DUE FRATI FRANCESCANI
Cittadini onorari di Circello

Una importare manifestazione si è svolta il 27 febbraio scorso, nella sala consiliare del Comune di Circello, Infatti, vi è stata la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria, da parte del sindaco, dot. Carlo Petriella, in esecuzione della delibera consiliare, a padre Idelfonso Iannella e padre Enrico Sacchetti. Il sindaco, con un pizzico di emozione e con affetto, ha salutato i due frati spiegando i motivi che lo hanno indotto a proporre il suddetto riconoscimento per l’opera prestata da più di un quarto di secolo, per l’impegno pastorale religioso, quale punto di riferimento per i giovani, per l’attività svolta con libera e autonoma determinazione. Opera svolta da quello che era un fatiscente convento fino a farlo diventare centro di spiritualità per la comunità di Circello e per quelle limitrofe.
Iniziata la ristrutturazione del convento nel 1989, con vetrate ed il monumento ad un giovane S. Francesco, l’opera è proseguita con la completa realizzazione del Centro Sportivo di S. Francesco, dove si pratica calcetto, tennis, pallavolo, pallacanestro e dove si fruisce di uno spazio ludico estivo.
Sostanziale è stato l’intervento migliorativo della Sala Convegni ed infine la realizzazione della Casa di Spiritualità, per singole persone e famiglie, al fine di vivere momenti spirituali ed umani, occasione di incontri e di movimento turistico, con tutti i benefici connessi. Grande impulso è stato dato alla Gifra, al Terz’Ordine, al Coro pastorale. Un grazie, quindi, per aver pensato ed attuato il bene della comunità di Circello.
Il consigliere Vincenzo Golia ha manifestato poi la convergenza della minoranza sulla proposta del sindaco, che è stata quindi approvata all’unanimità. Di seguito, vi è stato il ringraziamento, anche a nome di padre Enrico, da parte di padre Ildefonso, il quale, con modestia, ha esordito negando di aver compiuto gesti eroici, e di aver acquisito meriti culturali e sociali, sostenendo che egli e padre Enrico non riflettono nulla di tutto questo. Loro, ha precisato, si sono invece comportati come due frati normali, che hanno onorato il proprio impegno ogni giorno, senza alcun sacrificio, nella maniera più semplice, ritenendo quindi eccessiva la stima manifestata.
Sono trentatrè anni che padre Ildefonso è a Circello, quale insegnante, e trent’anni che padre Enrico svolge la funzione di difensore del vincolo matrimoniale, presso il Tribunale Ecclesiastico di Benevento.
Padre Ildefonso ha ricordato anche un’altra figura semplice ed importante, quella di Padre Floriano, che per tanto tempo fa fatto parte della comunità, ed ha continuato dicendo: “Il convento prendeva una nuova vivacità ed interesse da parte della comunità e dei paesi limitrofi. Sorella Infermitate ha rallentato la nostra attività, ma -ha assicurato- siamo pronti a rimetterci in marcia. Tutto quello che abbiamo fatto era un atto dovuto”.
Bellissima è stata la considerazione fatta sulla Provvidenza, laddove ha affermato che tutto quanto la Provvidenza ha elargito è stato restituito, comprese tutte le energie. Con lealtà e fratellanza si sono inseriti nella comunità. “Il centro polisportivo di S.Francesco è sicuramente il fiore all’occhiello ed i paesi viciniori lo invidiano. Sul campetto restano i nostri risparmi e i Vostri aiuti”. Nel suo discorso ha inoltre colto l’occasione per ringraziare, nel ventesimo anni di attività, tutti quelli che in maniera concreta li hanno aiutati: l’Amministrazione Provinciale e tante famiglie che non desiderano essere nominate. Nel restauro della chiesa del convento, si è voluto offrire il luogo per la preghiera quotidiana e festiva, una casa semplice e decorosa, ricordando la funzione della stessa che è quella di conservare il corpo e il sangue di Cristo. Da oltre cinque anni la casa di spiritualità di S.Francesco, nel periodo estivo, è impegnata da gruppi ecclesiastici, la sala convegni viene spesso utilizzata dalla “Coltivatori Diretti”, mentre il Chiostro è ormai da sempre sede della mostra dei presepi.
Infine, sono intervenuti padre Sabino, Ministro Provinciale; padre Filippo, Superiore della provincia Monastica; il Dott. Giovanni Antonio Cutillo e la Dott.ssa Assunta Carmela Gizzi, rispettivamente sindaci di Torrecuso e di Montefalcone Valfortore, paesi di origine di padre Ildefonso e di padre Enrico. In modo particolare Rosanna Chianca, in rappresentanza della Direzione Didattica di Colle Sannita e Pietropaolo Petriella, quale esponente del Terz’Ordine, hanno con la loro esperienza personale, confermato l’impegno profuso dai frati e la loro sempre viva e fattiva collaborazione, in tutte le realtà presenti sul territorio.

