
La fine della democrazia delegata?
Si avvia stancamente al suo epilogo questa fiacca campagna elettorale, contrassegnata dai pasticci dei presentatori delle liste, dalle puntuali inchieste giudiziarie e, soprattutto, dalle frizioni interne nei due maggiori partiti antagonisti, figli entrambi di rabberciate fusioni. Uno spettacolo indecoroso che fa da sfondo alla crisi economica ed occupazionale che stiamo vivendo, allo scempio quotidiano del territorio, ad una sanità da terzo mondo e all’incertezza del domani.
I muri delle nostre contrade sono tappezzati dai sorridenti faccioni dei politici che si candidano a rappresentarci nell’assise regionale; tutti sembrano essersi finalmente accorti dei gravi problemi che assillano il Sannio e, ovviamente, tutti posseggono la ricetta miracolosa; esattamente come i loro colleghi di cinque anni fa.
Ci chiedono il consenso e la delega ad amministrare in nostro nome e nel nostro interesse l’ente Regione. Ci ricordano che il voto rappresenta “il momento più significativo della vita democratica e l’esercizio concreto della nostra libertà”.
Lo esercitiamo da decenni. Però, abbiamo l’impressione che le cose stiano un po’ diversamente: votando e delegando i politici a rappresentarci, in qualche modo rimettiamo la nostra libertà, non l’esercitiamo affatto; mentre chi riceve la nostra delega si impingua e ci mal governa.
Non è forse giunta l’ora di passare dalla democrazia delegata a quella diretta?
Achille Biele
IL
CINGHIALE INDISCRETO
Questione di… privacy
Per la privacy non dovrebbe esser resa nota la tendenza sessuale, religiosa e politica di un cittadino. Ed è, probabilmente, proprio attenendosi a questo civile modo di esistere in terra italica, che gli automobilisti in genere e quelli beneventani in particolare omettono di “mettere” la freccia indicatrice di direzione. Ed allora assisti spesso a elucubrazioni dotte di chi pur non avendo inserito quell’indicatore di direzione nel momento in cui ha cambiato traiettoria vorrebbe far credere di aver indicato comunque quella variazione attraverso ruote e volante.
C’è poi ancora chi non ha compreso l’uso delle “rotonde”, pretendendo la “fatidica” destra anche nell’immettersi in quegli anelli. Ci sono poi delle rotonde che esprimono parere contrario e ritrovi l’obbligo di diritto di precedenza a chi in quella rotonda già c’è e vorrebbe uscirne (Ponticelli… docet…)
In tempo elettorale potrebbe pur passare il mancato uso delle frecce direzionali: è sempre pericoloso inserirle e far capire dove si vorrebbe andare a votare il 28 ed il 29 marzo e, quindi, per quella privacy di cui innanzi fanno bene a non inserirle… salvo poi a provocare incidenti, sperando che evitino almeno le catastrofi…!
Colgo da animale infine l’occasione di augurare che almeno per domenica prossima la… Pace sia con tutti e per tutti e per carità di convivenza e sopravvivenza tutti “concordes in unum”, perché per la benedizione di S.Rita occorre ancora attendere qualche mese.
Il cinghiale strastanco.