Gioco di squadra

Sembrava che l'imminente avvio della campagna elettorale potesse servire per ricucire finalmente gli strappi in casa pidiellina; invece a tutt'oggi -cioè a pochi giorni dalla presentazione delle liste- ancora si respira nel partito sannita del Cavaliere una forte aria da resa dei conti tra gli ex alleatini e gli ex forzisti.
A dire il vero, questa semplificazione giornalistica della divisione interna del Pdl sarebbe a nostro avviso tutta da riformulare, visto che da una parte troviamo sodali il senatore Pasquale Viespoli e i suoi caporali con il senatore Mino Izzo e la pattuglia degli ex centristi, mentre dall'altra ci sono l'on.le Nunzia De Girolamo e l'ex presidente di An Roberto Capezzone.
Anche se formalmente il contenzioso sembrerebbe nascere dalla maldigerita imposizione di una giovanissima coordinatrice provinciale iperattiva e decisionista, per nulla intimorita dai corposi curricula politici dei suoi avversari interni, realmente lo scontro politico in atto sembrerebbe riproporre proprio le antiche divergenze tra le due componenti storiche del’ex partito di Almirante e di Fini, nel quale convivevano un’anima nazionalpopolare ed una reazionaria.
Certo, oggi ci sembra difficile che sia ancora possibile operare dei distinguo politici riconducibili a battaglie di pensiero, di cui da tempo si è persa ogni traccia; oltretutto non siamo assolutamente in grado di attribuire all’una o all’altra delle fazioni in campo una precisa appartenenza ideale, visto che, gettati ormai ai rovi gli sgualciti gagliardetti giovanili, sono rimaste in piedi soltanto le personali ambizioni da soddisfare, e quelle si sa non hanno mai avuto bandiere.
Mentre andiamo in stampa, probabilmente -anche perché è inevitabile- il Pdl sannita troverà una soluzione al problema delle candidature per il Consiglio Regionale, adempirà ai formali riti della presentazione delle liste e, se non vorrà riconsegnare la Campania alla sinistra, si troverà comunque costretto a fare gioco di squadra. Staremo a vedere!

Achille Biele


IL CINGHIALE INDISCRETO
La rivoluzione digitale

Su una lapide così era inciso: stava bene, per stare meglio, qui giace.
E’ il caso del digitale terrestre. Avevamo l’analogico con le sue imperfezioni, con i suoi standard conclamati nei decenni. La rivoluzione digitale ha sconvolto non poco la pax familiare e soprattutto ad oggi fa “scervellare” non poco i digitalisti del telecomando.
Ogni giorno appaiono e scompaio canali, si ribaltano i “preferiti”, si stravolgono le ricerche con lo zapping.
Ed allora la ricerca dei canali sui televisori diventa frenetica, quello in camera da letto dà numeri pari, quello in cucina esce con quelli dispari, quello nella cameretta dei bambini non si vede.
Sì, perché alla fine c’è da fare i conti proprio coi decoder, siano essi incorporati alle tv che esterni.
Non tutti hanno la stessa valenza e portata, non tutti captano allo stesso modo le onde sparpagliate lungo le canalizzazioni dell’antenna.
E poi capita che una tv non riesce a captare segnali in una stanza e se la trasferisci nel bagno magari vede tutto e di più: c’è in definitiva da correre quotidianamente appresso ai telecomandi, appresso ai decoder, appresso ai canali. La ricerca in definitiva stanca anche questo povero animale, che stufo delle rivoluzioni, invoca pietà e la pax familiare.
Il cinghiale alle prese con lo zapping quotidiano.

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