Attenzione ai virtuosi del salto della quaglia

Finalmente è terminata l’agonia della 13a legislatura, nata sotto il segno dell’ex democristiano Romano Prodi e sconfinata, prima, nel sostegno al governo dell’ex comunista Massimo D’Alema per ridare, poi, il timone del Paese all’ex socialista Giuliano Amato.
Una legislatura che avrebbe dovuto, almeno così promettevano, produrre un serio ammodernamento dello Stato e la revisione in senso federalista della carta costituzionale, e che invece ha partorito nei suoi ultimi giorni di vita una leggina truffa sul federalismo, mentre si è contraddistinta per tutta una serie di ribaltonismi e cambi di casacca senza pudori.
Non c’era giorno che non nascesse in quelle aule sempre più "sorde e grigie" un nuovo raggruppamento politico o un nuovo partito "fai da te", con i quali si sottraevano parlamentari all’opposizione per supportare una maggioranza che non corrispondeva più alla volontà dell’elettorato.
Campione e precursore di questo spregiudicato modo di intendere il mandato parlamentare è stato proprio un beneventano, quel Clemente Mastella da Ceppaloni, che eletto con i voti del centrodestra si è poi intruppato nelle fila del centrosinistra, dove almeno fino ad oggi ancora è accasato. Ma per quanto ancora?
Questa vergognosa legislatura aveva anche promesso agli italiani di varare una legge elettorale che, seguendo le indicazioni precise espresse dal popolo con la non partecipazione al referendum sul sistema maggioritario, consentisse trasparenza politica e stabilità di governo. Vi ricordate? Dopo le dimissioni di D’Alema le Camere non vennero sciolte proprio perché bisognava andare al voto con una legge nuova. Ebbene, la legge non c’è stata; ma lorsignori hanno continuato a "bivaccare" in quelle aule, portando al governo addirittura un personaggio che non si era nemmeno proposto all’elettorato.
Adesso, finalmente si vota, anche se con la vecchia imperfetta legge elettorale. Finalmente il Paese potrà essere governato da quella parte politica che otterrà i maggiori consensi, mentre alla parte sconfitta spetterà svolgere l’importante ruolo di opposizione e controllo. E ci auguriamo che questa volta i nuovi delegati del popolo, rispettino gli impegni assunti con i propri elettori e lavorino per assicurare alla nazione quella riforma federale dello Stato tanto necessaria al Nord come al Sud, senza badare esclusivamente a rincorrere poltrone di comando e saltare il fosso alla prima occasione.
Ma per impedire che ci siano ancora ribaltoni politici, in attesa che nasca una apposita legge, bene farebbero gli elettori di centrodestra e di centrosinistra a scegliere con attenzione tra tutti i candidati, evitando di rispedire a Roma i virtuosi del… salto della quaglia. Altrimenti saremmo punto e accapo.

Achille Biele

E-mail: redazione@beneventogiornale.com

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