista lincombenza delle consultazioni
parlamentari e di quelle provinciali che vede 5 candidati locali in
lizza. Ma lo sforzo è stato fatto. Infatti è stato predisposto
un depliant informativo per la cittadinanza che tende a sensibilizzare
sul problema.
Il piano predisposto per Pontelandolfo, ricalca lo schema classico
già adottato in altri comuni della provincia che lo avevano
attuato in tempi ampiamente precedenti. In questi casi ciò
che conta sono i fatti e non è mai troppo tardi per quelli.
La raccolta, che avrà inizialmente modalità sperimentali,
sarà assolta porta a porta in giorni prestabiliti: il cosiddetto
"umido" verrà ritirato il lunedì ed il venerdì
di ogni settimana, mentre il "secco indifferenziato il giovedì.
Carta e cartone, plastica, metalli e vetro invece potranno essere
depositati tutti i giorni negli appositi contenitori insistenti in
aree ecologiche opportunamente individuate.
Loccasione della presentazione del piano rifiuti, è stata
abbastanza pregnante, perché sono emersi spunti di notevole
importanza: quali limpegno del neo Assessore Regionale allAmbiente
di far ripartire limpianto di compostaggio di Molinara che ridurrà
i costi per lo smaltimento dei rifiuti organici che nel divenire concimanti,
avranno positive ripercussioni sui costi della nostra agricoltura.
Oppure la scoperta che Pontelandolfo genera circa 560 tonnellate di
rifiuti allanno con le evidenti ripercussioni sul computo delle
pesanti tasse a carico dei cittadini. Lemergenza che ha tenuto
e continua a tenere la nostra regione ostaggio dei nostri stessi sacchetti
e ci umilia agli occhi di tutti, è una triste realtà
che va affrontata con determinazione e con scelte attente ed oculate
nella piena consapevolezza che proprio da noi utenti deve partire
il processo virtuoso.
Cominciando da alcune riflessioni. Il Rapporto rifiuti 2007 denuncia
che mentre i consumi sono aumentati del 2,9%, i rifiuti sono cresciuti
dell8,3%. Questo disallineamento dei dati, porta a pensare agli
imballaggi: la società attuale che esalta i consumi è
anche la società delle scatole, delle vaschette, delle bottiglie
di plastica, delle lattine e dei cartoni che sicuramente offrono protezioni
igieniche migliori e rendono i prodotti più ammalianti, ma
è anche vero che contribuiscono a riempire i sacchetti della
spazzatura in modo debordante. Ecco che da più parti si propone
il ritorno ai vuoti a rendere. In paesi come la Germania, questa modalità
viene già usata da anni, mentre da noi viene visto come un
ritorno al passato. Ben vengano le metodologie antiche se contribuiscono
al nostro benessere e salvaguardare il futuro.
Del resto la stessa modalità della raccolta dei rifiuti porta
a porta, ci fa ritornare a quel passato non tanto lontano, quando
la famosa Brigida o Americo, Giannino o Peppe, passavano casa per
casa e svuotavano i secchi della nostra spazzatura, che era poca cosa
rispetto ad oggi, nei loro sacchi che montavano dignitosamente a spalla
e con non pochi sacrifici fisici, andavano a scaricarli nellimmondezzaio,
cioè nelle discariche individuate nelle prossimità del
centro abitato e che trovavano, poi , degna sepoltura sotto cumuli
di terra. Ciò era dovuto alla mancanza dei mezzi moderni ,
perché limmondezza era certamente poca cosa rispetto
a quella che produciamo oggi e poi perché le condizioni economiche
imponevano il riciclaggio delle cose di casa.
Non sono le soluzioni individuate, oggi, un ritorno al passato? Non
è forse vero che si sta ripensando alla vendita in pezzi sfusi
dei prodotti? Basta guardarsi un po indietro negli anni, per
chi è in età matura può ritrovare i tempi giovanili
quando ogni cosa si poteva acquistare nelle quantità volute,
cioè sfuse: i nostri genitori ci mandavano ad acquistare i
beni necessari, dalla pasta alle sigarette, dal sapone al vino, al
latte e così via, nelle giuste quantità. Non è
forse questo il metodo che la grande distribuzione sta utilizzando
nei grossi centri commerciali del nord e del centro Italia? Non è
nostalgico il ricordo delle bibite imbottigliate nel vetro e conservate
in quelle casse di legno forti che emettevano suoni inconfondibili
quando si spostavano? Oggi è tutto di plastica che se rende
una comodità, dallaltra ci priva dei gusti e dei sapori
del tempo. La ricetta che ci viene proposta dagli esperti è
proprio quella del riciclaggio e della differenziazione. Poiché
siamo lontani dallavere una gestione integrata del ciclo dei
rifiuti, visto che mancano gli impianti di termovalorizzazione, è
nostra precisa responsabilità attuare comportamenti virtuosi
e consapevoli nei consumi ed oggi ancor di più che viviamo
un periodo di incertezza economica e si fa fatica ad arrivare alla
fine del mese.
