CALCIO
Ora
bisogna guardare al futuro
Il Benevento
ha approfittato della sosta del campionato per fare una pausa di riflessione.
Una sostanziale pausa di"lavoro" tesa al recupero psicofisico
che, voglio sperare, dia i suoi frutti sin da domenica a Gubbio.
Una pausa di"lavoro" per i giocatori tesa a recuperare comunque
nello spogliatoio quel clima iniziale, perso nel corso di un inverno,
non troppo freddo dal punto di vista climatico, caldissimo dal punto di
vista dellaria che tirava negli stanzoni del S.Colomba.
Una pausa di "lavoro" per Florimbi alla ricerca delle caratteristiche
tecniche dei giocatori per poterli utilizzare al meglio.
Una pausa di "lavoro" per gli ultimi arrivati alcuni dei quali
sembrano aver festeggiato il Natale varie volte
gustando il vino
buono!
Infine una pausa di "lavoro" per il Presidente Napolitano e
il Buda, direttore tecnico, per fare il punto della "situazione"
e soprattutto credo analizzare il passato, progettando il futuro.
Ecco a cosa è servita, vorrei tanto sperare, la sosta del campionato.
Che magari anche il buon Fucci abbia messo del suo meglio nel testare
i giocatori, che il buon "medico di famiglia" (S.Z.
non
mi va di fare troppa propaganda al mio sfortunato amico e tifoso napoletano
Sergio nel segno di Zotti) abbia rimesso a dieta energetica, ma in alcuni
casi anche
dimagrante, lintera squadra
lui mette tutti
in
linea da anni in città.
Ecco, andare ad analizzare il percorso dei giallorossi in questi ultimi
giorni sarebbe come rivoltare il coltello in una ferita al basso ventre!
Bisogna guardare al futuro e mirare magari al secondo posto, il progetto
va rispettato, le possibilità ci sono, la squadra non è
seconda a quelle che la precedono e soprattutto può battersi alla
pari anche con la prima. Provare a Cava
per credere.
Il resto dipende solo dalla volontà del gruppo di tornare a fare
gruppo, così come in quella magica sera, al S.Colomba, sotto i
riflettori di Raisat
guarda caso contro il Gubbio.
Sarà un caso ma il campionato è fatto di andata e ritorno
con le gare. Il Gubbio di domenica non è quello di ottobre, ma
comunque bisogna tentare a tornare alla vittoria.
Finchè ci sono gare ci sono punti in palio e vanno conquistati,
magari anche col coltello tra i denti, anche con qualche preoccupazione
in più per i ragazzi da mandare in campo (Rinaldini, Massaro e
Pinamonte non saranno in campo in Toscana).
Ed infine più fatti e meno parole
e per carità
anche qualche buffettino in meno!
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Di
male in peggio
Eh no, non
ci siamo proprio.
Il Benevento non cè e non va, mentre i tifosi se ne vanno.
Inutile a dirsi, il Benevento è in crisi di identità, di
gioco, di tenuta atletica, di serenità e compatezza, oltre che
di risultati.
Dei circa 27 punti in palio negli ultimi nove incontri, il Benevento ne
ha raccolto solo 8, se non andiamo errati, facendosi raggiungere e superare
da squadre che avevano un distacco abissale, mentre alle spalle già
si sente il fiatone di club prestigiosi che sicuramente nella fase finale
del campionato si faranno sentire.
Anche la antipatica e brutta vicenda Tchangai è sintomatica di
un malessere, di un nervosismo e di una mancanza di serietà di
intenti, e ciò sia da parte della Società che da parte dellatleta,
per non dire della RAI, che ha ritenuto egualmente di mandare in onda
un servizio, malgrado le diffide, inascoltate, dellatleta e dei
legali. Si vede che non contiamo proprio niente.
Di una cosa si è certi, Benevento come città non è
stata e né mai sarà razzista.
Thangai, hai sbagliato ad alzare il tiro e non puoi nasconderti dietro
la difficoltà linguistica. Ci hai chiamati razzisti, dopo il bene
che ti abbiamo voluto.
Benevento e il Sannio, e tu lo sai, ti ha sempre apprezzato e stimato!
Pensa ti ha scelto addirittura come rappresentante del Sannio ai prossimi
mondiali!
Mai nessun sannita, né a te e né agli altri tuoi amici africani,
cinesi, indiani (eppure ce ne sono tanti in giro) vi ha fatto pesare il
colore della pelle. No, Tchangai, qualsiasi cosa abbia potuto dirti il
Presidente Napolitano, dopo la tua sfortunata e sciagurata gara, non potevi
e né dovevi tacciare una intera cittadinanza di razzismo.
Molti cittadini, proprio come tali, stanno pensando seriamente di sporgere
nei tuoi confronti una bella querela per la salvaguardia del proprio blasone
e della loro dignità di gente onesta.
Dunque ritorniamo alla squadra: Poveraccio, ora cè il malcapitato
Florimbi con una squadra a pezzi.
Certo Lui non ha colpe e perciò lasciamolo lavorare in pace; non
lo costringiamo ad andarsene pure lui. E vero i tifosi si sentono
presi in giro ed hanno ragione: cè troppa gente in campo
che non sente la maglia, non corre, non si danna lanima come potrebbero
fare i giovani locali.
Non ho detto niente.
Lasciamo lavorare in pace la squadra e amen!
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