CASTELPOTO
"Il
paese rischia lisolamento"
"Castelpoto
rischia lisolamento e la Provincia di Benevento non fa nulla
per evitarlo". A dichiararlo, il consigliere comunale di Castelpoto
di Fi/Pdl, Isidoro Simeone. "Non è possibile che unintera
comunità venga così trascurata e bistrattata, è
veramente assurdo. Il centrosinistra a Castelpoto viene soltanto a
prendere i voti, poi spariscono e noi restiamo con i soliti e annosi
problemi -prosegue nella sua nota il consigliere berlusconiano- Castelpoto
ha tre strade provinciali di accesso e sono tutte impraticabili. La
Provinciale Castelpoto-Foglianise-Benevento da tempo è chiusa
al traffico con unordinanza ma nei fatti veniva, abusivamente,
percorsa. Da qualche giorno, invece, è chiusa per davvero,
perché i massi caduti non consentono nemmeno il transito abusivo.
Laltra Provinciale, la Castelpoto-Benevento, via Epitaffio,
anchessa è in condizioni vergognose, con grosse buche
e caduta massi continua. Senza parlare, poi, della Provinciale che
collega Castelpoto a Montesarchio: anche questa arteria è praticamente
impercorribile".
"Basta con le prese in giro prosegue Simeone- è
giunto il momento di passare ai fatti. La giunta provinciale Nardone
addirittura con una variazione di Bilancio sottrasse fondi alla viabilità
per destinarli alle fallimentari agenzie, Cimitile in campagna elettorale
ha assunto a Castelpoto limpegno di risolvere la questione,
ma ad oggi nulla, la situazione peggiora sempre più".
Un affondo poi anche per il sindaco di Castelpoto. "È
anchegli dice il consigliere di centrodestra- responsabile.
Per difendere il suo centrosinistra sta in silenzio, non dice nulla.
Un sindaco dovrebbe innanzitutto tutelare gli interessi della collettività
amministrata e poi quelli della propria parte politica. Purtroppo
questo a Castelpoto non accade".
P.D.L.
PONTELANDOLFO
Affermare
la propria dignità di
popolo con rabbia e orgoglio
Limpegnativo
titolo di questintervento è dovuto a delle riflessioni
nascenti dal vistoso manifesto apparso negli ultimi giorni sui muri
del nostro paese a firma del Sindaco Cosimo Testa che annunciava con
grande orgoglio la possibilità offerta a tutti i concittadini
di fruire della tanto attesa linea ADSL. Già, quellacronimo
che identifica la banda larga che consente di restare attaccati al
progresso tecnologico e soprattutto di unirsi al mondo, con internet.
Ma quellaffisso che pur rivendicando il merito dellAssessore
al ramo, Addona di aver promosso ladozione dellADSL grazie
ad una compagnia telefonica locale, denuncia lennesima mancanza
di rispetto della dignità di un popolo, che come altri delle
nostre zone, ha scelto di vivere nellentroterra sannita. Ci
riferiamo alla vergognosa ed offensiva risposta della ormai ex-compagnia
telefonica di Stato, che pur essendo stata avviata alla privatizzazione,
ha conservato il privilegio degli impianti in uno al balzello, denominato
canone di abbonamento e dallalto di questa concessione, può
arrogarsi il diritto di considerare Pontelandolfo, tra i paesi "non
rientranti nei parametri di redditività della azienda".
Ritorna ladagio ormai abusato e stanchevole che le nostre zone,
classificate depresse dalle istituzioni, devono essere messe nella
condizione di sparire. Eppure la linea telefonica, al di là
dellampiezza della banda o della tecnologia sottostante, è
un pubblico servizio che un Paese civile e "democratico"
dovrebbe essere in grado di offrire a tutti e sottolineiamo, tutti
ne dovrebbero fruire, ancorché chi prima e chi dopo. Gli ultimi
governi hanno cavalcato londa dei progressi tecnologici, pronunciando
attraverso i Ministri competenti, lestensibilità di questi
servizi a tutti i territori. Per questo diventa inaccettabile la risposta
proferita da Telecom alla nostra Amministrazione in carica e ancor
più se si pensa alle pari opportunità e alle pari dignità.
Stiamo chiudendo il secondo lustro del terzo millennio e ancora si
dividono i cittadini di serie A da quelli di serie B. Di fronte a
questi oltraggiosi ed inspiegabili comportamenti è doveroso
da parte nostra riappropriarci della nostra dignità, lasciandoci
alle spalle la rabbia e con orgoglio e civiltà "disdiciamo
tutti gli abbonamenti in essere con Telecom" ed abboniamoci con
chi ci consente di mantenerci attaccati anche allultimo vagone
del treno del progresso. Oggi, del resto, con lavvento dei cellulari
e delle offerte wireless, con o senza chiavetta, con le avanzate tecnologie
voip, diventa perfettamente inutile restare attaccati alla rete analogica
obsoleta che la "innominabile" compagnia vuole riservarci,
come paesi del terzo mondo, con tutto il rispetto per quei paesi.
