PONTE: VERSO LE ELEZIONI

Con l’intervista al sindaco uscente Meola, pubblicata sullo scorso numero, il nostro giornale ha dato il via al dibattito politico sulla prossima scadenza elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Ponte.
Questa volta ospitiamo l’intervento di Giacomo De Angelis, ex consigliere di opposizione, il cui nome circola nel paese come uno dei probabili antagonisti dell’attuale sindaco.
Nei prossimi numeri continueremo a dare voce a tutte le posizioni, avvertendo però che non verranno mai pubblicati interventi anonimi o ingiuriosi, come quelli che ci sono già pervenuti.
Se i lettori pontesi vogliono partecipare al dibattito su queste colonne, dovranno farlo fornendo il loro nome e cognome e, soprattutto, esprimendo in modo civile le loro posizioni.

Giacomo De Angelis:
"Ma quale Svizzera!"

Diversamente dal sindaco, che ha già da qualche tempo ufficializzato la propria ricandidatura, io non sono né candidato sindaco e né candidato consigliere comunale. Sono solamente un comune cittadino che s’interessa delle vicende amministrative della comunità pontese e che, come tale, chiede gentilmente di essere ospitato sulle pagine di questo giornale. Ho letto con attenzione l’intervista del sindaco -il dottor Mario Meola- pubblicata da codesto quattordicinale lo scorso 27 febbraio. La tentazione di entrare nel merito delle dichiarazioni rese dal dottor Meola è davvero forte, ma non intendo farlo, almeno per ora, anche perché ruberebbe spazio ad altre più importanti riflessioni. In merito, comunque, mi limito solo a far osservare che -anche considerando i risultati finora conseguiti da quest’amministrazione- la Svizzera è… lontana. Infatti, in Svizzera -a cui il sindaco dice di ispirarsi nelle sue scelte amministrative- gli amministratori riservano attenzione e risorse non solo alla realizzazione delle opere d’urbanizzazione, ma soprattutto alla loro manutenzione ed al loro utilizzo da parte della comunità. Non solo, ma preminenza assoluta è riservata alla qualità della vita dei cittadini. In quella… lontana nazione, infatti, non sarebbe stato tollerato un acquedotto comunale come quello pontese che oltre ad avere delle "perdite", pari addirittura al 65% dell’acqua immessa in rete, presenta anche precarietà igienico-sanitarie. Ma veniamo a noi, ovverosia all’eventuale costituzione di un progetto politico propositivo ed anche alternativo a quello del sindaco uscente.
Contrariamente alle promesse ed alle attese, anche questo mandato amministrativo è terminato lasciando insoluti tanti problemi. Si sta avvicinando anche la prossima tornata elettorale, ma l’unico ad accorgersene sembra essere solo il sindaco che da mesi oramai è in fibrillazione pre-elettorale al punto da presenziare in ogni fase della giornata -più degli stessi progettisti e direttori dei lavori- la realizzazione d’alcune opere, quasi a volerne rimarcare od acquisire la paternità. Ad ogni modo, avrà i suoi buoni motivi per esporsi anche alle intemperie della stagione invernale pur di accostare la sua figura e presenza alle opere. Ma quali motivi, di contro, possono avere coloro che -non condividendo il lavoro ed i risultati di quest’amministrazione comunale- ancora una volta mostrano difficoltà per dar vita ad un’alternativa allo status quo -credibile per capacità, qualità ed impegno- e per proporsi come punto di riferimento per tutti gli elettori che non intendono votare questo sindaco. Eppure, a metà legislatura qualche interessante iniziativa sembrava sul punto di creare delle buone premesse per costituire un polo di riferimento in tale direzione. Una certa eccitazione c’è stata anche in occasione delle elezioni provinciali dello scorso mese di maggio, ma limitatamente ai periodi pre e post elettorali.
Dopo le elezioni, infatti, l’entusiasmo di taluni candidati e sostenitori si è piano piano affievolito fino a dissolversi. Ancora una volta, dunque, è mancata la forza o la volontà di preparare - con largo anticipo sulla scadenza elettorale- un’aggregazione di cittadini capace di esprimere una concreta ed interessante facoltà di scelta per gli elettori. Probabilmente hanno finora prevalso mai sopite diffidenze ed incomprensioni. Tutto questo, purtroppo, giova solo al sindaco, che -soprattutto per la sua professione di medico con mille e seicento assistiti continua a monopolizzare, anche nel chiuso del suo ambulatorio e senza alcun contraddittorio, l’attenzione dei "pazienti" elettori.
Concludo con un punto di domanda con cui spero di dare l’imput per eventuali idee ed iniziative. C’è ancora possibilità e volontà per allestire una controparte capace -con valide, puntuali ed incisive argomentazioni- di dare agli elettori le giuste informazioni e coinvolgerli in un progetto politico che sia davvero a servizio degli interessi generali della comunità?

