CALCIO

Ora bisogna trestare concentrati

Dopo la pausa di campionato il Benevento regola con un sonoro 3 a 0 il Sorrento del prof.Simonelli.
Una doppietta di Evacuo ed una terza rete messa a segno da capitan Clemente chiudono la pratica contro i rossoneri napoletani, che comunque hanno giocato una buona partita.
I sorrentini con un gioco lineare, quasi scolastico velocizzando, quando hanno potuto, le triangolazioni hanno messo soggezione ai giallorossi chiusisi comunque al meglio in difesa. Spesso Cejas, La Camera e Liguori a centrocampo sono stati imprecisi nei passaggi e gli attaccanti poco serviti. Quando poi con la velocizzazione sulle fasce Pedrelli, Palermo e Ciarcià hanno inserito la quarta per gli avversari non c’è stata speranza alcuna.
Un Benevento non esaltante ma che ha sfruttato al massimo le occasioni capitate sui piedi dei giocatori, sprecando solo un paio di altre favorevoli occasioni. Splendida quella capitata a De Liguori che ha costretto il portiere avversario ad una ottima parata.
Una vittoria dei giallorossi che capita quando le avversarie arrancano. Solo l’Arezzo domenica scorsa ha incamerato l’intera posta in palio, mentre Novara e Cremonese hanno solo pareggiato, così come il Varese.
Ora tocca la trasferta di Lumezzane. Una gara difficile, da non prendere sottogamba. Un avversario ostico per tutti. Bisognerà essere presenti e concentrati al massimo per riprendere il ritmo giusto per arrivare al traguardo minimo consentito, almeno da quelle che sono le attuali possibilità dei giallorossi. Poi si sa i recuperi sono sempre possibili. Ci sono ancora ben trenta punti in palio e comunque per i play off c’è sempre da conquistare il miglior posto in classifica e poi c’è da ricordare che comunque, dopo la trasferta in Lombardia, i giallorossi sono attesi da ben due gare in casa prima con la Cremonese e poi col Pergocrema, non dimenticando che la capolista dovrà scendere anch’essa al S.Colomba.
Ma in casa giallorossa bisognerà comunque concentrarsi per questo rush finale e ritrovare serenità e grinta.

Pregi

ROSSO FERRARI
A cura di Giuseppe Russo

IL MITO LOTUS TORNA IN PISTA
A volte ritornano

È vero, mai dire mai, perché quest’anno, quasi con sorpresa, ritorna l’essenza dell’auto sportiva inglese: il Team Lotus. Storicamente una delle “bestie nere” della Ferrari, soprattutto negli anni ’60, ai tempi di Clark.
Fu Colin Chapman, l’Enzo Ferrari inglese, a fondare la Lotus (1952) ed il Team Lotus. Ingegnere, pilota ed inventore vulcanico seppe sempre dare un forte carattere innovativo alle sue auto ed al Team, molto più di Ferrari, tanto che, più di una volta, il suo successo fu osteggiato dall’introduzione di nuove norme!.
Il Team Lotus debutta nel ’58 con Hill mostrando subito grandi potenzialità ma scarsi risultati. La svolta arriva nel ‘60 con Jim Clark. Il pilota scozzese resterà legato alla casa britannica fino al ‘68 vincendo 25 GP, 33 pole position, 2 titoli mondiali (’63 e ’65) ed una 500 miglia di Indianapolis. Tuttavia l’idillio viene interrotto tragicamente il 7 aprile del ’68 quando, ad Hockenheim, durante una gara di F2, Clark impatta contro alcuni alberi ai lati del veloce tracciato e muore sul colpo. Lo stesso anno il compagno Hill vincerà il titolo F1.
Nel ’69 arriva Jochen Rindt, austriaco, che mostrò subito il suo talento. L’anno successivo Rindt vince subito 5 gare divenendo l’uomo da battere. Tuttavia, durante le prove del GP di Monza, esce di pista alla “Parabolica”, morendo. A fine campionato l’austriaco sarà comunque campione.
Dopo un anno di affanno la Lotus riconquisterà il titolo mondiale con Fittipaldi. Il pilota brasiliano abbandona, però, la Lotus nel ’73 per dissidi con Chapman. L’evento apre una profonda crisi per Lotus che, fino al ’77, correrà sempre nelle retrovie.
Nel ’78 la Lotus si riprende. Il titolo iridato è una questione tra i due piloti del Team, Andretti e Peterson. Il testa a testa s’interrompe tragicamente a Monza, di nuovo. Durante il warm-up, infatti, Peterson danneggia gravemente la vettura ed è costretto a disputare il GP con la vettura dell’anno prima. Alla partenza Peterson è molto lento. Viene superato velocemente ed alla prima variante, stretto da Hunt e Patrese, va fuori pista ferendosi gravemente. Morirà per complicazioni post-intervento. Il titolo va ad Andretti.
Nel 1982 Chapman muore (alcuni sospettano una fuga, essendo coinvolto nello scandalo “DeLorean”). A questo punto si apre un lungo periodo di crisi, illuminato solo da Senna dal ’85 al ’87. Nel 1994 il Team Lotus si riterà definitivamente dalle corse.
Ma quest’anno Lotus ritorna, seppur con la forte connotazione della malese Proton, proprietaria del marchio. Jarno Trulli e Kovalainen saranno i piloti ufficiali. La vettura, spinta dal motore Cosworth, ha già debuttato a Silverstone. Si attende il confronto diretto con gli altri teams.
Una leggenda della F1 viene quindi riesumata. È una bella iniziativa anche se, forse, solo a scopo pubblicitario. La F1 ci ha ormai abituati a simili “scatole vuote” ma si spera ugualmente che questa Lotus sia all’altezza del suo nome.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

Home Page