Un risposta di civiltà e di dignità che nellattesa
che i programmi governativi ristabiliscano pari opportunità,
andrebbe fatta. Una situazione che ha dellincredibile e diventa
oltremodo paradossale se si pensa che alcuni paesi della nostra provincia
e con abitanti notevolmente inferiori a Pontelandolfo fruiscono del
servizio già di diverso tempo. Cosa pensare allora che avranno
avuto dei Santi in Paradiso, o aver avuto la fortuna di trovarsi in
un corridoio fortunato?
E cosa dire, poi, della similitudine con il digitale terrestre che
ci vedrà compiutamente serviti nel secondo semestre di questanno?
Forse lì si utilizzano classificazioni diverse? Magia delle
comunicazioni satellitari che arrivano ovunque, con o senza pagamento,
almeno vi è pari dignità e pari opportunità,
ma soprattutto libertà di scegliere. E allora scegliamo unazione
di classe e disdiciamo tutti insieme, ne va del nostro futuro e ne
va della nostra dignità di popolo.
Nicola
De Michele
CASTELVENERE
Un
convegno sullInno
alla Carità di San Paolo
Organizzato
dallAzione Cattolica parrocchiale, si è avuto il 7 febbraio,
a Castelvenere,
un convegno incentrato sul tema "Linno alla carità
di San Paolo attualizzato da un vaticanista".
Lincontro tenutosi alle ore 19.00 nel salone dellIstituto
alberghiero, in Piazza San Barbato, è stato presieduto dal
giornalista e vaticanista del Corriere della Sera, Luigi Acattoli,
chiamato a relazionare sul tema, dopo i saluti del presidente di Azione
Cattolica parrocchiale, Miriam Di Santo.
Lincontro si colloca nellambito dell"Anno Paolino"
indetto da Papa Benedetto XVI, il quale ha dichiarato come la celebrazione
deve essere per i cristiani unoccasione per approfondire ed
assimilare linsegnamento di questo apostolo.
Luigi Acattoli, invitato ad intervenire, ha attualizzato un noto passo
biblico che San Paolo ha scritto per i Corinzi ieri e per noi cristiani
oggi .
San Paolo, dopo la conversione di Tarso, "catturato" o,
come lui stesso si è definito, "segregato" nel Vangelo
di Dio, si è fatto evangelizzatore di popoli di culture diverse
e, pellegrino tra i pellegrini, ha predicato la carità di Cristo
come sintesi di tutta la vita dei cristiani.
Nel celebre elogio alla carità (Prima lettera ai Corinzi, capitolo
13, versetti 1-13), il tono dellApostolo diventa lirico. Egli
presenta la carità cristiana diverso dallamore passionale
ed egoistico.
La carità è un amore di donazione che vuole il bene
dellaltro e spinge luomo ad uscire da se stesso. Esso
ha la sua fonte in Dio e nello Spirito e il suo modello in Cristo.
La carità, per questo, insieme alla "speranza" e
alla "fede" rappresenta una delle tre virtù teologali
che deve ispirare lagire dei cristiani, soprattutto oggi in
cui si avverte la necessità di un maggiore progresso spirituale
delluomo nel rapportarsi agli altri.
A seguito della relazione di Acattoli, ci sono state le conclusioni
del vescovo della Diocesi di TeleseCerreto Sannita-SantAgata
Dè Goti, monsignor Michele De Rosa e, per finire, i saluti
di Don Filippo Figliola che ha, tralaltro, ringraziato lAzione
Cattolica parrocchiale per loccasione offerta di crescita sotto
ogni profilo umano.
T.N.
SAN SALVATORE
TELESINO
Restaurata
lAbbazia normanna
Il restauro
dellAbbazia Normanna di San Salvatore Telesino, completato nel
2008, ha portato alla luce testimonianze di un mondo ricco di spiritualità
qual era quello dei monaci benedettini nellantichità.
Lintervento ha riguardato lintera struttura: le navate,
il transetto, labside, la cripta, i locali sotterranei, il pozzo
di SantAnselmo, il giardino e larea antistante.
La prima testimonianza dellAbbazia è una bolla dellArcivescovo
Milone sottoscritta nel 1075 da Leopoldo, abate di San Salvatore.
LAbbazia è uno dei monumenti più importanti della
Valle Telesina e si trova lungo uno dei tracciati interni della via
Latina, che collegava Teano a Benevento; è situata, inoltre,
lungo il "tragitto della fede" la via Francigena del sud,
che conduceva i pellegrini in Terra Santa, attraverso il Gargano.
Nel medioevo labbazia fu un importante nodo daggregazione
religiosa e culturale ma ebbe anche un ruolo strategico perché
controllava lintera Valle Telesina.
Nel 1098 i monaci benedettini ospitarono larcivescovo di Canterbury,
Anselmo dAosta (divenuto poi santo), la cui effige con
quella di Santa Scolastica è riconoscibile in un affresco
nellabside di destra.