Se è vero che a monte mancano le infrastrutture necessarie
a perfezionare il ciclo dei rifiuti, è anche vero che chi governa
dovrebbe incentivare e indirizzare con strumenti premiali e sanzionatori
in funzione dei comportamenti adottati da cittadini ed aziende. Infatti
se gli attori del ciclo dei rifiuti vedono che i loro comportamenti
virtuosi oltre a fare bene allambiente, fanno bene anche al
portafoglio, si convinceranno più facilmente a collaborare
con le amministrazioni per incrementare la raccolta differenziata.
A tal proposito il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi
a base Cellulosica ha fatto i conti che la mancata attivazione della
raccolta differenziata della carta e del cartone è costata
alla nostra regione tra il 1999 e il 2005 la modica cifra di 102 milioni
di euro. Eppure la Campania vanta il più importante polo cartario
del Mezzogiorno con ben 4 cartiere in grado di produrre oltre 180.000
tonnellate lanno di carta riciclata.
Quindi agendo su tutti i fronti, riduzione, recupero e riuso, si può
rinunciare alle discariche che a lungo andare inquinano, occupano
suolo e modificano il paesaggio. A bruciare deve essere utilizzata
la parte energetica dei rifiuti. Infatti secondo Nomisma Energia,
il combustibile da rifiuti di qualità è talmente ricco
che vale 300 euro per tonnellata: su 33 milioni di tonnellate di rifiuti
prodotti, il riutilizzo energetico di soltanto 8 tonnellate consentirebbe
una riduzione tra il 20 e il 30% dei costi. E pensare che le ceneri
dei termovalorizzatori in Germania finiscono nelle miniere di salgemma
, mentre in Italia non si sa che fine fanno. Persino il più
virtuoso impianto mondiale di termovalorizzazione, che è quello
di Brescia non ha un piano per le ceneri. E allora non ci resta che
differenziare ed impegnarci seriamente a raggiungere lobiettivo
legislativo del 35% per spuntare gli sconti previsti
il resto
verrà di conseguenza.
Nicola
De Michele
Presentazione
al Musa del Piano
Faunistico Venatorio della Provincia
E
stato presentato presso il Musa (Museo della tecnica e del lavoro
in agricoltura) di Piano Cappelle, a Benevento, il Piano Faunistico
Venatorio della Provincia di Benevento. Limportanza di tale
lavoro è stata resa da Donato Matassino, Presidente del Centro
di ricerche CONSDABI: "Tale lavoro ha un carattere fortemente
innovativo in quanto considera in ottica moderna il bioterritorio
sannita, oltre a far sì che esercizio venatorio e rispetto
della natura possano coesistere secondo norme di un rapporto armonioso
tra luomo cacciatore, la fauna, la flora ed il paesaggio".
Sulla stessa falsa riga Giuseppe Iadarola, responsabile dellArea
di Pianificazione e Programmazione Territoriale della Società
Sannio Europa che ha redatto il Piano: "Politicamente è
molto significativo il fatto che le associazioni venatorie e quelle
ambientaliste abbiano cooperato e discusso sul Piano, trovando un
punto dincontro rispetto agli interessi legittimi e individuali".
Inoltre, il consulente del PFVP Varuzza ha affermato che il Piano
presentato "ha delle peculiarità uniche per il Centro-Sud
Italia, perché ne affida la gestione ai cacciatori e agli ambientalisti,
per ricreare le condizioni utili alla fauna selvatica. Allo stesso
tempo si propone che gli interventi di prelievo e di contenimento
siano commisurati alla quantità di animali presenti".
Il presidente dellAmbito territoriale Caccia della Provincia
di Benevento, Antonio Ricciardi, ha infine detto: "Ricordiamo
che già la legge 157 assegna la gestione del territorio alle
associazioni di categoria che rappresentano il mondo venatorio, il
mondo agricolo ed il mondo ambientalista perché queste categorie,
insieme agli Enti locali, devono gestire il territorio: ciò
consente di utilizzare le risorse che provengono dalle tasse che pagano
soprattutto i cacciatori, nellottica di migliorare sia lambiente
che la fauna".
A.C.