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INTERVISTA
CON IL SENATORE COSIMO IZZO, "Voglio far diventare presidente ciascun cittadino" Se non avessimo
avuto problemi di spazio, avremmo voluto pubblicare, contestualmente,
le interviste dei due maggiori candidati alla presidenza della Provincia
di Benevento, anche se, quando abbiamo realizzato quella con il senatore
Cosimo Izzo, candidato del Pdl, ancora non si conosceva il nome del
candidato del Pd, individuato nella persona del Prof. Aniello Cimitile.
Vorrà dire che ci attrezzeremo per il prossimo numero, se il
Prof. Cimitile si renderà disponibile. Senatore, come giudica lera Nardone? "Credo che Nardone, soprattutto nel primo quinquennio, sia stato un buon presidente. Ma anche la seconda parte sarebbe stata accettabile, se, verso la fine, Nardone non avesse puntato su di una serie di progettualità e di iniziative, soprattutto sotto il punto di vista infrastrutturale, che non hanno avuto la capacità di dare sviluppo al nostro Sannio. Se, oltre a questo, aggiungiamo il fatto che anche la maggioranza di sinistra, che lo appoggiava, lo ha ingabbiato, perché cè stato un continuo tira e molla incentrato solo su posizioni di potere, allora credo che, anche se alcune sue iniziative non sono da buttar via, il giudizio debba essere negativo, nel suo complesso, soprattutto nei confronti della sua maggioranza che lo ha costretto una volta a dimettersi. Se Nardone avesse avuto una maggioranza diversa, forse si sarebbe trovato nelle condizioni di fare qualcosa di più e di meglio. Ha resistito per la condiscendenza dellopposizione". Per quanto riguarda le infrastrutture, in cosa è stato carente Nardone, dal momento che, con la sua gestione, è stata realizzata la tangenziale ovest, ha preso avvio la Fortorina " quelle sono tutte opere che ha fatto finanziare e ha fatto avviare il senatore Izzo, quando era assessore regionale ai trasporti. La tangenziale ovest è stata voluta dal senatore Izzo; la Fortorina è stata rilanciata dalla giunta Rastrelli e, quindi, dellassessore Izzo; la "368" di San Giorgio la Molara è stata finanziata della giunta Rastrelli; la Benevento-Telese-Caianello è nella legge obiettivo del centro destra; il raddoppio ferroviario della Napoli-Bari, del quale si è tanto vantato il collega Boffa, fa parte della legge obiettivo. Bisogna poi ricordare che avremmo realizzato, se avessimo percepito linteresse dellattuale giunta regionale, anche il progetto definitivo della strada Caserta-Benevento, sul quale Nardone è stato completamente assente, ma abbiamo finanziato, nella misura 20 milioni di euro, uno studio per il progetto preliminare, con la giunta regionale di Bassolino. Cè da ricordare ancora che ho fatto finanziare, con leggi dello Stato, anche il completamento della fondovalle "Isclero", unopera appartenente pure ad un impegno prodotto da noi". Che giudizio dà delle agenzie? " Negativo, assolutamente. Non hanno prodotto alcunché". Viene tanto decantato il Marsec! "Forse quella è una delle cose che bisognerà approfondire e salvare, dandole, semmai, un taglio diverso. Per quanto riguarda Art Sannio, ho visto, e sarò curioso di saperne il costo, dei cartoncini di invito che, credo, costeranno almeno 5 euro ognuno". Lei, prima, ha rivendicato per la giunta Rastrelli, di cui ha fatto parte, il merito di diverse opere. Nardone, invece, che è stato continuamente attaccato sulla mancata provincializzazione dei rifiuti, accusa la giunta Rastrelli di aver portato Impregilo, che è la causa di tutti i mali. "Il contratto con Impregilo, avviato soltanto da Rastrelli, lo ha fatto Losco e lo ha conservato Bassolino. Ma il problema non è il contratto, bensì il modo in cui è stata gestita la questione rifiuti con le varie consulenze da un milione di _ cadauno. E il ritorno qual è stato? Che ci hanno riempito di immondizia". Ma Nardone si difende, sostenendo che tutto veniva controllato dai commissari e che i commissari non sono stati creati da lui. Come giudica le gestioni commissariali, dal momento che sono state nominate pure dai governi di centro destra. "Quello dei commissari regionali, certo, non è un problema di Nardone. I commissari sono stati nominati dal governo nelle varie successioni. Il governo di centro destra ha nominato Rastrelli (nel 94, si deve ritenere ndr), ma soltanto perché Rastrelli era presidente della Regione. Ma credo che lerrore fondamentale fatto dal governo Berlusconi sia stato quello di accettare le dimissioni di Bassolino che, dimessosi da commissario per lemergenza rifiuti, ha conservato tutte le altre deleghe commissariali. Allora, se uno si tira fuori da un commissariamento, deve lasciare tutto ciò che alla gestione commissariale è connesso. Ma perché cè stato il commissariamento? Per inefficienza della Regione!" Una inefficienza che è remota. "E remota, si, ma che cosa ha fatto il centro sinistra? Sono 10 anni che Bassolino è il presidente della Regione. Che cosa ha fatto? Gli stava comodo avere i commissariamenti e dire che il problema non era suo!". Chi le sta di fronte è favorevole allabolizione delle Province, perché, con lavvento delle Regioni, sarebbe divenuta inutile la loro funzione. Nellambito del suo schieramento, si sta facendo strada lidea di sopprimere le Province. Ma anche dalla parte opposta, si muove qualche voce. Lei, candidato alla presidenza della Provincia per il Pdl, in che posizione si viene a trovare, nella misura in cui il suo schieramento è favorevole alla soppressione delle Province? "Noi dobbiamo affrontare il quadro istituzionale della nostra Repubblica. La nostra Carta Costituzionale prevedeva