OSSERVATORIO
I
simboli vanno in soffitta
Lì
dove non cè riuscito il Parlamento, lì dove non
cè riuscito il mancato referendum per lo scioglimento anticipato
delle Camere, cè riuscito Veltroni col suo Pd e lintuito
berlusconiano.
La politica che conta frantuma le alleanze spurie, accorpa, lì
dove può e dove trova consensi, annessioni e va avanti.
La politica, e qui voglio ribadirlo e sottolinearlo, è "lessere"
e non "lapparire", innamorarsi di un simbolo seppur
storico è solo edonismo, egoismo, e dell"ego sum".
La politica non si fa coi simboli ma coi fatti, con le aggregazioni
di idee e progetti e non con personalismi in vetrina, con carriere secolari,
con poltrone da occupare.
Certo il simbolo raffigura "la storia", il passato, appena
appena forse il presente, ma la politica deve guardare avanti, al futuro,
operare scelte, che seppur fatte con il vichiano motto dei corsi e ricorsi,
certamente non può rimanere ancorata ad unalabarda, ad
una croce o ad una falce.
Ed allora come spiegare quella miriade ancora in "vita" di
simboli, come spiegare "la voglia di correre da soli" per
tenere alto il simbolo e nel nome del popolo sovrano.
Certamente il bene del popolo si fa riducendo le spese della politica
e la stessa esistenza in "vita" di tanti marchi (per dirla
alla Berlusconi) avrà comunque un costo elevatissimo. Quella
che oggi appare ai più una stoica resistenza alle sirene veltroniane
o berlusconiane a parer mio è solo calcolo monetario.
Sì, perché poi andando a vedere, o meglio leggere la Legge
elettorale che non è stata cambiata si rimane ancora di più
stupefatti davanti a tanta insistenza e resistenza in vita.
Per la Camera fuori da ogni coalizione occorre un buon 4% per iniziare
ad avere rappresentanza, per il Senato forse con qualche resistenza
in più a livello regionale si potrebbe anche raggiungere lipotetico
8% che permetterebbe di rientrare nel quorum per la spartizione dei
seggi assegnati.
Ed allora a conti fatti quanti di quei singoli "marchi" potranno
raggiungere simili cifre?
Chi corre da solo corre il rischio di scomparire dal quadro politico
nazionale e di certo ha capito poco del cambiamento storico in atto
(forse questa sì che è la svolta verso la seconda Repubblica)
che in definitiva va verso un bipolarismo e, forse (ma qui ci sarà
da vedere), verso un bipartitismo, a al massimo tripartitismo se lo
zoccolo dura della sinistra riuscirà a reggere limpatto
elettorale.
Non mi crogiolo a vedere lattuale quadro politico, non mi esalto
a vedere oltre la siepe dellapparire.
Mi si dirà che molti partiti hanno strutture da sostenere, impiegati
da pagare, ed è quindi difficile lepurazione. Ma credo
che ci siano modi e modi, forse anche più economici, per riciclare
apparati e magari alienare sedi ed appartamenti.
Dopo questanalisi credo sia opportuno affacciarmi per un attimo
alla Rocca dove sono in corso strategie per la nomina dei candidati
ai vertici da tutte le parti e poi a palazzo Mosti, dove la fibrillazione
giudiziaria è stata sostituita dallesistenza in vita dello
stesso Consiglio.
Alla Rocca paga lo scotto la divisione interna del PD. Nel Sannio il
partito di Veltroni è nato (e questo lho già sottolineato
altre volte) diviso. Non parto unigemellare, ma quantomeno trino, con
le minoranze a far ancora una volta da deterrente.
Ma non si era detto che allinterno si andava avanti a colpi "democratici"
e quindi di maggioranza.
E in bilico la indicazione a candidato del PD di Umberto Del Basso
De Caro (che se dovesse essere eletto raggiungerebbe la bella quota
di cinque presidenze, ma che comunque dovrebbe perdere quella "contestatissima"
dello IACP).
Nardone cerca il suo (Nista??) forte anche del consenso dei "pattisti
al Comune, ma forse tra i due contendenti sarà un terzo a godere.
Nel Centro e nel centrodestra i giochi sembrano ancora in alto mare,
anche se cè la prima indicazione per quanto riguarda lUDC.