NellAbbazia benedettina ogni spazio, ogni affresco, ogni cosa
cinduce al silenzio, alla meditazione; ogni spazio riflette
latmosfera del monachesimo medievale, con il tempo scandito
dal motto "ora et labora", dalla preghiera, dal canto.
Il restauro ha portato alla luce gradevoli sensazioni di pace, di
quiete, darmonia che sembravano perdute per sempre, prima dellintervento.
Il popolo di San Salvatore deve essere fiero di questo gioiello dellantichità
riportato alla luce dopo anni dabbandono e di degrado.
R.L.
AGRITURISMO
NEL SANNIO
La
Collina di Roseto
La "Collina
di Roseto" è unazienda agrituristica fondata nel
1999. Si trova a soli cinque chilometri da Benevento, nellomonima
contrada, immersa nel verde, tra vigneti e campi di frumento, in una
posizione incantevole.
Lazienda è dotata di parcheggio interno, servizi per
disabili, spazi per fumatori e inoltre offre la possibilità
di agricampeggio.
La cucina è di tipo rurale; i piatti più richiesti sono:
cicatelli al ragù, laine e ceci, pappardelle ai funghi porcini,
lasagne alla contadina e la braciola di pecora.
La pasta, i dolci, le marmellate e le conserve sono prodotti dalla
casa, come gli ortaggi, i salumi, i sottaceti, il vino (aglianico
e falanghina) e i liquori (cherry).
Le tre camere triple e le due doppie, dotate di tutti i comfort, favoriscono
una permanenza tranquilla e riposante.
Riguardo alle attività ricreative e culturali oltre a
partecipare ai lavori agricoli- è possibile usufruire della
piscina e del parco giochi per bambini.
Gli animali che popolano lazienda sono numerosi e ben curati:
i simpatici pony rappresentano lattrattiva principale.
In virtù delle peculiarità culinarie e ricreative dellagriturismo,
il giudizio complessivo è: ottimo.
La "Collina di Roseto" è dotata in gran quantità
di attrezzature e macchine per lagricoltura ed è inserita
nellelenco regionale delle fattorie didattiche della Campania.
Rosario
Longo
UNA DEVOZIONE
MOLTO DIFFUSA NEL SANNIO
Sulla
strada di Gallinaro
Sono ormai
anni che le nostre zone si arricchiscono sempre più di devoti
che si recano in pellegrinaggio a Gallinaro, luogo di preghiera, in
cui molti ritrovano la fede, ma molti altri ancora ritornano cambiati.
Caratteristica di questo luogo è una cappella, in cui, adagiato
in una culla, vi è il Bambino Gesù: mistero dellIncarnazione,
dellAmore assoluto di Dio per luomo che viene al mondo
per salvarlo.
I pellegrinaggi interessano solo le domeniche e vengono organizzati
mensilmente. Così, vari pullman partono da Pontelandolfo, Guardia
Sanframondi, Solopaca e Paupisi, guidati da persone che testimoniano
la propria conversione e invitano a pregare, il tutto in unatmosfera
di amicizia e di condivisione.
Non tutte le persone che vanno credono, ma non possono non rimanere
colpiti dalla meravigliosità del Bambino, immerso in veli di
tulle bianchi e da tutta la sua espressività: gli occhi grandi
sembrano penetrarti nel profondo ed è evidente tutta la dolcezza
e linnocenza di un bambino che chiede e vuole semplicemente
amore. Davanti alla culla di Gallinaro si va per pregare, per chiedere
delle grazie, ma spesso si rimane in silenzio, senza nemmeno pensare.
Molti si commuovono e piangono, senza nemmeno capire.
Latmosfera che si respira è quella tipica del Natale:
Gesù viene al mondo ogni giorno e viene a nascere nel cuore
di ciascuno. Ogni uomo che va a Gallinaro può immedesimarsi
nella gente semplice, rappresentata dai pastori che per primi accorsero
ad adorare il Cristo o nei Re Magi, ma con lunico dono del proprio
cuore e nulla più.
A Gallinaro, inoltre, come in altri luoghi sacri, si ricevono guarigioni
fisiche, ma il miracolo più grande è la gioia inspiegabile
che si riceve nel cuore, la sensazione che Dio ci ama e non ci abbandona
mai, ma ci incoraggia a non avere paura, perché solo Lui basta.
Si ha la percezione che le preoccupazioni e le ansie della quotidianità
spariscano dun tratto. Ed è proprio così: nel
percorso verso la cappella ci si sente liberi, lontani da tutto ciò
che ci distrae da Dio e che non conta. E queste sensazioni non sempre
vanno via quando si ritorna alla propria realtà, rendendo più
facile sormontare le difficoltà della vita.
Tuttavia, come è testimoniato dalle guide dei pellegrinaggi,
non si va a Gallinaro per puro caso, ma cè una chiamata
da Dio, un invito che prima o poi arriva per tutti.
Teresa
Nifo