CALCIO

Una trasferta da dimenticare

Il Benevento fa harahiri a Melfi nel giorno forse più importante. Lascia i tre punti in terra di Lucania, ma soprattutto si fa distanziare dal Sorrento di quattro punti.
Una sconfitta senza attenutanti quella di domenica scorsa contro una delle squadre certamente pretendenti ad essere fuori dai paly… out.
Lontano anni luce da quel Benevento che nelle ultime gare aveva comunque messo a segno una rincorsa contro i primi in classifica riducendo al classico lumicino, un solo punto, un gap che l’aveva visto distanziato addirittura di undici punti, prima dell’avvento Simonelli.
Solo sette giorni primi sugli spalti i tifosi e tutto l’ambiente aveva gioito per il pari dei rossoneri in casa contro una delle squadre ultime in classifica. Non poco aveva sofferto il Sorrento contro il Rende mentre per i giallorossi comunque arrivava la vittoria contro l’Igea Virtus.
In pratica sembrava essere finita la rincorsa soprattutto guardando gli impegni della 25° giornata: il Benevento a Melfi e il Sorrento a Vibo Valentia. In pratica due incontri, guardando la classifica, equipollenti.
E per i giallorossi si era messa addirittura al top: passati in vantaggio con Castaldo, arrivava anche la notizia del gol della Vibonese: sorpasso e primi in classifica.
Ma poi la debacle, forse quel colpo d’aria in vetta creava qualche problema di sincronismi, di lucidità fisica e psicologica. Soprattutto in difesa e a centrocampo non si riusciva più a connettere e puntuale arrivava la sconfitta, mentre in terra calabra gli uomini di Ciuffi conquistavano i tre punti ed allungavano di nuovo il passo.
Cosa sia accaduto all’intera squadra a Melfi non è dato sapere. Quel che purtroppo è sotto gli occhi di tutti è che la debacle è stata generale e non di uno o due uomini.
I tabellini di quella gara parlano chiaro nessun giallorosso sopra la sufficienza, qualcuno accusato addirittura di aver fatto da spettatore non pagante.
Il tutto sotto gli occhi di un folto gruppo di tifosi che nonostante il decreto Amato, nonostante le difficoltà di approvvigionamento dei tagliandi di ingresso allo stadio, hanno voluto seguire la squadra. La loro delusione è stata massima.
Per fortuna il campionato è ancora lungo. Ci sono nove gare da disputare, con 27 punti in palio. Bisognerà attrezzarsi mentalmente per recuperarne il più possibile, sperando che la capolista ne perda molti di più dei quattro che in questo momento la distanziano dal Benevento.
Una impresa certamente non facile (chi l’aveva detto che era facile?) ma che deve essere affrontata con una mentalità, concentrazione, voglia di… vincere: tutte cose che a Melfi sembrano essere scappate via dopo la rete del momentaneo vantaggio.
Il calcio è purtroppo questo, l’amaro spesso è dietro l’angolo e soprattutto la gioia arriva solo quando il successo arride dopo… il fischio dell’arbritro.

Pregi

DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

A cura di Tonino Micco

Il dado è tratto

Questa frase fu lanciata dal grande Cesare, allorché varcò il fiume Rubicone per tornare a Roma e… sistemare definitivamente talune situazioni improcrastinabili.
Oggi si usa questa espressione per dire che ormai si fa sul serio e non si può tornare indietro.
Abbiamo ritenuto di scomodare il grande condottiero per significare e sottolineare che ormai non si può più sbagliare.
Certo allo stato, senza fare voli pindarici, c’è un dato di fatto incontrovertibile: il Sorrento è in affanno, mentre il Benevento è in rimonta.
Undici punti di distacco non si recuperano facilmente ed il Benevento lo ha fatto. Ormai i giochi sono aperti: pochi punti di distanza sono una sciocchezza se si fa sul serio, ma potrebbero anche essere determinanti se presi sotto gamba.
Al momento non può sbagliare il Sorrento, ma non può e né deve sbagliare il Benevento. Vincerà chi ha più forza di volontà, fame di successo, serietà di programmi, solidità di società, organico preparato ma soprattutto uno spogliatoio compatto.
Tutto ciò il Benevento sembra averlo, il Sorrento certamente no, se è vero, come è vero, che il suo presidente comincia a dimostrare di essere nervoso, dubbioso e calunnioso. Sono i classici sintomi di chi sente che sta perdendo colpi.
Non si può accusare se non si hanno le prove soprattutto se hai visto che la tua squadra in dieci partite ha perso qualcosa come 11 punti. Questo vorrà pur dire qualcosa o no?
Ed allora non ci resta che fare gli in bocca al lupo ai nostri giocatori gridando, tutti in coro e con tutto il fiato che abbiamo in corpo, Forza Benevento, il dado è tratto.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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