Casini la scorsa settimana aveva licenziato per tale compito Erminia
Mazzoni. Poi ci sarà da vedere se lUdeur correrà
da sola (Grimaldi??) per non parlare dellamletico dubbio che da
circa un anno attanaglia il sen. Izzo che dovrebbe guidare la pattuglia
del PDL.
Ci sarà carne da mettere a fuoco in questi due mesi in città.
Ma la politica deve guardare oltre la burocrazia dei partiti, andare
oltre gli schematismi e guardare in faccia ad una realtà che
esige fatti e non parole, con o senza "ltd" incorpored
marchio di fabbrica.
Geppino
Presta
PENNA
GRAFFIANTE
A cura di
Antonio Micco
Benevento
in cronaca nera
Che la nostra
terra non sia più unisola felice, lo sappiamo tutti: è
tramontata da tempo ormai quella che era lisola felix di romanica
memoria. Sapevamo tutti che in Campania, il nostro Sannio era la zona
meno a rischio, la più sicura, data la sua particolare inclinazione
e destinazione rurale.
La rettitudine, lonestà, lattaccamento ai valori
della famiglia in particolare, e alla collettività più
in generale, caratterizzavano la nostra gente, forse per quel senso
forte di religiosità che ci ha sempre permeato.
Da tempo, però, le cose stanno cambiando, naturalmente in peggio,
sono precipitate, tanto che Benevento è assurta agli onori di
cronaca nera, fino a regalarci un primato
televisivo negativo.
E non ci riferiamo, almeno questa volta, alla qualità della vita
statisticamente parlando, nella quale non eccelliamo di certo e di cui
abbiamo avuto già modo di parlare nei precedenti articoli, ci
riferiamo agli episodi di cronaca nera, come a dire di fatti concreti,
veritieri, amari, ma reali.
A parte le debite eccezioni , e i vari "distinguo", la sostanza
è questa: Benevento ed il Sannio sono al centro dellattenzione
nazionale per fatti di cronaca nera o
quasi.
La televisione -che si sa è un organo di informazione immediato
e capillare, che entra in tutte le case senza bussare e senza sacrificio
alcuno- sta facendo la sua parte, inchiodando il nostro
Sannio alle sue responsabilità e al giudizio dellopinione
pubblica.
A parte gli episodi di piccola cronaca delinquenziale, quali i furti
in appartamenti, gli incendi delle autovetture in sosta nelle ore notturne,
alle vetrine, alle risse giovanili ecc., oggi si è passati a
fatti e reati ben più gravi ed
"eccellenti".
Si e cominciato a fare sul
serio e vediamoli in particolare.
Il caso UDEUR scoppiato giorni addietro, che ha visto coinvolto sia
lex Ministro che sua moglie Lonardo, unitamente ai maggiorenti
del partito del Campanile, ci ha fatto vivere periodi di
.celebrità
e pubblicità davvero inaspettati.
Tutti i giorni nelle televisioni, pubbliche o private, si parlava di
Benevento, di Ceppaloni, di San Nicola Manfredi, di Cerreto, quasi fossimo
al pari di New York, di Roma o Londra.
Ci hanno rivoltato in tutto e per tutto fino a coinvolgerci nel problema
immondizia (Montesarchio, S.Arcangelo, Pontelandolfo) che forse è
quello che è meno sentito dalle altre parti della Campania.
Limmagine della nostra terra è stata gravemente danneggiata
ed offesa. Lo stesso arresto del Sindaco di Benevento, forse ingiusta
ed inopportuna, ha completato il quadro.
Ma non è stata questa lunica vicenda negativa, essa forse
è stata quella più eclatante avendoci fatti passare per
terra di concussori, di mafiosi, di corrotti e corruttori.
Invero altri episodi, e per giunta uno dietro laltro, hanno contribuito
alla
notorietà negativa.
Ci riferiamo allomicidio dellavv. Maurizio Schiavone, massacrato
a colpi di pistola, mentre era seduto nella sua autovettura, senza possibilità
di difesa alcuna: un assassinio di vero stampo mafioso; allomicidio
di quel promesso sposo, avvenuto in territorio di Morcone, anche questo
efferato e misterioso; alle truffe organizzate alle Assicurazioni, frutti
di collaborazione tra le più diverse categorie di
operatori;
ed ancora alle truffe allIACP, a quelle dei medici e farmacisti.
