CALCIO
Adesso
è il momento di
tirar fuori gli "attributi"
Contro il
Sorrento, come suol dirsi, il Benevento vince ma non convince. Fortunatamente
è giunta una pausa in attesa del rush finale. La vittoria contro
i rossoneri guidata dal prof.Gigi Simonelli ha riportato tre punti in
classifica, ridotto le distanze sia dal Gallipoli che dal Crotone, rendendo
ancora più possibile qualsiasi previsione e speranza.
Ma sicuramente non fu vera gloria, non fu esaltante quella prestazione,
dalla quale bisognerà cancellare almeno tutta la prima frazione,
tantè che al rientro negli spogliatoi qualche sibilo di disapprovazione
è partito dagli spalti.
E pur vero che in quei giorni Soda ha dovuto lavorare sodo per poter
recuperare una rosa tutta febbricitante, ma alla fine, nel generale appannamento
fisico si è salvato il solo De Liguori, per quello psichico erano
tutti in affanno, con idee sbiadite, misure sballate.
Ma quella conto il Sorrento è storia oramai. Bisogna guardare avanti.
Spero che questi giorni messi a disposizione del calendario per effettuare
un minirecupero siano stati sfruttati al meglio dallo staff medico e dai
preparatori. Bisognerà essere pronti per lo sprint finale, ma soprattutto
adeguatamente preparati per i play off. Perché cè da dire
che se lobiettivo finale sarà raggiunto di primo acchito
non ci saranno dopo problemi psichici, fisici da mettere in campo. Nel
caso invece del post regular season ci sarà da tirare (alla Bossi)
fuori tutti gli attributi e quindi occorrerà essere pronti e preparati
sotto tutti gli aspetti.
E di errori, soprattutto in trasferta, bisognerà farne a meno a
partire da domenica prossima a Vasto contro il Pescara, dove bisognerà
recuperare punti importanti per la classifica, indipendentemente dai risultati
degli avversari. Ora non è tempo di guardarsi intorno, è
solo importante vincere. Il resto sarà solo competenza degli avversari
a dimostrarsi più bravi a fare punti e conservare vantaggi e distacchi.
Vorrei tornare per un attimo alla gara contro il Sorrento per unanteprima
che ha certamente lasciato il segno: lapplauso spontaneo e caloroso
venuto giù da tutti i settori dello stadio allingresso in
campo di Simonelli. La targa consegnatagli dai tifosi una ciliegina sul
momento certamente emotivamente esaltante per il protagonista insieme
a tutte le altre componenti di una stagione esaltante: nellanimo
umano la riconoscenza di questi tempi non sembra essere di casa, ma in
certi campi lamicizia e la stima diventano valori primari che il
calcio spesso esprime.
Pregi
ROSSO
FERRARI
A cura di Giuseppe
Russo
I MOTORI COME
PRODOTTO TIPICO LOCALE ESIMBOLO CULTURALE
Emilia,
la terra dei motori
Cosa accomuna
la Ferrari, la Maserati, la Lamborghini, la Pagani e la Ducati? Soprattutto
la terra ove sono sorte: lEmilia, la "terra dei motori".
Ovviamente non si tratta di una pura coincidenza ma del risultato di una
particolare cultura locale che ha potuto esprimersi a pieno in un settore
a questa congeniale. Infatti, ciò che ha permesso allEmilia
di differenziarsi dalla gran parte del resto dItalia è stata
ed è la conservazione orgogliosa della propria tradizione, basata
fortemente sulla competizione e sullingegno, la quale ha trovato
sfogo naturale nel motorismo.
La tipica azienda emiliana si caratterizza per lalta qualità
del prodotto al quale, tramite caratteristiche ben distinguibili, viene
conferita una forte identità legata a doppio filo con il territorio.
Le persone partecipanti debbono, si, possedere grandi doti di ideazione
e di realizzazione ma alla "maniera locale". In altre parole
tutto ciò che riguarda i rapporti ed i meccanismi interni ed esterni
allazienda devono essere ispirati e assistiti dalla società
e dalle imprese locali, creando un rapporto aperto e complice con il territorio.
In questo modo limpresa diventa un simbolo del territorio stesso,
non il contrario, e si crea una sana e forte economia locale. Anche quando
alcune aziende, come Ferrari e Maserati, divennero giganti del settore
mantennero i loro stabilimenti e non ne crearono altri, preservando ancora
la loro identità territoriale.
LEmilia dei motori è nata molto dopo i più grandi
costruttori mondiali dellepoca ma, non ponendosi allinterno
del medesimo, esteso, mercato, ha potuto evolversi senza troppe difficoltà.
Fino a 60 anni fa lindustria del lusso era ancora in fase di declino.
Vi era, quindi, molto spazio per nuove idee e pochissimi interessi da
parte delle grandi case costruttrici. Gli investimenti necessari erano
relativamente bassi ed erano diretti più alle persone (ingegneri,
operai specializzati ecc.), alle loro idee e capacità, piuttosto
che ai macchinari ed alle strutture.
Da non sottovalutare, inoltre, il ruolo degli allora nascenti campionati
internazionali di automobilismo, come la Formula 1, i quali erano relativamente
poco costosi per le case ma di grande impatto sul pubblico.
Simbolicamente, quando si parla di Lamborghini si pensa molto di più
a SantAgata Bolognese che a Wolfsburg, città dove ha sede
la Volkswagen, proprietaria del marchio italiano e costruttrice delle
sue auto.
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