CALCIO

Domenica arriva il Melfi al S.Colomba

Chi l’aveva detto che "tutto era compiuto"?
La vittoria contro il Pescina importantissima per due fattori: il primo quello di aver allontanato l’unica pretendente dalla vetta e anche di essersi messi in posizione "predominante" rispetto alla squadra abruzzese nell’eventualità (facendo i debiti scongiuri) di un arrivo aequo.
Quel gol di Polani in pieno recupero (una volta denominata Zona Cesarini) ha messo il sigillo sulla supremazia giallorosa.
Ma quel gol aveva messo le ali alle penne dei colleghi, ma soprattutto ai tifosi.
Calma e gesso. Dopo la partita con il Pescina rimanevano ben nove gare con un mare di punti in palio, ben 27. Dopo la trasferta del Benevento a Barcellona contro una buona squadra le gare rimangono otto, con ventiquattro punti in palio, ma sette di differenza tra le due compagini al vertice.
Non c’è da rammaricarsi più di tanto, da ritornare ad aver paura. La squadra in terra siciliana si è mossa bene, ha dimostrato che nonostante l’inferiorità numerica (per tre quarti di gara in dieci per l’espulsione di Bianciardi) c’è un’ottima condizione fisica, c’è una buona intesa tra i reparti, c’è la duttilità dei giocatori ad adattarsi alle esigenze della gara.
In terra siciliana Simonelli ha dovuto fare a meno di capitan Imbriani e Carloto, non dimenticando che sono infortunati i due Castaldo: quattro assenze che in altre squadre si sarebbero fatte sentire oltre il ragionevole ma cin quella giallorosa, seppur con grande rammarico, i sostituti ce la mettono tutta per non farli rimpiangere troppo.
Sostituti è bene sottolinearlo, che il mercoledì prima della trasferta in Sicilia si erano conquistata la semifinale di Coppa Italia pareggiando al S.Colomba contro il Sorrento sconfitto in casa all’andata.
Tornando al campionato è ovvio però che bisogna rimanere coi piedi a terra fare di ogni gara un obiettivo vincente e non calcoli matematici. Poiché sarà solo la matematica a dare il suo verdetto finale quando e come ovviamente non è dato sapere. Per la sua vicinanza o lontananza concorrono almeno due fattori: i risultati dei giallorossi e quelli degli avversari. Il resto conta poco, ma c’è la certezza comunque che la squadra detiene un apprezzabile record: quello della miglior difesa tra i professionisti del calcio.
Ora c’è da pensare al Melfi, prossimo avversario domenica al S.Colomba, ancora in corsa per un posto nei play off e quindi un avversario, così come lo dovranno essere tutti gli altri fino alla fine, da non sottovalutare. Il cammino verso la meta è lungo ancora otto domeniche, c’è da viverle tutte intensamente.

Pregi

DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

A cu ra di Tonino Micco

Di questo passosi va in C1

Dopo le belle e stupende vittorie sulla seconda e sulla terza classificata, appunto Pescina e Marcianise, i giochi sembrano davvero fatti.
Certo non bisogna illudersi anche perché mancano ancora nove giornate alla fine del campionato e tutto — in astratto- potrebbe ancora accadere.
Ma , non dobbiamo sottacere, che al momento abbiamo pur sempre nove punti di vantaggio sulla seconda oltre al vantaggio degli scontri diretti che ci vede in una posizione di preminenza in caso di arrivo in parità.
Insomma i giochi sembrano davvero fatti e la C1 non è soltanto un miraggio.
Di certo la città sta vivendo un bel momento calcistico che ci ha portati a suscitare l’interesse nazionale, sia per i punti accumulati, sia per le vittorie di fila conseguite, sia per la differenza reti, sia per i gol subiti, sia per il passaggio alle semifinali in Coppa Italia.
Di tutta questa grazia dobbiamo certamente essere grati ai fratelli Vigorito che si stanno dimostrando persone serie e di …parola; ma anche all’allenatore Simonelli -che ha sposato appieno il progetto di crescita- sia allo staff medico e atletico, ma anche a quella frange di tifosi accaniti, incalliti e " samnites".
Se tuttavia c’è un neo che non digeriamoci e ci permettiamo di sottolinearlo - è che non sopportiamo il silenzio che i tifosi della curva sud si sono imposti nei primi venti minuti di inizio di ogni gara, silenzio che di certo non sprona la squadra.
E’ vero che si è voluto essere solidali con la morte del povero Gabbo , ma sarebbe ora di finirla anche perché siamo certi che lo stesso povero Gabbo, vero e appassionato tifoso, avrebbe partecipato ai cori di incitamento vedendo che la sua squadra veleggiava al primo posto ed era in procinto di approdare in C1.
Il Benevento ha bisogno dei vostri cori fin dal primo minuto, di modo che non si perdano ben venti minuti di incitamento festoso e trascinante.
Perciò, forza ragazzi della SUD, gridiamo tutti insieme:
Alè, Forza Benevento, I sanniti siamo noi.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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