Come si vede tutta roba in grande stile. Si vede che effettivamente
la mala sta prendendo piede nella nostra storia e nella nostra civiltà
contadina.
Siamo migliorando o cosa?
Naturalmente questo tipo di pubblicità e di primato non ci interessa
o meglio non ci riguarda, anche perché il Sannio è un
territorio in fin dei conti sano ed onesto.
La domanda che sorge più spontanea è allora " Perché?
Di chi la colpa?.
Noi cronisti non siamo abilitati a risposte del genere, a noi interessa
evidenziare il problema, allo scopo di scuotere le menti ottenebrate
a chi è proposto a tanto.
Potremmo solo, ipotizzare che le colpe stanno a monte e cioè
nella testa e negli esempi di corruzione e pochezza di certa "
gente".
In ogni caso le colpe sono un po anche di tutti noi, a cominciare
dal lassismo delle famiglie, dalla superficialità della scuola,
dalla lentezza della giustizia, dalla inefficienza della classe politica
dirigente - che si associa spregiudicatamente con fasce di delinquenza
al solo scopo di "avere e mantenere il potere", dalle raccomandazioni
facili (per alcuni, naturalmente), dal guadagno facile e via discorrendo.
E chiaro che il quadro particolare va visto anche in un contesto
più ampio, quale è quello nazionale, che non è
da meno, ma con la speranza che almeno alle prossime elezioni, la gente
prima di dare un voto, ci pensi non una, ma cento, anzi mille volte
sopra.
Meditate, gente, meditate.
Penna graffiante dixit.
E
SOLTANTO UNOPINIONE
A cura di
Pietro Di Lorenzo
A
quando le risposte della politica
Dalla regione
campania giungono segnali sempre più negativi. Gli assessori
e le forze politiche di appartenenza sembra che solo ora abbiano scoperto
il vero volto del governatore. Eppure hanno condiviso per anni scelte
politiche ed amministrative che hanno portato la campania in uno stato
comatoso. Per la gestione rifiuti, poi, si è davvero toccato
il fondo.
Ci ritroviamo sommersi dallimmondizia, con incredibili livelli
di inquinamento, anche da diossina e con due commissari. Ma, non è
per niente finita. È di pochi giorni la notizia che la gara per
laggiudicazione dei lavori di completamento dellinceneritore
di Acerra è andata deserta. Due grandi gruppi industriali, la
multinazionale francese "Veolia" e la lombarda "A2A",
hanno abbandonato la gara. Le motivazioni sono sempre le stesse: mancano
garanzie e sopratutto cè incertezza del quadro istituzionale.
Troppi comuni morosi e tutto il resto del quadro poco edificante che
quotidianamente consegniamo al mondo hanno fatto il resto. Una nuova
e rinnovata classe politica forse potrebbe far sperare in un futuro
migliore. A questo scopo appare goffo il tentativo del governatore della
campania di rinnovare parzialmente la giunta. Ormai la maggioranza che
lo ha eletto non esiste più, né appare possibile una ricomposizione
politica, tra inchieste giudiziarie, nuovi apparentamenti elettorali
che il rinnovo del parlamento determinerà.
Il cittadino è sempre più solo, il mondo delle imprese
vive condizioni di grave disagio tra oppressione burocratica e fiscale
con lincredibile spreco di denaro pubblico, che sembra non avere
mai fine. Qualche opera pubblica che si riesce ad intravedere in costruzione,
sembra un monumento alle cose inutili. Tanto paga sempre il cittadino.
Le risposte della politica devono partire proprio da queste emergenze,
che non sono più tollerabili. È opinione di molti che
presto si andrà a votare anche per il rinnovo del consiglio regionale
della Campania.
Noi ci auguriamo che la nuova classe dirigente di amministratori sia
veramente allaltezza di programmare e di dare così le giuste
risposte alle tante, troppe emergenze che una gestione dissennata ci
ha consegnato.