Giacomo De Angelis


PIETRELCINA-PAGO VEIANO

Il pericolo corre al confine

Ancora una volta è sottoposta all’attenzione pubblica la strada statale che collega Pietrelcina con Pago Veiano.
In questi ultimi giorni si è evidenziato un altro tratto critico della strada, prima citata, proprio in prossimità del confine dei due paesi del beneventano.
Il tratto di strada, che già è stato oggetto di un mio articolo, nella scorsa estate, per via di una inefficienza messa in risalto da un temporale estivo, torna a presentare ulteriori problemi in questo inverno che non sta risparmiando pioggia, neve e gelo. Le abbondanti piogge e nevicate che stanno abbattendosi su tutta Italia, non hanno di certo risparmiato Pietrelcina e Pago Veiano e quindi la strada statale, mettendo in difficoltà numerosi automobilisti: infatti, nella curva a gomito, in prossimità dello svincolo per C/da Piane, le zanelle laterali non sono assolutamente in grado di contenere le acque piovane, che provengono dai terreni rialzati sopra la strada e dalla via stessa. Lo stesso inconveniente, verificatosi nella scorsa estate, ovviamente in condizioni metereologiche diverse, si è riproposto in questo rigido inverno con l’aggravante del ghiaccio che si crea a causa delle basse temperature.
Gli automobilisti si lamentano inoltre di un percorso stradale la cui segnaletica è inadeguata ed in certi punti quasi inesistente. La suddetta curva a gomito non è assolutamente segnalata, non esistono paletti catarifrangenti, se non in pochissimi tratti, che delimitino la strada, non esistono guardrail , considerando che il percorso nei pressi di Pago è affiancato da una scarpata piuttosto insidiosa. La cosa, forse più eclatante, è che la strada è stata rifatta circa tre anni fa ed attualmente, dal tratto che va da Piana Romana (Pietrelcina) a Pago Veiano, ed ancora oltre, dove ci sono le diramazioni per Molinara e San Marco dei Cavoti, non è presente un minimo di segnaletica orizzontale! Se percorrete tale strada non troverete nemmeno le strisce bianche che delimitano la carreggiata.
Testimonianze di persone che abitano nei pressi della curva in questione ci raccontano di numerose automobili che, negli ultimi giorni, stanno uscendo fuori strada per la patina di ghiaccio che si forma a causa delle basse temperature e dell’acqua che fuoriesce dagli appositi canali di scolo . Da inesperto della materia mi chiedo: ma se invece delle zanelle ci fossero delle vere e proprie cunette? E’ evidente che i sistemi di scolo delle acque, attualmente presenti, non sono adeguati, in quanto alla minima perturbazione atmosferica si ripresenta questo grande problema del debordare delle acque. Inoltre alla questione del contenimento delle acque si aggiunge quello della manutenzione: le zanelle sono ostruite da terriccio ed erbacce. Dunque l’acqua come potrebbe defluire senza ostacoli?
Gli automobilisti chiedono maggiore sicurezza e della strada, una manutenzione corretta degli impianti di scolo delle acque e una presenza adeguata della segnaletica, ma per adesso gli si può solo raccomandare di guidare prudentemente e di "allacciarsi le cinture"!

