Gossip, privacy e libertà di stampa

In questi giorni si fa un gran parlare di privacy violata, ricatti infami e diritto di informazione negato, relativamente allo scandalo su cui indaga la Procura di Potenza e che vede coinvolti, nella qualità di vittime, illustri personaggi dello spettacolo e della politica nazionale.
In verità non si tratta di niente di nuovo. Tutti infatti sapevano bene che nel mondo del gossip non si bada più di tanto, non ci sono scrupoli che tengano, quando occorre alzare le tirature dei periodici solleticando le pruriginose attenzioni del pubblico. D’altronde fa parte del gioco: se sei una persona pubblica (calciatore, cantante, attore o velina) e guadagni cifre astronomiche grazie alla tua notorietà, poi non puoi fare il difficile allorquando qualche paparazzo ti sorprende in pose intime o con partner insospettabili.
Il fotografo fa il suo mestiere, così come quei settimanali che ti sbattono in prima pagina per vendere più copie. Quello che non ci sembra affatto accettabile è dover leggere sulla stampa stralci di conversazioni telefoniche, intercettate dalla magistratura -evidentemente nel corso di indagini investigative- non per essere rese di pubblico dominio, ma presumiamo al solo scopo di smascherare o impedire reati. Non riusciamo a comprendere perchè mai tutti siamo stati dettagliatamente informati di quanto la soubrette Anna Falchi o il manager della Juventus Luciano Moggi avrebbero detto o non detto in privato, di come sessualmente si diletterebbero Vittorio Emanuele di Savoia o Lapo Elkan. Noi non vorremmo affatto apprendere questi piccanti particolari. Epperò sono mesi che sui quotidiani non si legge altro che becero gossip legato a casi giudiziari: da moggiopoli e vallettopoli per finire all’ultimissima inchiesta sui ricatti fotografici.
Ma quel che è, a nostro modesto avviso, assai grave è il fatto che il Garante per la privacy in tutto questo lunghissimo periodo di reiterate violazioni, sembrava che non si fosse minimamente accorto di ciò che succedeva, per poi improvvisamente uscire dal letargo ed agire con fermezza solo quando ad essere messo alla gogna mediatica è stato un autorevole esponente del governo, pedinato e fotografato a sua insaputa per chissà quali motivi.
Allora sì che il Garante ha fatto la voce grossa e posto veti ad un importante quotidiano nazionale, il cui direttore -a noi tra l’altro per niente simpatico- è stato bersaglio degli strali dei politici e dei fogli del centrosinistra.
Eh, no, caro Garante: il diritto alla privacy è un diritto sacrosanto di tutti, dei politici come delle attricette o dei semplici cittadini. Così come sacrosanta è la libertà di informare.

Achille Biele


IL CINGIALE INDISCRETO

Il problema della pubblica illuminazione sembra irrisolvibile in città. Seppur artistica…mente risolto per ben ventinove anni la città non sembra essere migliorata sotto questo aspetto. Anzi i pali della luce rimangono tremendamente spenti da anni lungo alcune arterie principali e poi quando si mette mano a nuovi impianti non sembra sia possibile bonificare i vecchi.
L’ultimo esempio lungo contrada Pezzapiana dove per anni gli abitanti e gli alunni del plesso scolastico avevano chiesto marciapiedi, nuova illuminazione e cunette coperte.
Si è messo mano. Le cunette sono, o lo stanno per essere, ricoperte, i marciapiedi da un lato sono stati fatti, così come pure la nuova illuminazione.
Sono rimasti però tremendamente in piedi i grossi pali di cemento (stessa cosa è accaduta anche in Via Vittorio Veneto) che reggevano i vecchi lampioni e soprattutto restano tremendamente al buio abitanti e commercianti di Piazza Basile. Si dirà che i lampioni di quella piazza erano collegati al vecchio impianto ed allora perché non rifarlo anche su quella piazza l’impianto della pubblica illuminazione o al massimo collegarlo alla nuova?
Era difficile pensare positivo? Anche il parroco chiede un po’ di luce in quella piazza, comunque luogo di aggregazione anche serale di molti giovani.
Fortunatamente sta arrivando l’ora legale, almeno ci sarà luce naturale fino dopo le 21.
Ma quest’animale crede che la città dovrebbe essere trattata un po’ meglio, controllata più da vicino da quanti hanno comunque la responsabilità che il tutto sia fatto come un buon padre di famiglia vorrebbe che fossero trattati i suoi cari.
Ma ahimè è solo utopia lasciata ai libri ed alla interpretazione dei sogni delle veggenti politiche di turno.
L’animale razzola al buio.
Il cinghiale.

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