RETTORE,
TECNICI E POLITICI PER LA PRESENTAZIONE
DEL PRIMO BILANCIO SOCIALE DELLUNIVERSITÀ DEL SANNIO
Ecco
lUniversità delletica e dello sviluppo
LUniversità
del Sannio, che di recente ha proposto riflessioni sulle "Tecnologie
innovative per lapprendimento nella società della conoscenza",
e che ha sviluppato seminari e convegni inerenti i nuovi sviluppi delleducazione
multimediale, ha illustrato agli inizi di Febbraio il suo primo Bilancio
Sociale. Presso la Sala Ciardiello della Facoltà di Scienze Economiche
e Aziendali, è stato illustrato il Bilancio Sociale sulla capacità
di interazione dellAteneo sannita con la comunità locale,
nazionale e internazionale. Si tratta quindi di un documento di valore
non solo tecnico-quantitativo, ma prima di tutto culturale, visto che
rappresenta il grado di integrazione che lUniversità ha
saputo raggiungere sul territorio di riferimento.
Alla presentazione sono intervenuti il rettore Filippo Bencardino, Paolo
Ricci, supervisore scientifico del Bilancio Sociale, Giuseppe Festinese
in rappresentanza dellAssessorato regionale allUniversità,
Franco Vermiglio presidente dellassociazione GBS (Gruppo di Studio
per il Bilancio Sociale) Elio Borgonovi dellUniversità
Commerciale "Luigi Bocconi", Antonella Malinconico in rappresentanza
della Facoltà di Economia, Filippo de Rossi Preside della Facoltà
di Ingegneria, Filippo Russo in rappresentanza della Facoltà
di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali ed Ennio De Simone, preside
della Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali. Presente inoltre,
in un momento delicato per le istituzioni sannite, lassessore
comunale alla Partecipazione Italo Palumbo e lassessore provinciale
alla Cultura Giorgio Carlo Nista. Durante la presentazione del bilancio,
un tema profondo di discussione è stato quello delletica
e della cosiddetta "tecno-etica" relativa alleducazione
nella società odierna, ovvero del ruolo che lUniversità,
alla stregua di altri formatori, può svolgere allinterno
dei processi educativi dei giovani, sempre di più legati allinterazione
mediata e interattiva.
Con questo si è voluto precisare che lutilizzo delle nuove
tecnologie di comunicazione non rappresentano un vero e proprio pericolo
per le interazioni sociali quotidiane, soprattutto in un luogo di forte
aggregazione come è quello universitario; piuttosto tali nuovi
strumenti, legati a processi educativi, vanno considerati come supporto
alle attività di studio giornaliere. Un esempio notevole è
quello di realizzare appositamente per la visione su internet, dei seminari
approfonditi, tutoraggi e recuperi di lezioni accademiche. "Per
lUniversità ha dichiarato il rettore Bencardino
lagire "eticamente" è un imperativo costante:
la formazione e la trasmissione del sapere, il progresso scientifico,
linnovazione, non sono possibili se non sorretti da comportamenti
ispirati alla trasparenza e alla riproposizione di un modello per i
giovani in via di formazione e per lintera comunità".
Così come ha sottolineato Festinese: "E uniniziativa
importante che nasce presso ununiversità cosciente, dove
si attua unautonomia responsabile in relazione con il sistema
economico e con gli altri attori presenti sul territorio". "Il
nostro bilancio sociale ha concluso Bencardino- vuole essere occasione
di riflessione sulla capacità di interazione con le comunità
presenti a Benevento e provincia, oltre a quelle regionali, nazionali
ed estere. In una società che chiede sempre più trasparenza
e comunicazione diretta e chiara, lUniversità, attraverso
il suo bilancio sociale, vuole essere una sorta di libro aperto, un
luogo di confronto tra docenti, personale tecnico-amministrativo, studenti
e famiglie, nellottica di verificare insieme la validità
degli obiettivi raggiunti, che devono mirare soprattutto alle finalità
sociali che unistituzione scientifica e formativa deve sempre
avere presenti. Il bilancio sociale non è un semplice documento
di programmazione, ma uno strumento dal quale emergono i valori ai quali
si ispira lAteneo e gli obiettivi che persegue".
Antonino
Caffo
antonino.caffo@hotmail.it