CALCIO
Sabato
si gioca
ancora fuori casa
Cos
è una sconfitta? Una parentesi nera fra le parole tifo! Ci può
stare laccoppiata anche perché in definitiva il calcio è
anche amore, per taluni anche eccessivamente espresso, ma è e comunque
rimane unespressione dellanimo.
Ed è con quellamore per la palla rotonda che spesso rotola
dove tu non vorresti mai, che finisce con il diventare una parentesi
magari dal colore azzurro.
Un azzurro che al S. Colomba ha trovato due reti dopo uno scialbo primo
tempo, dopo una interpretazione ottimale di capitan Colletto ed i suoi
compagni di squadra.
Forse un po troppo di presunzione, un piccolo errore di valutazione
da parte dellallenatore che non ha previsto la contromossa allinnesto
di Mora ed è venuta giù una sconfitta non tanto nera, ma
che poteva essere evitata. Alla luce del risultato si poteva anche accettare
ma poi alla fine non è stata tanto amara. Non lo è stata
per quei sanniti e beneventani che hanno tirato per lazzurro invece
che per il giallo e rosso, come sono soliti fare ogni domenica, preferendo
il cuore e non la patria natia. Lo è stata meno amara per chi tifa
Napoli da una vita, ma si sente comunque un provinciale di queste contrade:
meglio una vittoria del Napoli che una sconfitta contro lAvellino.
Il derby con il Napoli alla fine ha diviso i "cuori" giallorossi,
ha dato a Reja ed ai suoi uomini i tre punti per sperare in una lunga
rincorsa al vertice, allo Sporting un bel gruzzoletto di euro, allo sport
uno spettacolo degno di questo nome. E stata una giornata di sport,
di calcio un po meno, di presunzione tanta: sia in campo, che fuori,
con le dichiarazioni del dopopartita soprattutto da parte di dirigenti
e colleghi che di azzurro hanno molto, ma che di etica professionale poca.
Esaltare fino allinverosimile una vittoria esaltante li ha solamente
esaltati dal punto di vista psicomotorio. Il resto è nella cronaca,
il resto è nelle immagini, il resto è che il Napoli messo
su (e
scrivo anche da tifoso!) avrebbe dovuto far tremare
il mondo, invece non è lAttila del girone, ed una "pernacchia"
alla De Filippo alla fine potrebbe buttarlo giù. Amaramente debbo
ammettere le lacune di quella squadra ed esaltare gli "operai"
in giallorosso che hanno saputo tener testa almeno per un tempo ai tanti
milionari azzurri. Allirpino Marino ed al napoletano De Laurentis
gli auguri di un tifoso, ma non già di un "amateur" del
gioco più bello del mondo. Il Benevento poi è venuto fuori
cinicamente sette giorni dopo, domenica scorsa a Pesaro riprendendo la
corsa verso i play off. Vista la concorrenza cè da sperare
che quel gol di Imbriani in terra marchigiana possa veramente dare una
svolta ad un campionato che sembrava perso, che aveva attirato lira
e la contestazione dei tifosi.
E già da sabato prossimo sarà possibile concretizzare ancora
di più quelle speranze: la Reggiana di Giordano non è un
tabù! Basta volere
perché è
potere! Almeno
non uscire sconfitti e Napoli ed il derby alla fine possono anche rimanere
una parentesi
doro per il cassiere!
Ah dimenticavo
Buona Pasqua!
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Che
bello vedere
lo stadio pieno!
E passata
la sbornia dei derby di calcio conclusasi con una epica vittoria sul campo
dellAvellino -che non battevamo da mezzo secolo- storica, entusiasmante,
appagatrice, e una onorevole sconfitta con il blasonato Napoli, anchessa
storica e
ben accetta.
Intendiamoci, non è che i beneventani hanno goduto per la sconfitta
con il Napoli, ci mancherebbe, ma lhanno accettata consapevoli della
forza della squadra di De Laurentis e perché comunque vada, deve
-e sottolineamo deve- essere spedita in serie B.
Limportante per il tifoso e calciofilo sannita è che abbiamo
vinto contro lAvellino che , credeteci, ci sta proprio sulle
( pardon!) sui palloni!
A parte le vicende strettamente calcistiche, vè però
da sottolineare la bellezza del nostro Santa Colomba riempito allinverosimile.
E stato uno spettacolo nello spettacolo, indescrivibile: ognuno
di noi è corso allo stadio per dire, cero anchio.
Sembrava di stare a S.Siro, fatte naturalmente le debite proporzioni.
Lo stadio era pieno come luovo di
Pasqua.
A proposito di Pasqua, la nostra redazione non può esimersi dal
formulare a tutti i beneventani ed in particolare ai nostri lettori, una
buona Pasqua e che lo stadio sia sempre pieno.
La speranza recondita di tutti è sempre che dentro al classico
uovo pasquale ci sia la qualificazione ai play off per far contento soprattutto
Spatola il quale vorrebbe sempre lo stadio colmo.
La lezione però è sempre la stessa: Se non ha una buona
squadra i beneventani non vanno allo stadio.
Vuoi il pienone? Fai la squadra.
Così è fatto purtroppo il beneventano pallonaro.
Auguri e Forza Bene!
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