
Il male minore
Il centrosinistra campano ha alfine fatto la sua scelta, candidando alla presidenza della Regione il sindaco di Salerno De Luca, al quale viene quindi affidato il compito di arginare l’avanzata pidiellina e di conservare alla si-nistra la gestione del nostro territorio regionale.
Onestamente, lo abbiamo già scritto e lo ribadiamo, non ci interessa più di tanto sapere chi tra Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca riuscirà a spuntarla il prossimo 28 marzo. Fondamentalmente entrambe le candidature sono il frutto di una mediazione politica che poco ha a che fare con il territorio campano e con le sue problematiche.
Il Sud, purtroppo, ancora non è riuscito a dare vita ad un serio movimento politico che ne rivendichi l’autonomia e che progetti la sua crescita economi-ca ed occupazionale. Dopo 150 anni di saccheggio del territorio e deportazione delle nostre migliori risorse intellettuali, non siamo più nemmeno in grado di immaginare uno scatto di orgoglio e, pertanto, non ci resta altro che continuare tirare a campare - cosa in cui invero riusciamo benissimo.
Caldoro o De Luca? Chiunque vincerà sarà sempre figlio di una visione centralista della politica. Cerchiamo almeno, come sanniti, di mandare insieme a loro sugli scranni di Santa Lucia persone che abbiano a cuore la nostra terra e che non siano solo intenzionate a partecipare al banchetto regionale. Insomma, scegliamo almeno il male minore!
Achille Biele
IL
CINGHIALE INDISCRETO
Carnevalate… elettorali
Siamo in tempo di carnevale, ma anche in clima elettorale, per cui è necessario fare qualche distinguo sulla legge elettorale regionale che pare “burlesque” (sostantivo alla page… di questi tempi..).
Essa, la legge regionale, elimina il listino ed include l’obbligo della rappresentatività al 75% per uno dei due sessi (uno su tre nel caso”Sannio”): cioè una donna e due uomini in lista o viceversa.
Ma come la mettiamo con trans (tanto cari al Pd per presa di co…noscenza) o magari gay, o lesbiche? Il trans a cui venga offerta una candidatura come si porrà in lista? Forse: “Gennaro Esposito (detto Giovanna)”? Ma così si creerebbe ovviamente confusione soprattutto nelle vecchine non “scafate” e nei giovani ancora sbarbati diciottenni alla loro prima esperienza… elettorale e non solo...
E che dire poi se la candidatura sarà offerta ad una coppia di gay? Entrambi comparirebbero al “maschile”? Non ci sarà per caso disparità allorquando poi sulla scheda andranno preferite due donne? E nel caso di due donne lesbiche? In entrambi i casi si dovrà indicare la “preponderanza” sessuale di uno/a dei componenti la coppia?
Non mi dilungo oltre, mi verrebbe un’emicrania di quelle da far girar la testa e qualcos’altro, magari in un solo… moment…
Il cinghiale stanco delle “idiozie”(comprese le sue).