GUARDIA SANFRAMONDI

La Giornata della legalità

Il 21 marzo, in occasione della XIV giornata nazionale della memoria e dell’impegno per tutte le vittime della mafia, la Scuola Elementare di Guardia Sanframondi ha ospitato Maria Falcone, la sorella dell’ormai noto Magistrato Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci.
Il suo intervento ha fatto parte di una manifestazione curata dall’Istituto Primario di Guardia Sanframondi nell’ambito del Progetto Legalità: "Gli altri siamo noi" ed ha visto la partecipazione di altre scuole della zona (Istituto Comprensivo di Telese Terme, Istituto Comprensivo di Amorosi, Istituto comprensivo di Cusano Mutri, Istituto Comprensivo di San Salvatore Telesino, Istituto Comprensivo di Faicchio, Istituto Tecnico per il Turismo di Faicchio, Istituto d’Istruzione Superiore di Telese Terme e Liceo Scientifico di Guardia Sanframondi), nonché l’intervento di molte autorità che hanno contribuito a rendere più significativo il momento dell’incontro e del dialogo con la signora Falcone.
Tutta la giornata è stata incentrata sul tema della "legalità", un concetto molto usato ed agognato, ma che ancora oggi, purtroppo, nonostante il raggiungimento della democrazia, la nostra società non riesce né a praticare, né a difendere. Da qui la necessità di educare alla legalità e l’importanza delle istituzioni e della loro sinergia per garantirne i frutti concreti.
Se la famiglia è la prima agenzia della formazione dell’uomo, il ruolo della scuola, in tale senso, non è da sottovalutare. Educare il bambino, che sarà l’uomo del domani, al rispetto delle leggi è porre, in effetti, le fondamenta di un mondo migliore.
La legalità, inoltre, non può che essere rafforzata dalla cultura. Ridurre l’ignoranza contribuisce ad una maggiore consapevolezza del rispetto delle leggi e a strappare gli uomini da organizzazioni criminali, quali quelle della mafia, che appaiono molto più organizzate dello Stato.
L’educazione alla legalità diviene così uno strumento essenziale di lotta alla mafia, nella consapevolezza che ciò che deve essere estirpato non è semplicemente un clan o un’organizzazione, ma una mentalità che contrasta con i principi di un corretto vivere insieme.
Da qui l’accento importante su personalità, quale quella di Giovanni Falcone che non ha mai dubitato di continuare la propria battaglia contro la mafia, nella consapevolezza che potesse essere sconfitta solo unendo sinergie e mettendo insieme ognuno i propri mezzi. E seppur da pagare c’era il prezzo della vita, Falcone, come è stato ricordato, sapeva che dopo di lui altri avrebbero continuato il suo lavoro.
In effetti, gli uomini possono essere uccisi, ma non le loro idee e anche se la mafia continua ad esistere, è pur vero che importanti capi mafiosi sono stati condannati grazie a magistrati come Falcone.
La giornata è stata valorizzata da performance, balli, canti e proiezioni preparati dai ragazzi e bambini delle varie scuole che hanno partecipato alla manifestazione, ma il momento più atteso è stato quello dell’incontro con Maria Falcone che ha ha ricordato il fratello attraverso un’intervista dalla quale è emerso non solo il Falcone Magistrato, ma anche il Falcone uomo con un senso alto del dovere che ha fatto, anzi ,del dovere una religione.
La signora Falcone ha risposto con semplicità, lasciando trasparire, allo stesso tempo, fermezza e volontà a continuare la sua personale battaglia contro la mafia, attraverso incontri che, come quello del 21, mirano ad educare alla legalità.

Teresa Nifo


CASTELPOTO

Solo 100mila euro per il terremoto

l governo nazionale ha decretato lo stanziamento di 80 milioni di euro per i comuni campani gravemente danneggiati dal terremoto del 1980. Il decreto di ripartizione a favore della Regione Campania deriva dall’attuazione della quota spettante del 70% dal riparto dei fondi provenienti dalla legge finanziaria 2007 per il proseguimento della ricostruzione nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 1980\81.
Resta adesso solo da attendere la registrazione del decreto alla Corte dei Conti. I comuni infatti dovranno trasmettere la delibera consiliare di destinazione dei fondi per il soddisfacimento delle esigenze abitative.
Purtroppo per il comune di Castelpoto sono stati stanziati solo 100.000 euro: ben misera cifra rispetto agli altri comuni che hanno usufruito di finanziamenti molto più sostanziosi; oltre tutto ai beneficiari che usufruiranno di tale finanziamento per poter ristrutturare un’immobile di proprietà spetteranno somme davvero limitate; infatti se solo si dividono i 100.000 euro per i primi tre in graduatoria, al di là delle percentuali che verranno assegnate agli aventi diritto, le somme potrebbero variare tra i 25 e i 30 mila euro, quando oggi realisticamente occorre molto di più per restaurare un’immobile diroccato nel centro storico o nelle altre zone urbane del paese.

