CALCIO
Una
pausa
per respirare
E si continua
con Raffaele Sergio. Il Direttore sportivo prestato alla panchina dopo
la "rescissione" contrattuale tra lo Sporting e Benedetti rimarrà
sulla panchina giallorossa fino al termine del campionato. Una opportunità
per Sergio per mettersi in mostra anche come allenatore e per la Società
di "risparmiare" qualcosa sul doppio incarico conferitogli.
Quella del risparmio e del chiedere in verità mi sembrano i "famosi
buoi di Santa Caterina". Il Presidente Spatola a chiudere i cordoni
della borsa, oramai vuota da... saecula... saeculorum
amen!! Da
queste colonne non lho mai incitato a spendere, ho sempre sottolineato
che occorre oculatezza e soprattutto non farsi prendere dalla frenesia
calcistica ed abbindolare da quanti vendono fumo: e nel mondo del calcio
ce ne sono una infinità e finiscono con labbindolare anche
gente più che autoritaria e nota calcisticamente parlando. Credo
che lunico che non si lasci abbindolare sia proprio Moggi... ma
questo è tutto un altro discorso.
Ho approfittato di questo piccolo spazio anche perché domenica
cè stata la sosta del campionato, giunta dopo un pareggio
a Chieti che ancora una volta ha messo in mostra le splendide doti di
Lotti, seppur salvato dai legni.
Una pausa che è servita proprio allallenatore giallorosso
per mettere a fuoco al meglio le sue esigenze tattiche con i giocatori
a disposizione. In pratica Sergio ha optato per Molino seconda punta affiancato
da Mastrolilli o De Palma. Ma questultimo ha quasi le stesse caratteristiche
del Drago. Sarebbe bello vederlo, Molino, affianco al nuovo arrivato!
Una pausa che è servita anche a far respirare i giocatori che venivano
da una serie di situazioni non certamente brillanti: con stipendi non
pagati, contestazioni dei tifosi, risultati non certamente esaltanti.
Una pausa per rideterminare anche le ambizioni dei singoli, della squadra
e della Società. Qualche mensilità è stata pagata,
i tifosi hanno compreso il momento difficile, la Società aspetta
gli eventi, tiene conferenze stampa, incontri pseudo segreti con improbabili
acquirenti, sempre in attesa magari di Zamparini che sembra mettere moneta
dappertutto tranne che in questa città, dove però per "incurie"
varie gli si sta facendo pagare, giustamente, a caro prezzo qualche capannone
di troppo: si sa i beneventani sono navigatori, per cui necessitano di
un parco fluviale, e non certamente calciofili! Sic!
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Non
ci resta
che sperare
Il Benevento
non dà alcuna certezza: vive alla giornata o meglio al " come
viene, viene".
Questa incertezza della squadra altro non è che lo specchio dellincertezza
della Societa.
Spatola, che poi è
la Società, vive esclusivamente
di incertezze e ambiguità, tanto è vero che anche i giocatori
quando vengono intervistati- pur se celatamente, fanno riferimento
a tale nebulosità.
Non vi sono né programmi minimi, né programmi a lunga scadenza.
Qualcosa, forse, la si saprà a campionato terminato, quando cioè
bisognerà pur dire ai tifosi che fine dovrà fare la squadra.
Ma le incertezze, i dubbi, le incapacità si vedono anche nelle
Istituzioni: Il Comune di Benevento, che pur dovrebbe intervenire fattivamente
trattandosi nella squadra locale che porta il nome della città
sui vari campi dellItalia pallonara- non interviene come dovrebbe.
Che poi abbia elargito un contributo, a nulla vale, in quanto se Spatola
dovesse abbandonare il timone, chi governerebbe la navicella giallorossa?
Lo stesso dicasi per la Provincia.
Limmobilismo di questi Enti, non fa da traino neanche per la finanza
locale.
Gli imprenditori se non ricevono contratti o incarichi non si smuovono.
E il classico DO UT DES! Che, poi, tradotto significa, "fammi
lavorare e ti darò una mano".
E andata sempre così e probabilmente andrà sempre
in questo modo.
Ora però ci sono le elezioni regionali. Potrebbe essere la volta
buona anche per far scendere in campo i nostri politici. Ad intenditor
poche parole. Speriamo bene!
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