Maria Varricchio


PONTELANDOLFO:
Ipotesi di sviluppo

Il periodo pre-elettorale, ci propone un affollamento di idee, di programmi, di slogan e tante facce in bella mostra attaccate ai muri che promettono mari e monti. Se si realizzassero il 20% di quelle promesse, certamente le nostre terre avrebbero avuto uno sviluppo diverso e sicuramente un livello di vita migliore di quello attuale. Oggi non serve a nessuno fare l’inventario o individuare le responsabilità passate; quel che serve, invece, è l’individuazione delle risorse, degli strumenti e di procedure che possano rendere i nostri comuni in grado di svilupparsi.
La Giunta condotta dal Sindaco Dr. Cosimo Testa aveva individuato delle linee guida, concentrando l’interesse per le energie rinnovabili: il passaggio più naturale ed ecosostenibile per reperire risorse finanziarie, avviando lo sviluppo economico della comunità puntando sulla vocazionalità territoriale e produrre livelli occupazionali dignitosi. Un parco eolico, un parco per la produzione di energia idroelettrica e lo sfruttamento dell’energia fotovoltaica, rientravano nei programmi amministrativi.
Al di là dei tempi d’attesa che si stanno protraendo per varie problematiche, ecco che arriva in soccorso la Provincia che ha adottato il progetto dei 1000 tetti fotovoltaici, diretto ai cittadini che volessero dotarsi di tetti che producono energia.
Dal lato delle risorse, occorrerebbe focalizzarsi sul passato, riscoprendo attività ormai abbandonate e che altrove sono elementi di grande sviluppo. Ci riferiamo alla silvicoltura con i cosiddetti boschi al calorifero, cioè la produzione di energia con il legno che andrebbe ad alimentare la creazione di più siti all’uopo, o per l’uso artigianale e commerciale. Cosa dire dell’industria primaria, come l’agricoltura che dovrebbe puntare su prodotti di alto contenuto qualitativo: come l’olivicoltura, visto che l’olio ha proprietà organolettiche di provata bontà. L’allevamento di animali di razza, come ovini,bovini e suini che in passato erano il vanto di questo paese a livello interregionale, sia per l’indotto che per la macellazione. Ed oggi con le nuove conquiste tecnologiche, il processo produttivo e quello commerciale sono semplificati rispetto al passato.
E anche in questo ci viene in aiuto la Provincia, visto che da qualche giorno ha affidato alla Telecom, il progetto del digital divide, che allaccerà i comuni dell’Alto Sannio e del Fortore, non ancora dotati della banda larga, alla rete mondiale. Un ulteriore opportunità per rimanere attaccati al treno del progresso. Se perdiamo tutte queste occasioni, non ci resterà che vedere andar via i nostri giovani, alla ricerca di opportunità di vita e di lavoro migliori, altrove. In sintesi registreremo ancora emigrazione, per restare in argomenti recenti.