Rino Della Pietra


PONTELANDOLFO

Prove di realismo civico

A distanza di quasi un anno da quando l’Assessore Donato Addona, presentò il piano della raccolta differenziata dei rifiuti, ci viene annunciato che la tassa per lo smaltimento dei rifiuti ci sarà aumentata. Il provvedimento si legge tra le righe di un affisso a firma del Sindaco Dr. Cosimo Testa. La cosa non ci sorprende,ma quello che ci lascia un po’ perplessi e che nessuno dell’opposizione o nessuna voce che ha avuto la forza di criticare o ravanare su una decisione così impopolare. Ci piace essere ottimisti e pensare che forse stiamo raggiungendo una certa maturità civica e sociale. Quindi, anche se lo scriviamo, non pensiamo ad una distrazione o peggio ancora, all’indifferenza del coro mediatico locale. Complimenti allora, all’Amministrazione Comunale che investendo molto sulla cultura, alla fine ha ragione quando riesce a far passare un simile provvedimento che mette le mani nelle tasche dei cittadini, proprio in tempi difficilissimi come quelli che stiamo vivendo, senza che nessuno abbia a lamentarsi, anche quelli che in nome del servizio civico, non perdevano occasione per segnalare le buche nelle strade o la mancanza di contenitori per gli sessi rifiuti o denunciavano altre mancanze.
La certezza che emerge è di un clima politico più sereno e oltre al fatto che la gente ha altro genere di preoccupazioni.
Però la notizia, al di là di ogni pretesa partigiana, merita un minimo di riflessione, in quanto ci coinvolge pienamente come cittadini e parti integranti di questa comunità. L’Amministrazione non avrebbe annunciato l’aumento della tassa se non fosse stata costretta dagli eventi e poi, è chiaro che finito il periodo di sperimentazione della raccolta differenziata, che sembra funzionare, va potenziata e maggiormente sensibilizzata la cittadinanza per raggiungere l’obiettivo minimo del 35% che da diritto agli sconti di legge e poi informandola se l’impegno preso dall’Assessore Regionale all’Ambiente di far ripartire l’impianto di compostaggio di Molinara ha avuto riscontro, visto che ridurrà i costi per lo smaltimento dei rifiuti organici che nel divenire concimanti, avranno anche positive ripercussioni sui costi della nostra agricoltura.
Aumentare la consapevolezza dei cittadini sul riciclaggio di alcuni rifiuti che possono essere fonte di entrata per il Comune: le scatole, le vaschette, le bottiglie di plastica e di vetro, le lattine possono entrare in un circuito virtuoso che alleggerisce i costi e contribuisce a tenere integro l’ambiente. E noi che siamo legati alla memoria, non tanto per gli anni che rimontano sulla nostra groppa, ma perchè consapevoli e convinti che il futuro si costruisce sui valori, sul radicamento della cultura ci piace, prima di avviarci alla conclusione del discorso, riprendere alcune riflessioni fatte in occasione della presentazione del piano rifiuti: "Del resto la stessa modalità della raccolta dei rifiuti porta a porta, ci fa ritornare a quel passato non tanto lontano, quando la famosa Brigida o Americo, Giannino o Peppe, passavano casa per casa e svuotavano i secchi della nostra spazzatura, che era poca cosa rispetto ad oggi, nei loro sacchi che montavano dignitosamente a spalla e con non pochi sacrifici fisici, andavano a scaricarli nell’immondezzaio, cioè in quelle discariche individuate nelle prossimità del centro abitato e che trovavano, poi, degna sepoltura sotto cumuli di terra. Ciò era dovuto alla mancanza dei mezzi moderni, perché l’immondezza era certamente poca cosa rispetto a quella che produciamo oggi e poi perché le condizioni economiche imponevano il riciclaggio delle cose di casa. Non sono le soluzioni individuate, oggi, un ritorno al passato? Non è forse vero che si sta ripensando alla vendita in pezzi sfusi dei prodotti? Basta guardarsi un po’ indietro negli anni, per chi è in età matura può ritrovare i tempi giovanili quando ogni cosa si poteva acquistare nelle quantità volute, cioè sfuse: i nostri genitori ci mandavano ad acquistare i beni necessari , dalla pasta alle sigarette, dal sapone al vino, al latte e così via , nelle giuste quantità. Non è forse questo il metodo che la grande distribuzione sta utilizzando nei grossi centri commerciali del nord e del centro Italia? Non è nostalgico il ricordo delle bibite imbottigliate nel vetro e conservate in quelle casse di legno forti che emettevano suoni inconfondibili quando si spostavano? Oggi è tutto di plastica che se rende una comodità, dall’altra ci priva dei gusti e dei sapori del tempo."
Il richiamo è dovuto, perché cominciamo a sentire un po’ ovunque le ragioni delle posizioni da noi umilmente prese mesi e mesi fa. Non ci riempie di orgoglio che la classe politica nazionale cominci a parlare finalmente di economia reale, di patto generazionale per il futuro, di identità culturale e nazionale, alimenta invece, la speranza che qualcosa cominci a muoversi e che la nostra voce non era stonata in quel coro di illusioni. Dovevamo toccare il fondo del barile per accorgerci che mancava tutto? Con questo vogliamo affermare che forse questa crisi è più salutare che distruttiva, se alcuni grandi pensatori scrivono di decrescita virtuosa e se finalmente viene accantonata l’importanza dell’immagine e delle apparenze a vantaggio della realtà. Nessuno più guardava al futuro, ma solo all’immediato: nessuno più voleva produrre buoni prodotti,ma risolvere con astute operazioni finanziarie. Si rincorreva il successo immediato, la notorietà, restando indifferenti al futuro. Un mondo virtuale che ci faceva perdere aderenza col mondo reale.
Ciascuno di noi deve tornare a progettare con accortezza e dobbiamo chiedere realismo, precisione,rigore e concretezza prima a noi stessi e poi alle nostre istituzioni. E per questo giunge idoneo il ricorso al senso civico anche di noi cittadini. Ed in questo l’Amministrazione Comunale ha inteso avviare il progetto "Adotta un faggio", con il quale intende salvaguardare la secolare faggeta adagiata sul versante nor-ovest del paese, alle falde del monte Calvello. Qui ogni persona interessata può adottare un albero di quel monumento alla natura ,versando una quota a scelta tra le tre fissate in base alla circonferenza del tronco ottenendo in cambio un soggiorno in un agriturismo locale e l’affissione di una targa in ferro battuto sull’albero scelto con le proprie generalità e provate da un attestato di adozione.
Anche questa è un’occasione per dimostrare la propria sensibilità civica ed ambientale. Auguri a tutti i genitori adottivi di quei bellissimi faggi.

