CALCIO
Si
allontana lincubo dei play-out
Continua la
serie positiva dei giallorossi che nel complesso agguantano la seconda
vittoria. Sei pareggi ed una sola vittoria era il palmeres dei giallorossi
prima del ritorno al S. Colomba dopo un mese esatto contro lultima
in classifica.
Sette giorni prima i giallorossi avevano conquistato lennesimo pareggio
esterno a Chieti, avevano mosso la classifica e rimasti comunque al vertice
della zona calda dei play out.
Un pareggio con poche storie e poco calcio. Sette giorni dopo contro LAquila
ci si attendeva non già una goleada, ma soprattutto una esibizione
dal sapore di calcio. Ma nonostante i buoni propositi e soprattutto "un
coltello tra i denti" i giallorossi scendevano in campo con la paura
di perdere, lasciando negli spogliatoi schemi tattici, anche quelli più
elementari e mettendo in campo nel primo tempo, insieme agli aquilani,
una desolante prestazione. La gara dovevano farla Colletto e compagni,
ma alla fine brividi solo su due punizioni da una parte e dallaltra
con Sassanelli prima e Lotti dopo in evidenza.
Poi più nulla. Qualcosa cambiava Di Costanzo nellintervallo
buttando nella "mischia"(sic!) Imbriani al posto di un evanescente
Nocerino. Accadeva che sulle fasce il Benevento si ritrovava a giostrare
meglio, a non sbattere perpetuamente il muso contro la muraglia centrale
aquilana, prendeva respiro la manovra, anche se Luisi comunque soffriva
a centrocampo della mancanza di DAniello, nonostante lottimo
contributo di Bruno il baby di DAgostino schierato per lintera
gara da titolare.
Con il "ceppalonese" in campo anche Cutolo e Colletto trovavano
spazi per le proprie giocate e da una intesa tra i primi due nasceva lunica
rete giallorossa quella della vittoria. Cutolo servito in area cercava
di beffare Sansonetti con un "lob" risultato troppo lungo per
finire in porta, ma della misura giusta per incocciare la testa di Sergi
(attaccante chiamato per fare la torre e giocare negli ultimi venti metri
).
Palla nel sacco e i tre punti al Benevento che allunga la serie, tiene
a distanza più della metà delle squadre del girone impegolate
nella zona calda dei play out, visto che per LAquila a Benevento
sembra essersi chiuso il discorso salvezza.
E pur vero che alle vittorie e ai pareggi esterni non bisogna guardare
in bocca, come ai famosi cavalli, ma i giallorossi sono ora attesi ad
un finale di campionato che, se si eccettua la Sambenedettese, li vedrà
impegnati contro tutte le altre formazioni che si contendono la vittoria
finale o almeno un posto nei play off, a partire da domenica prossima
a Crotone.
Pregi
giuseppe.presta3@tin.it
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
Rubrica a cura
di Massimiliano Micco
DAlessandro
ha perso lautobus
La bella avventura
dei giallorossini nel torneo giovanile di Viareggio si è conclusa
quasi nel migliore dei modi.
Come ormai tutti sapete i nostri ragazzi hanno dovuto inchinarsi solo
alla supremazia della Juventus che con i suoi miliardi e i suoi appoggi
federali (ma non ne aveva bisogno) è certamente più quotata.
Del resto la formazione bianconera ha anche vinto la manifestazione.
Ordunque, onore a nostri giovani calciatori che hanno saputo rappresentare
il Sannio, onore a Spatola e Dionisio, e un grazie particolare allOn.Nardone
e allAssessore Provinciale allo sport Lamparelli, sempre sensibili
e sempre pronti a dare il loro appoggio.
Ancora una volta, purtroppo, abbiamo dovuto constatare la totale assenza
del Comune di Benevento. Il Sindaco non ci risulta che abbia neanche ringraziato,
a nome della cittadinanza, chi si è prodigato per tenere alto il
nome della nostra città.
Caro DAlessandro ancora una volta hai perso lautobus!!!
Speriamo soltanto che i tifosi e la cittadinanza tutta se lo ricordino
in campagna elettorale.
Da questo giornale un grazie ai giallorossini ed un in bocca al lupo per
il futuro di molti di questi mini campioni.
Intanto la squadra maggiore, procedendo a piccoli passi, pare si stia
avvicinando alla agognata salvezza anticipata.
Sarebbe davvero auspicabile hanno detto in coro i tifosi intervistati-
che intanto il Benevento battesse lAquila per incamerare tre punti
doro: la metà sarebbe certamente più vicina.
Ma non fantastichiamo, la via della salvezza è ancora lunga mentre
la classifica è davvero corta ed un passo falso (toccate ferro!)
potrebbe vanificare quel po di buono che finora è stato fatto.
Per il momento va bene così e forza Benevento!
VIOLENZA
NEGLI STADI
Il
calcio muore di televisione
Puntualmente,
come ogni anno, si è ripresentato il problema della violenza negli
stadi; puntualmente è ripartito il coro di condanne da parte di
società sportive, stampa e pubbliche autorità; le responsabilità
sono ricadute su tutti: alle società che non si impegnano seriamente
nellemarginazione delle frange più estremiste dei propri
tifosi, alla stampa che drammatizza gli eventi del campionato, alle autorità
che non svolgono unadeguata attività di prevenzione e repressione
della violenza.
Eppure una novità cè: per la prima volta nessuno ha
voluto parlare di "episodi isolati" in un ambiente "sano".
Tutti ammettono che il fenomeno era ampiamente prevedibile e che esso
appare ormai diffuso in tutto il mondo. Labbandono di vecchie ipocrisie
è indubbiamente positivo. Esiste tuttavia il rischio che lindignazione
si trasformi in cinico fanatismo.
Tutte le parti in causa hanno i loro bravi argomenti per respingere le
critiche: le società non possono trasformarsi in agenzie investigative
per controllare ogni tifoso violento, i giornalisti sportivi non possono
addolcire le cronache oltre un certo limite, le autorità non hanno
uomini sufficienti per controllare il territorio tutte le domeniche. Nel
frattempo si interviene con altre misure: telecamere a circuito chiuso
e frangifolla negli stadi, posti numerati, servizi dordine gestiti
dai club dei tifosi, divieto di accesso a chi sia già stato protagonista
di episodi di violenza, oltre a futuristici progetti che prevedono di
aprire lo stadio solo al pubblico della squadra di casa. A questo punto
meglio starcene tutti in poltrona davanti alla televisione. Ciò,
però, significherebbe la fine di questo sport, consegnandolo alla
TV, proprio il mezzo che ha contribuito a questo stato di cose.
Che il calcio abbia a che fare con la violenza non è una novità.
È però una violenza che mima la guerra, sublimandone la
brutalità in regole che esaltano labilità la forza
e lintelligenza di un gesto atletico. Il calcio non è puro
spettacolo, richiede partecipazione: il pubblico è parte integrante
del gioco, un gol senza lurlo della folla è privo di senso.
Se oggi il calcio rischia di essere sommerso dal tifo violento è
anche perché ha smarrito il senso dello sport, della sfida. Il
calcio muore di televisione.
Chiudere il tifoso in uno stadio elegante, non sarà diverso da
uno studio televisivo, in campo ci saranno solo i ricchi giocatori, escludendo
i meno belli e i meno bravi. Uno sport di divi calcistici tirati a lucido,
predestinati alla vittoria, che richiede solo spettatori perbene, che
non sa che farsene della partecipazione corale dei tifosi.
Carmine Pannella
PRIMAPAGINA,
EDITORIALE, CITTÀ,
PROVINCIA
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