anche le Province. Certo, abbiamo creato una serie di doppioni, come le comunità montane " anche quelle da sopprimere, se vogliamo ridurre davvero i costi della politica. "Allora, invece di sopprimere un pezzo alla volta, scimmiottando qualcosa che esiste allestero, dobbiamo affrontare la riforma del sistema costituzionale in Italia. In quel quadro, si andrà a stabilire se le Province sono ancora idonee a rispondere ai bisogni dei cittadini, o se devono essere soppresse. Io non sono né a favore, né contro, ma sono a favore della rivisitazione del sistema istituzionale italiano". Nardone dice che sulla eliminazione delle Province cè la mano delle multinazionali, nel voler gestire la viabilità. "Credo che sia assolutamente riduttivo questo tipo di risposta, perché le Province non gestiscono solo la viabilità, che, da noi, è stata gestita anche male, per la grande necessità di accaparramento di interventi da parte di questo o di quel personaggio politico del momento, o di questo o di quellassessore, sempre della maggioranza di centro-sinistra, che non hanno avuto mai un quadro complessivo di quello che deve essere il sistema di viabilità allinterno di un territorio". Lei, che è stato ricandidato al Senato, in una posizione di eleggibilità, in caso di elezione alla Presidenza della Provincia, conserverà le due cariche? "Noi dobbiamo passare per gradi. Io lo auguro a me stesso, in quanto candidato, ma lo auguro anche ai cittadini della mia provincia, di vedermi eletto nelluna e nellaltra carica. Perché io amo la mia terra. E penso di aver dato, in questi anni, abbondantemente sostenuto dalla mia gente, più di quanto potevo nel mio impegno in politica, così come ancora credo di dare qualcosa al mio Sannio. La mia aspirazione è quella di far diventare ciascun cittadino presidente della Provincia, confrontandomi continuamente con i problemi, senza chiudermi nella (i puntini li abbiamo messi noi ndr) Rocca dei Rettori". Che caratterizzazione intende dare allEnte? "Di grande produzione. Il programma, che stiamo stilando in questi giorni, sarà di 10, 12 punti fondamentali. Prima di tutto, punteremo al recupero di quello che è il sistema infrastrutturale del Sannio, sia materiale che immateriale. Rinegozieremo, poi, la nostra presenza allinterno della Regione Campania, per il cui rinnovo, immagino che andremo presto a votare". Come giudica la scelta di Mastella di non candidarsi al Parlamento? "Con Mastella sono stato insieme, fino al 2000, a lottare per gli interessi del nostro Sannio. Credo che sia una grossa perdita, quella di non avere più, come protagonista, nel nostro Sannio, e anche nellItalia intera, una intelligenza fervida come quella di Mastella ". Abbiamo avuto conferma poi che quella di Mastella sarebbe stata una scelta obbligata, secondo quanto egli stesso, pentitosi di aver fatto cadere Prodi, ha dichiarato a Klaus Davi su You Tube. Infatti, sarebbe stato trattato "come un appestato, durante la composizione delle liste, mentre Dini e Scalera sono stati candidati nel Pdl". Ma Dini, non meno trasformista di Mastella, ha accettato di essere accorpato nella liste del Pdl. Mastella, invece, della cui assenza in competizione oggi si dispiace il sindaco di Benevento Fausto Pepe, aveva, pare, chiesto, in un primo momento, come Casini, la presenza del suo sinbolo nella coalizione del centro destra. Si va a votare nuovamente con la stessa legge elettorale con cui si è votato nel 2005. Non ritiene che sia penalizzante, per i cittadini, il fatto di non poter scegliere i loro rappresentanti? "Assolutamente si. Mi sarebbe piaciuto, quale uomo di territorio, fare una competizione con le preferenze, per vedere, nella nostra realtà, ma in tutta Italia, la gente scegliere davvero il proprio eletto, il proprio rappresentante, perché noi rappresentiamo una comunità, per delega delle persone che ci votano. Non abbiamo avuto questa possibilità. Mi auguro che, nella prossima Legislatura, possiamo fare una riforma elettorale che riconsenta alla gente di scegliere i propri rappresentanti". Doveva essere fatta anche prima di queste elezioni! "Ma non poteva esser fatta, prima di tutto perché non esistevano più le condizioni. Quando abbiamo perso le ultime elezioni, la responsabilità dei partiti del centro sinistra doveva manifestarsi accettando la proposta di Berlusconi di fare un governo di larghe intese, proposta che loro non hanno voluto accogliere. Hanno preteso di comandare da soli; e da soli sono quindi anche caduti, perché non siamo stati noi a farli cadere". Altro neo di questo sistema elettorale è che, non essendovi la preferenza e quindi il confronto tra candidati allinterno della stessa lista, molte persone, a cui bisogna garantire la elezione certa, vengono catapultate, da parte di tutti gli schieramenti, nei primi posti di liste estranee ai loro luoghi di origine, penalizzando e mortificando il territorio. "Io sono critico, anche se, come uomo di partito, rispetto le indicazioni del mio partito. Però, ripeto: gli eletti dovrebbero essere scelti dai cittadini e non imposti, sia da questa, sia dallaltra parte politica (e proprio per effetto dei catapultamenti Izzo si trova al tredicesimo posto ndr). Nel quadro della riforma istituzionale, bisognerà certamente recuperare quella che è la volontà del cittadino, in modo tale da farlo sentire coinvolto, così come sta avvenendo per le elezioni provinciali, in cui i cittadini vogliono proporsi al vaglio della gente. Allora, davvero, nel momento in cui vai alle urne per esprimere un voto, sei certo di dare la delega a una persona anziché a unaltra". Giuseppe di Gioia |