PONTELANDOLFO
Per
un ritorno al futuro
Quando
si ha la ventura di nascere in un luogo, di viverci per molti degli
anni della propria vita, per quanto si assorbe in termini di usi,
di tradizioni e di cultura, non sempre se ne apprezzano i valori.
Solo quando il destino, per scelta o per "obbligo" ti porta
lontano, solo allora si dà il giusto valore alle proprie origini.
La lontananza, e non importa quale sia la distanza, ti porta a riflettere
con maggiore profondità. Le ansie martellano il cuore e le
speranze tambureggiano nel cervello, ma in fondo cè la
consapevolezza del ritorno.
Sono bellissimi i ritorni perché sono frutto di una vera scelta
e poi perché sembrano farti ripartire da dove lo hai lasciato
il tuo paese. La memoria prende il sopravvento su tutto: ritrovi il
tuo passato quasi integro. Rivedi i volti dei tuoi coetanei nelle
nuove generazioni: e allora li riconosci grazie alle somiglianze,
come se i fotogrammi della tua vita si siano fermati. E invece sono
i figli dei tuoi amici, dei tuoi compagni di giochi.
Ti svegli e conti gli anni che sono andati via e allora ti prende
la nostalgia; ma dietro quella malinconia pulsa forte il desiderio
di ricominciare proprio da quel futuro che attraversa il tuo sguardo
mai perso, mai vuoto.
Progettare il futuro dei nostri figli si può, facendo tesoro
degli errori passati, recuperando il proprio passato. Lo spirito critico
deve sempre esistere, va usato ed accettato sempre in modo costruttivo,
abbandonando ogni personalismo ed ogni esasperazione, lavorando per
il bene comune. Oggi, le moderne tecnologie, le comunicazioni e i
mezzi sono tali da consentire tutte le migliori opportunità.
A noi non restano che la volontà e là determinazione
per poter ripartire da se stessi.
Pontelandolfo, come tante altre comunità dellentroterra
sannita ha bisogno di rimettersi in gioco, ma non aspettando la "manna
dal cielo", semplicemente guardandosi intorno e molto più
indietro. Rivedere le proprie risorse che sono tante, raccogliersi
in un "unum sentire" e poi procedere in modo intelligente
e razionale.
Si cominci dallambiente: la silvicoltura che rilancerebbe il
legno e la sua filiera che va dal riscaldamento, alla frutta; dalla
carta, ai mobili, vista la prossima apertura dellIkea nella
zona industriale di Benevento. Per finire alla salubrità dellaria.
Poi si pensi alla pastorizia e allallevamento di animali per
lalimentazione umana: suini, bovini ed ovini che alimenterebbero
altre filiere: latte e derivati, carni genuine, insaccati, lana e
uova e così via.
La redditività di queste attività viene garantita dalla
qualità ma soprattutto dalla cooperazione e consorzialità.
Si potenzi lolivicoltura vista la qualità del nostro
olio di ortice ricorrendo anche qui alla cooperazione e alla consorzialità,
che potrebbe essere supportato dal riconoscimento della denominazione
dorigine. Concentrare le altre coltivazioni su prodotti di sicura
resa anche per gli usi che oggi se ne fanno: grano e mais. Il rilancio
delle tessiture coniugando metodologie moderne con quelle artigianali.
Ed infine le risorse come lacqua, il sole ed il vento.
Ma questa è un altra storia che vi racconteremo prossimamente.
Nicola
De Michele
LIMATOLA
Una
situazione insostenibile
Il comitato
cittadino di Limatola si è riunito nellAlbergo "Ariet",
uno dei tantissimi locali destinati ad attività turistico-ricettive
che da oltre due mesi è aperto solo per pagare le tasse, visto
che a causa della chiusura totale della strada provinciale nessuno
può venire in zona (provare per credere!).
La strada provinciale per Limatola è totalmente chiusa (notte
e giorno) per dei lavori che in tutte le altre zone vengono realizzati
rendendo compatibile il transito. Magari a senso unico. Mai una strada
può essere bloccata per un periodo così lungo. È
gravissimo poi che la riapertura doveva esserci il 15 febbraio, ma
i nostri signori, hanno candidamente dichiarato che la chiusura sarà
prorogata a data da destinarsi! Non cè infatti una dichiarazione
ufficiale della Provincia. È assurdo! Intanto il paese muore
definitivamente! Lunedì 18 febbraio il comitato è stato
ricevuto in Prefettura dove ha portato documentazione fotografica
e qualche video, ma soprattutto delle proposte per consentire alla
comunità di Limatola di riprendersi la libertà di movimento.
Forse cè ancora tempo per evitare il fallimento di decine
di aziende. Allincontro in Prefettura è stato invitato
anche il Sindaco di Limatola, che, ricordiamo, è anche consigliere
provinciale.
P.D.L.
SAN LORENZO
MAGGIORE
Un
primo importante bilancio
nella raccolta differenziata
Dopo più
di un anno di raccolta differenziata dei rifiuti, il comune di San
Lorenzo Maggiore è riuscito a realizzare, nel 2007, un risultato
molto importante. Nellambito dellAssociazione "Terre
Sannite", limpegno costante assunto a favore dellambiente
ha permesso al paese di essere favorito, in via esclusiva, dalla regione
Campania attraverso i tanto aspirati finanziamenti premio.
In un momento come questo, in cui le nostre zone sono, per lemergenza
rifiuti, al centro delle cronache non solo nazionale, ma anche internazionale,
il comune di San Lorenzo Maggiore è uno dei pochi che è
riuscito a trovare una soluzione allannoso problema dello smaltimento
della spazzatura, preservando, così, unimmagine di pulizia,
che caratterizza ormai tutte le sue strade e piazze.
Il paese, pertanto, è già sulla buona strada ad ottenere
il "certificato verde". Attestazione che potrà essere
apposta sulle etichette dei prodotti agricoli e culinari laurentini.
Si tratterebbe di una conquista molto importante, se si pensa alle
conseguenze negative che le immagini diffuse di montagne di rifiuti,
presenti un po per tutta la regione Campania, stanno avendo
sullesportazione dei nostri prodotti alimentari. Ma se tutto
ciò si è potuto ottenere è stato anche e soprattutto
alla collaborazione e alla sensibilità di tanti laurentini
che da subito si sono impegnati nella raccolta differenziata e, anche
se questo ha significato stravolgere un po le proprie abitudini,
sono stati proprio i cittadini, in primis, ad evitare che il paese
rimanesse annoverato nella lista nera dei comuni più coinvolti
dal problema della spazzatura.
Teresa
Nifo
VINI OCONE
Arriva
l"Oca bianca"
Ad aprile
2008 lazienda vinicola contese Ocone metterà in vendita
la prima annata di "Oca bianca", un vino bianco ottenuto
in prevalenza da uve Fiano, raccolte nella vendemmia 2007.
La tipologia ricade nella Indicazione Geografica Tipica Beneventano.
"Oca bianca" è il risultato della selezione di uve
provenienti da vigneti ubicati in zone collinari nelle vicinanze di
Ponte, dove questo vitigno sta dando risultati interessanti.
Si completa così la serie di vini bianchi storici della Campania
prodotti dalla azienda Ocone.