Italo Antonino
itantoni@tin.it


TORRECUSO

Una opportunità di crescita

Insieme per lo sviluppo dei comuni dell’area del Taburno: entra finalmente nella fase operativa il patto territoriale. I soggetti firmatari del documento programmatico d’intenti manifestano la comune volontà di costruire un processo di sviluppo locale basato sulla valorizzazione delle risorse umane, imprenditoriali, finanziarie, sociali e culturali presenti nell’area dei comuni firmatari, organizzato secondo il modello del partenariato sociale ed istituzionale, incentrato sugli strumenti della programmazione negoziata.
Il patto territoriale di cui fa parte Torrecuso nasce in un’area dove la mancanza di servizi e di infrastrutture rendono difficile ogni iniziativa. A far sperare però nella riuscita della scommessa sono le potenzialità del territorio, la collocazione della zona, il patrimonio di risorse umane, le iniziative imprenditoriali che stanno nascendo. Il patto territoriale avrà una direttrice industriale con interventi di riqualificazione delle aree dismesse di "Torrepalazzo", riorganizzazione delle aree produttive, creazione di nuove aree industriali, promozione dell’imprenditoria giovanile, formazione professionale, promozione della finanza di progetto sugli obiettivi indicati, e lungo una direttrice di sviluppo ambientale con interventi di riqualificazione delle periferie, recupero del centro storico, creazione di strutture per il tempo libero, lo sport, la cultura, tutela e difesa dell’ambiente, creazione di strutture e servizi.
I patti territoriali devono essere considerati come una manna dal cielo, in un momento di particolare crisi come quella che sta attraversando Torrecuso e tutta l’area del Taburno. Si tratta di una situazione, oggi più che mai grave, che trova le sue radici in antiche e incancrenite presupposizioni che hanno da sempre attribuito a Torrecuso un ruolo esclusivamente agricolo. In quest’ottica si spiega facilmente l’elevatissima concentrazione di addetti all’agricoltura e la mancanza di una qualsiasi previsione territoriale e strutturale diretta all’insediamento di attività imprenditoriali anche nel settore industriale.
Da queste premesse sono partiti molti sindaci che hanno sottoscritto il "patto" avendo individuato in esso uno strumento strategico di programmazione e di intervento innovativo, mirante allo sviluppo delle risorse locali largamente sottovalutate. La realtà lavorativa di Torrecuso con le sue risorse storico-culturali da una parte e col suo patrimonio ambientale e paesaggistico dall’altra, ben si presta agli obiettivi individuati dagli estensori di tale programma. La completa realizzazione prevede il raggiungimento di una serie di obiettivi e interventi che porteranno a dei risultati concreti. È previsto il potenziamento del sistema di industrializzazione, già presente nella zona "Torrepalazzo" e "Collepiano", creando altre aree omogenee di attività similari, potendo usufruire di leggi che favoriscano le imprese come la legge 83 del 1989 che è molto generosa, per il settore industria troveranno posto anche iniziative con la legge 2328 regionale oltre alla 44 più specifica e la stessa 488 da utilizzare per l’attività d’impresa.
Tra i progetti del "patto" settore agricoltura è prevista l’istituzione di un centro di ricerca per il miglioramento della viticoltura, con costituzione di una banca dati, conservazione e recupero di specie, varietà in via di estinzione, attività di risanamento. Il patrimonio vinicolo di Torrecuso, adeguatamente valorizzato, potrebbe far derivare un incremento di reddito agli agricoltori con ricadute occupazionali notevoli. Si prevede anche il potenziamento della tutela, la valorizzazione, la gestione e la fruizione dei beni culturali, con particolare riguardo agli interventi di restauro e conservazione del centro storico. Nello stesso tempo potrebbero muoversi anche iniziative, le quali, attraverso il recupero di strutture esistenti, potrebbero contribuire alla creazione di attività produttive.

Carmine Pannella

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

Home Page