Nicola De Michele


CALVI

"Al Castello del Principe"

L’agriturismo "Al Castello del Principe", in contrada Cubante a Calvi, si trova lungo la Via Appia Antica, in un’ala del palazzo che appartenne a Federico II. Dal poggio su cui è situato, la vista spazia fino ad abbracciare le verdi colline dell’Irpinia.
La cucina è quella classica della tradizione contadina con i suoi prodotti tipici e la gran varietà d’ortaggi, che l’azienda provvede a conservare anche nei vasetti per venderli alla clientela. Le pietanze di carne sono il fiore all’occhiello dell’azienda, essendo di produzione propria, come pure i salumi di suini allevati in fattoria.
Il buon livello d’ospitalità, in questo casino di caccia del Milleduecento, è garantito da camere dotate d’ogni comfort ed arredate nel tipico stile rustico; la sala può ospitare fino a cinquanta persone.
La partecipazione alle attività agricole aziendali rappresenta un momento importante dal punto di vista ricreativo; i corsi d’artigianato locale organizzati dall’azienda lo sono da un punto di vista culturale.
Il giudizio complessivo, dunque, non può che essere ottimo anche in virtù del fatto che l’azienda ha ricevuto nel 2006 il prestigioso "Marchio di Qualità".
Nei pressi dell’agriturismo "Al Castello del Principe" si possono visitare interessanti siti archeologici, come i resti di Ponte Rotto, antica struttura in pietra costruita dai Romani sulla Via Appia, a guado del fiume Calore.

Rosario Longo

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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