ELEZIONI POLITICHE

Bi o monopartitismo?

La nascita del Partito Democratico e del Popolo della Libertà dovrebbe, almeno secondo le intenzioni espresse dai rispettivi leader, semplificare la politica italiana e guidarci verso il bipartitismo a stelle e strisce, facendo così piazza pulita dei tanti partiti "nanetti" che troppo spesso, rivendicando spazi di "visibilità" ben maggiori della loro reale consistenza elettorale, generano l’ingovernabilità.
Però, a guardare il quadro politico che si va delineando, non ci sembra affatto che si stia andando verso la semplificazione auspicata.
Se AN e Forza Italia si sono fuse nel nuovo soggetto politico berlusconiano, la Lega Nord non rinuncia al proprio simbolo ed alle sue battaglie territoriali, mentre il partito di Casini non solo abbandona il centrodestra, ma addirittura punta a ricostruire la vecchia diccì, magari insieme a Mastella e a pezzi della disciolta Margherita.
Veltroni chiude le porte non solo alla sinistra estrema, che si ricompatta sotto il logo dell’arcobaleno, ma anche ai radicali ed ai socialisti di Boselli, che non trovando ospitalità nelle formazioni maggiori saranno comunque costretti a presentare proprie liste.
La scomparsa di Alleanza Nazionale, poi, favorirà probabilmente il rafforzarsi del partito di Storace, che briga per compattare la galassia di movimenti e partitini post-missini e che capterà i voti di quanti sono stati delusi dall’ex delfino di Almirante.
Insomma, altro che semplificazione e bipartitismo. Al momento sono almeno una decina i candidati premier. C’è il rischio concreto che nessuno di questi (Berlusconi e Veltroni compresi) possa ottenere i voti sufficienti per governare. Ed allora che cosa accadrà all’indomani del 14 aprile? Ritorneremo alle urne oppure realizzeranno un governo delle larghe intese che sa tanto di monopartitismo e di inciucio?

Achille Biele


IL CINGHIALE INDISCRETO

C’è un THOR nel nostro futuro? Pare proprio di no. Il "Total house waste recycling" (riciclaggio completo dei rifiuti domestici) frutto del parto del Cnr, e quindi un entità pubblica e non già un privato, sembra essere la panacea almeno per i piccoli centri.
Sulla carta, sui siti internet del Centro di ricerca e dell’ideatore di quel sistema, a quanto pare "distrugge i rifiuti senza differenzianziarli".
Ma ecco come lo presenta il Centro: "Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti (senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata) a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità".
Pare che i macchinari sino ad ora costruiti possono trattare 8 tonnellate di rifiuti l’ora!
Ed allora perché non interessarsi a questa nuova tecnologia? Perché continuare ad accatastare sacchetti nelle discariche?
Non è dato sapere il costo di questo macchinario, ma certamente non dovrebbe essere elevato quanto un termovalorizzatore. Ma poi si sono spesi miliardi di euro per mandare sui marciapiedi i rifiuti, non si possono spendere milioni della stessa moneta per attrezzarsi al meglio?
Ma forse il "tabù" è proprio lo sponsor del THOR? Il Cnr?
L’animale stanco, sempre pensante (a male) come Andreotti

PRIMAPAGINA, CITTÀ, PROVINCIA, SPORT

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