AMMINISTRATIVE NEL SANNIO

Si vota in quattro Comuni

Domenica 3 e lunedì 4 aprile, nel Sannio si vota anche per il rinnovo di quattro Consigli comunali: Castelfranco in Miscano, Durazzano, San Lorenzo Maggiore e Tocco Caudio.
Queste le liste che sono state presentate:

CASTELFRANCO IN MISCANO

Castelfranco 2005

Candidato Sindaco: Pietro Giallonardo

Consiglieri: Giovanni Pacifico, Mario Sergio Riccio, Michele Petruccelli, Aldo Enrico Mercurio, Bernarda De Girolamo, Massimo Michele Panella, Antonio Vecchiolla, Carmela Petruccelli, Sandro Pasquale Santoro, Claudio Walter La Vigna, Saverio Lucio Verrilli, Enzo Maraio

Patto per Castelfranco

Candidato Sindaco: Renato Pio Scinto

Consiglieri: Michela Alberta Del Vecchio, Miche D’Onofrio, Antonio Pasquale Martucci, Antonio Palazzo, Ercole Carmelo Paoletta, Generoso Santoro, Luigi Scinto, Filippo Troisi, Antonio Verrilli, Bruno Verrilli, Rocco Verrilli, Antonio Voccola

Per Castelfranco

Candidato Sindaco: Antonio Mastrovito

Consiglieri: Giovanna Giuradalessio, Luigi Saccone, Nicolino Scudiero, Antonio Maria Lombardi, Giuseppa Verlingieri, Lucia Gagliarde, Marisa Mazzeo, Antonietta Spina, Rosina Forgione, Nicola Mastovito

DURAZZANO

Crisci Sindaco

Candidato Sindaco: Alessandro Crisci

Consiglieri: Roberto Abbatiello, Rocco Abbatiello, Antonio Buffolino, Luca De Lucia, Biagio Di Nuzzo, Michele Claudio Di Nuzzo, Alessandro Iadevaia, Giovanni Iadevaia, Tommaso Iadevaia, Antonio Suppa, Gino Vigliotti, Maurizio Vigliotti

Durazzano libera

Candidato Sindaco: Antonio Stasi

Consiglieri: Giuseppe Belviso, Antonio D’Iglio, Giovanni Grasso, Lorenzo Lanza, Luigi Panno, Antonio Posillico, Agata Razzano, Domenico Razzano, Annamaria Zaino, Domenico Zaino, Giovanni Zaino, Vincenzo Antonio Zaino

S.LORENZO MAGGIORE

Il Sole-Concretezza e serietà

Candidato Sindaco: Carnime Meoli

Consiglieri: Emmanuele De Libero, Francesco Conti, Lorenzo Grazio D’Addona, Pasquale D’Addona, Lorenzo Di Crosta, Francesco Di Libero, Sonia Lepore, Francesco Lorenzo Mei, Carmine Meoli, Giuliana Pezzullo, Carlo Amabile Sanzari, Rossano Soreca

Un ponte verso il futuro

Candidato Sindaco: Angelo Fasulo

Consiglieri: Ilenardo Vincenzo Aldo Meoli, Assunta Antinora, Antonio Barbato, Lorenzo Bencivenga, Lorenzo Brancaccio, Pasquale D’Addona, Maria Di Libero, Pasquale Durante, Giuseppe Paolella, Bruno Pengue, Francesco Pengue, Salvatore Sauchella

TOCCO CAUDIO

Rinascita popolare per Tocco

Candidato Sindaco: Antimo Papa

Consiglieri: Franco Calvanese, Luciano Calvanese, Massimino Capasso, Antonio Coppolare, Pellegrino Coppolaro, Marcello Giulianini, Laura Lombardi, Giuseppe Maria, Genoveffa Molinara, Angelo Spitaletta, Serafino Spitaletta, Saverio Tontoli

