CALCIO

Una meta tutta ancora da conquistare

Un punto in due gare contro le dirette rivali. Questo il magro bottino rimediato dai giallorossi contro Arezzo e Varese.
Nella gara contro i toscani qualche svista arbitrale di troppo, ma soprattutto sottoporta mandate all’aria alcune ghiotte occasioni. Poi uno svarione a centrocampo, una disattenzione collettiva sul gol degli ospiti e la mancata rimonta al gol subito mandano all’aria quelli che dovevano essere i tre sacrosanti punti per conseguire un posto migliore tra i “quattro secondi”. A Varese parti invertite con un “mastodontico De Liguori” che mette a segno la rete del vantaggio, poi anche in questo caso uno svarione penalizza il Benevento che esce con un solo punto nel carniere dallo stadio varesino, recriminando per il pessimo stato del terreno di gioco e, ancora una volta, per alcune discusse decisioni arbitrali. Certo che almeno questo punto conquistato nell’ultima trasferta in terra “lontana” potrebbe far tornare il sorriso sulle labbra di tutti tifosi in primo luogo, e andare un po’ più sereni alla pausa di campionato.
Domenica giorno dedicato a S.Valentino tutti a riposo a guardare avanti verso una meta ancora tutta da conquistare, ancora tutta da decifrare fino alla fine. La squadra alla chiusura del mercato di gennaio è rimasta uguale, qualche partenza di giocatori relegati da mesi in tribuna può aver disturbato chi voleva altri “arrivi”, ma sul mercato c’era solo carne da macello o magari qualche osso definito pregiato ma che alla fine poteva essere l’ennesima bufala. Le squadre si fanno a luglio, si impostano nel precampionato; a gennaio si può correre magari a tappare qualche buco ma di questi tempi chi te lo dava un centrocampista “pensante”? Chi ti dava un difensore di rango? Se non a costi esorbitanti, eccessivi e fuori da ogni logica, con il rischio peraltro di spaccare lo spogliatoio.
Ora affrontiamo la pausa, mangiamoci le “chiacchiere” ma non ne facciamo un uso spropositato di quelle che fuoriescono dalle penne e dalle bocche: un obiettivo c’è da raggiungere e se non sarà quello di luglio, sarà pur sempre un obiettivo importante e perchè no vincente: non possiamo sempre perderli gli spareggi.

Pregi

ROSSO FERRARI
A cura di Giuseppe Russo

LA NUOVA MONOPOSTO DEL CAVALLINO RAMPANTE
F10: fame di vittoria

Debutta la nuova vettura di Maranello destinata alla stagione 2010 di Formula 1: la F10. La 56° vettura F1 della Scuderia Ferrari non è molto diversa esteticamente dalla F60 del 2009. La differenza più evidente è il muso rialzato per ottimizzare il flusso aerodinamico sul fondo. Tuttavia, come tutti gli appassionati ben sanno, sono i particolari invisibili a fare la vera differenza in uno sport altamente tecnologico e dai regolamenti estremamente rigidi (almeno si spera) come la F1.
L’aerodinamica è, ovviamente, curatissima. Povera di appendici ed estrattori si avvale, però, del celebre “diffusore” posteriore ideato in casa Brawn l’anno scorso, chiaramente rivisitato ed adattato alle esigenze. L’ala anteriore, sempre ampia, è stata migliorata per sopperire alla riduzione della larghezza dei pneumatici anteriori introdotta quest’anno. Anche il sistema di raffreddamento è stato rivisto a causa delle maggiori dimensioni della vettura. Dal 2010, infatti, sono aboliti i rifornimenti di carburante in gara rendendo necessario, quindi, aumentare notevolmente i serbatoi benzina e, di conseguenza, le misure della monoposto.
Per quanto riguarda il gruppo motore-trasmissione non ci sono stati sviluppi sostanziali, fatta eccezione per l’eliminazione del famigerato KERS. Tutti i teams appartenenti alla FOTA, infatti, hanno deciso di rinunciarvi nonostante fosse opzionale. Il propulsore, quindi, è di tipo “056” V8, 2398 cc, potenza superiore ai 700 CV. La trasmissione consiste sempre in un cambio longitudinale a 7 rapporti + RM di tipo semiautomatico sequenziale a controllo elettronico e differenziale autobloccante. Impianto elettrico ed elettronico della Magneti Marelli. Particolare attenzione è stata rivolta ai freni a causa dell’aumento di peso (620 kg, 15 in più di peso minimo regolamentare rispetto al 2009, oltre al carburante) ed alla eliminazione della carenatura dei cerchi ruota che ne favoriva il raffreddamento. Anche le sospensioni sono state rivisitate a causa della riduzione dell’aderenza sull’asse anteriore e della presenza del diffusore sul posteriore.
Al debutto ufficiale sul circuito di Valencia la F10 non ha tradito le attese, primeggiando nettamente sulle concorrenti dirette MercedesGP e McLaren-Mercedes. Alonso è stato il dominatore assoluto dei test in comune e Massa ha dimostrato già di essere ad altissimo livello. Altra prova della bontà del lavoro ferrarista è stata la notevole quantità di giri effettuati senza problemi. Non troppo lontano Schumacher.
Prestazioni promettenti quindi, tuttavia è necessario essere molto prudenti nelle valutazioni, sia perché si tratta dei primi test sia per veniale scaramanzia. Ipotizzando, però, che questi primi risultati siano “profeti” del futuro si può affermare che alla Ferrari sono tornati a fare sul serio, ad avere “fame” dopo che, per anni, si ci è adagiati un po’ troppo sugli allori dell’era Schumacher-Brawn-Todt.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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