Pasticci, dabbenaggine o…

Queste elezioni regionali verranno ricordate per l’incredibile pasticcio commesso dai presentatori delle liste di centrodestra a Roma e a Milano e, soprattutto, per l’altrettanto incredibile decisione con la quale il Consiglio dei Ministri vi ha posto rimedio, ricorrendo ad un decreto legge “interpretativo”, che ha consentito il recupero delle liste che erano state escluse.
Sulla soluzione adottata dal governo avremmo più di una critica da muovere, visto le tante volte che -personalmente impegnati nella presentazione di liste elettorali non allineate- ci siamo visti negare l’opportunità di proporci all’elettorato a causa di “vizi formali” o di qualche sottoscrizione mancante. Ma tant’è!
Quello che ci lascia doppiamente perplessi, invece, è stata proprio la superficialità con la quale una “scafata” struttura di partito (del partito più grande del Paese!) ha gestito una delle fasi più delicate dell’attività politica. Superficalità, dabbenaggine o -come si sussurra da più parti- il risultato dimalumori e di frizioni interne al Pdl?
In fin dei conti a Benevento abbiamo assistito a stressanti fasi pre-elettorali in casa azzurra, fatte di sfuriate mediatiche tra la coordinatrice provinciale De Girolamo e i senatori Izzo e Viespoli, che la dicono lunga sul tipo di affiatamento che esiste tra le componenti pidielline sannite. Certo, qui da noi alla fine le liste sono state comunque presentate senza pasticci; adesso però bisognerà vedere in che modo i malumori correntizi si trasformeranno in sostegno elettorale ai candidati presentati. D’altra parte anche a Napoli e nel resto della Campania il Pdl registra difficoltà di coabitazione tra le varie anime che lo hanno prodotto.
Se Berlusconi vuole davvero sottrarre alla sinistra il feudo campano sarà costretto a scendere direttamente in campo per guidare un’armata che, più del “bene” o del “fare”, sembra quella di Brancaleone.
Il 29 marzo, ad urne chiuse, non sarà poi più possibile intervenire con “decreti lampo” per rimediare agli eventuali pasticci combinati. O no?

Achille Biele


IL CINGHIALE INDISCRETO
Un mondo a strisce

Non trovano pace le strisce bianche, quelle blu, ma soprattutto quelle gialle che non sono mai dove dovrebbero essere. Non me ne voglia l’assessore al Traffico del Comune di Benevento, ma sulle nuove indicizzazioni di traffico e strisce in città ci sono solo e sempre delle buone intenzioni… tutto il resto direbbe Califano… è noia; ma aggiungo da animale solo fumo e tanta, ma tanta approssimazione. Giustifico come al solito solo il politico che, spesso ignorante (dal verbo ignorare, non conoscere) la materia, soccombe alla volontà ed ai desiderata del burocrate che spesso si attiene… al precedente! Non volendosi ovviamente assumere tutte “le responsabilità” e scaricandole sul “capo politico del momento”.
Ed allora vedi il caos nei parcometri, poi quello delle strisce: sembra il ritornello del “vecchietto dove lo metto…” Le metto in via Meomartini, le bianche, le tolgo, da via Rummo, ma poi quelle di Piazza Cardinale Pacca (volete chiamarle per nome le piazze e chiamatela come si deve anche questa!) sembrano un po’ troppe, lasciamo spazio ai residenti, facciamo gli abbonamenti. Il tutto per non parlare dell’inversione di marcia su via XXIV maggio (San Pio da Pietrelcina è nato il giorno dopo… peccato), o di via dei Mulini (chi sale o chi scende?) che dividerà in due la città, visto che è un naturale collegamento dalla zona alta al Rione Libertà e viceversa. Sarà interessata la tangenziale? Non si poteva attendere l’apertura dell’asse interquartiere… non terminato? In entrambi gli innesti di un senso unico, a salire o a scendere saranno problemi sicuramente pesanti nei giorni di scuola.
Ma tant’è, ci si muove per far felice… il nemico! (Il cinese non c’entra… o forse si!!!)
Il cinghiale troppo stanco

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