Uniti per Tocco

Candidato Sindaco: Raffaele Concia

Consiglieri: Maria Salvatore, Domenico Molinaro, Vincenzo Ferraro, Nicola Guarino, Giuliano Calvanese, Pasquale Fucci, Casimiro Viglione, Luigi Rotondi, Francesco Possemato


SAPORI… SAPERI

A cura di Silvestro Falato

Quando s’ammazzava il maiale

Nelle campagne, quando arrivava il momento d’ammazzare il maiale, era sicuramente una festa, principalmente perché si poteva mangiare qualcosa di diverso dal solito, perché la carne normalmente utilizzata in campagna era di pollo, coniglio, anatra e altri animali da cortile, molto raramente carne di maiale, quasi mai il vitello.
Anche a casa di mio nonno si ammazzava il maiale che per tanti anni era stato di razza "cinta senese" oggi riportata sugli altari della qualità, d’ottimo sapore anche se con alta percentuale di grasso rispetto alla parte magra.
Tanto era il mio interesse che in quel giorno non andavo a scuola con molto disappunto da parte dei miei genitori. Il norcino era mio zio Pompeo che aveva appreso il mestiere da suo padre.
Bisogna rammentare che all’epoca non esistevano i congelatori ed anche i frigoriferi non erano molto diffusi, per cui alcune parti dovevano essere consumate entro breve tempo, mentre la maggior parte veniva conservata mediante salatura o altri modi di conservazione.
La festa gastronomica cominciava quindi il giorno stesso cucinando il sangue che veniva preparato con uovo, formaggio parmigiano, uvetta, pinoli e lo zio lo cuoceva utilizzando una parte grassa chiamata "collarino" che è una rete che tiene unite le budella. Devo dire che mi piaceva anche se riuscivo a mangiarne solo un poco. Anche tutti gli interiori (fegato, polmoni, cuore, lingua, milza) venivano cucinate la sera stessa della macellatura, dopo il controllo sanitario da parte del veterinario. Con ogni parte si puo’ preparare un piatto gustoso.
Finalmente, dopo un paio di giorni, la carcassa veniva sezionata e cominciava la lavorazione da parte del norcino. Si sezionavano i prosciutti, le spalle, la pancetta e le altre parti che si mettevano sotto sale. Poi si facevano le salsicce e la soprassata. Più avanti vi raccontero’ tutti i particolari e i modi di preparazione, ma ora voglio concentrare la vostra attenzione su quello che si cucinava quel giorno.
Il sugo per la pasta si faceva utilizzando esclusivamente carne del maiale, alla fine questo risultava un po’ più grasso del classico ragù di carne, ma credetemi l’utilizzo di varie parti di carne freschissime, come un pezzetto di prosciutto, uno di pettorina, qualche altro pezzo che non saprei identificare con un nome, conferivano a questo ragù un gusto veramente delizioso.
Un’altra leccornia che si preparava il giorno che si spezzava il maiale era la carne allo spiedo. Nelle case di campagna non mancava mai il camino e sul camino si mettevano gli spiedi con tutta una serie di pezzetti vari di parti magre aromatizzati e intercalati con salvia e aglio. Si mettevano appoggiati sugli alari (capifoco) e si lasciava che le carni cuocessero lentamente per tutta la mattina. Finalmente all’ora di pranzo si toglievano gli spiedi dal fuoco. I pezzetti di carne che si erano cotti stretti nello spiedo uno accanto all’altro, esternamente assumevano un colore dorato e all’interno un colore rosato di carne cotta ma ancora morbida e piena di succhi (mi sono dimenticato del sale e pepe che ovviamente devono essere aggiunti). E ora finalmente vi posso parlare del sapore, ma credetemi non trovo le parole per descriverlo. Vi dico solo che era veramente speciale. Per ottenerlo ci vuole il camino, lo spiedo, il maiale, ma più di tutto ci vuole una giornata particolare com’era quella in cui si spezzava il maiale.

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