Nicola De Michele


CUSANO MUTRI
La "Spina Santa"

In questi giorni di gran fermento spirituale nel Sannio, per la mostra sulla Sacra Sindone nel capoluogo sannita, può essere opportuno ricordare che in provincia, a Cusano Mutri, c’è una reliquia preziosa della cristianità: la Spina Santa.
Si tratta, secondo la tradizione, di una spina della corona di Nostro Signore.
Custodita nella chiesa di San Giovanni Battista, nel centro storico, la Spina Santa – una ramnacea di circa due centimetri e mezzo – è stata portata a Cusano da un cavaliere crociato, tale Barbato Castello, di ritorno dalla Terra Santa. Pare che il soldato, persosi sulle alture del Monte Mutria, sia stato aiutato dalla gente del posto e dalla comunità benedettina. Per sdebitarsi, il cavaliere donò la sacra reliquia, che aveva portato con sé da Gerusalemme, alla comunità benedettina di Santa Maria del Castagneto, in Cusano.
Dal 1805, la popolazione di Cusano, porta in processione la sacra reliquia, con la Santa Croce e la statua della Vergine Addolorata, dalla chiesa di San Giovanni Battista al Monte Calvario. Si vuole che il rito abbia avuto origine, per sventare terremoti, carestie e pestilenze. La processione si ripete ogni anno in Agosto, sempre con un nutrito seguito di fedeli.
Fede e tradizione si mescolano nel culto della Spina Santa, devozione e misticismo si incrociano nel rito, spiritualità e mistero avvolgono la sacra reliquia.
Come un piccolo Santo Graal, attorno alla santa reliquia sono sorte storie tra verità e leggenda, di scampati eventi sismici o di fenomeni eccezionali, ma, aldilà di tutto, il vero prodigio è la devozione sincera e commovente dei fedeli per la Spina Santa, è la grande emozione che essa suscita e la sacralità che emana.

Rosario Longo


STOP ALLO SPOPOLAMENTO E RECUPERO
DEL PATRIMONIO CULTURALE PRESENTE
Sannio rurale, bando per 22 Comuni Sanniti

E’ stato presentato dal Presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, dall’Assessore provinciale all’agricoltura, Carmine Valentino, e dal Dirigente del Settore agricoltura, Elisabetta Cuoco, presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori, il “Bando per la manifestazione di interesse per i villaggi rurali della Campania 2007-2013”. Il Bando consiste nella possibilità offerta a 22 comuni del Sannio di presentare proposte progettuali, per ottenere procedure di co-finanziamento per il rinnovamento dei “villaggi rurali”.
Non tutti i comuni sanniti possono partecipare. Le caratteristiche richieste dal bando prevedono infatti: una popolazione residente inferiore a 2.000 abitanti ed essere costituiti da un “Borgo rurale”, ovvero avere all’interno della cinta urbana una parte ben caratterizzata ed identificata in un contesto storico e architettonico riconducibile alla definizione di “Borgo rurale” (impianto urbanistico in cui i fabbricati siano in massima parte, cioè all’80%, antecedenti all’anno 1900; elementi architettonici di immediata caratteristica identitaria per materiali, decorazioni e ornamenti: facciate, tetti, porte, finestre, balconi, porticati ecc.). Nell’ambito del centro rurale devono inoltre risaltare emergenze di rilievo storico, culturale, paesaggistico o di tipo ambientale e naturale, o inerenti la vocazione turistica, l’artigianato tipico, itinerari culturali, religiosi o percorsi enogastronomici.
Sono esclusi dalla manifestazione di interesse i Comuni ricadenti nelle Aree Parco in quanto destinatari di specifiche tipologie di intervento. Spetterà alla Provincia, in una prima fase, selezionare i Borghi al fine di ammetterli a partecipare al bando che sarà emanato per l’ammissione effettiva al finanziamento.
I Comuni dovranno dimostrare di voler conseguire gli obiettivi legati al miglioramento dell’attrattività del territorio e di diversificazione dell’economia locale, attraverso la ripresa di attività tradizionali legate alla cultura e al territorio.
La misura del bando (3.22) prevede una spesa massima relativa al finanziamento pubblico di 3.500.000 euro.
Il Presidente Cimitile ha sottolineato come l’iniziativa si inserisca nel contesto delle politiche della Provincia a favore dei piccoli borghi per rivitalizzarli e fermare il loro spopolamento, mentre l’Assessore Valentino ha ricordato l’importanza del bando come sbocco di partecipazione dei privati a iniziative di sostegno del territorio.

Antonino Caffo
antonino.caffo@hotmail.it

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