OSSERVATORIO
Basta
con la sete di poltrone
Condivido
in gran parte quanto ha scritto Claudio Martelli nel suo più
famoso "Osservatorio" su Oggi n.5 a proposito di politica,giudici
società:tutta lItalia è in crisi nera, dove si "
mescolano i rottami di un passato che non passa e gli ingombri di un
presente inconsistente.Non funziona la grande novità del bipolarismo
coatto, fazioso e trasformistico.Non funziona il sopravvivere ricattando
di decine di partitini.Non funziona un sindacato che scopre che abbiamo
i salari più bassi e le tasse più alte solo dopo che hanno
parlato il Governatore di Bakitalia e il presidente della Repubblica"
E mi fermo qui, anche se lex Ministro della Giustizia della prima
Repubblica si sofferma anche sulla "Vicenda vaticano" e sulla
monnezza di Napoli.
A me sono bastate quelle sottolineature, unanalisi precisa fatta
di poche frasi, ma che alla fine compendiano un quadro sicuramente da
"fondo del barile" di una Italia che in pratica non riesce
a cambiare pelo, non riesce a riconquistare i veri valori della vita,
sia essa cristiana, ma soprattutto etica: siamo destinati comunque ad
una "fine" percorriamo questa strada cercando alla "Foscolo"
di lasciare qualcosa alla Storia.
Lo spaccato di quellOsservatorio lo posso riportare pari pari
nelle nostre contrade, nelle nostre strade, nei nostri palazzi di città,
dove vagano cariatidi, dove il presente viene vissuto solo con legoismo,
dove il trasformismo sembra "a la page" dove solo il "ricatto"
(lo scrive Martelli) permette la sopravvivenza politica.
Non entro ovviamente più nelle vicende giudiziarie di casa nostra,
non mi esalto ai distinguo seppur ritardati di partiti e politici scesi
in campo solo per facciata e non già per sentimento.
Resta lamaro in bocca per le vicende che coinvolgono comunque
le "Istituzioni" che non avendo animo si animano solo perché
a renderle vive sono gli uomini e pertanto dovrebbero essere governate,oltre
e meglio di quello che si diceva e scriveva una volta "la conduzione
del del buon padre di famiglia."
Ed allora dopo queste discettazioni generali come posso fare ad ingoiare
i "desiderata" dei pattisti, come quella sete di "visibilità"
camuffata da sete di poltrone, di ondivaghi in cerca di "luce"
senza una guida un indirizzo comune.
Non me ne voglia il portavoce di quei dieci (sembra più che una
raccolta policroma di consiglieri comunali, una Commissione dinchiesta
parlamentare), Giovanni Zarro, lui cresciuto nelle segreterie della
DC, lui che ha assaporato visibilità ministeriali, non può
ubriacarsi per un posto al sole o magari solo per far dispetto alla
"moglie" politica (Mario Pepe??????).
Scendere così in basso, raccattare in nome (sic) e per conto
di altri, posti di potere senza poi avere alle spalle una formazione
politica sarà dura allestire una lista, e ricevere voti, soprattutto
poi alla luce di quanto andate chiedendo al Sindaco Fausto Pepe. Non
è al momento uno spot pubblicitario vincente!
E credo che forse avesse ragione lex Ministro della Giustizia
della seconda Repubblica, quando alla vigilia del Natale prospettava
anche possibili defaillance a Palazzo Mosti e intravedeva scenari elettorali:
tutti a casa gridava in un film lAlbertone nazionale.
E se fosse così come la metteranno i nostri dieci? E pur
vero che laggregazione del PD era ed è solo una operazione
di facciata (San Pasquale sembra un gioiello a confronto
con damigelle
a far da infermiere!!!!) e a molti non è andata giù.
Ma non credo che il Comitato di Quartiere della zona Alta (tanto per
intenderci anche la mia) possa assurgere a partito politico, o magari
mettere su una lista elettorale: on.le Zarro non dimentichi la gloriosa
formazione degli anni settanta dellAsso di bastoni!
Non si è riusciti a comprendere che la politica deve fare un
passo indietro, che deve guardare ai bisogni della gente e non già
alla poltrona di assessore o di un vertice aziendale.
Fausto Pepe nella conferenza stampa tenuta il sabato successivo alla
decadenza dei domiciliari, ebbe a sottolineare lesigenza di cambiare
strada, non già "navigatore" essendo il patto elettorale
la strada maestra da perseguire, nellambito del centrosinistra,
ma dando una "scossa amministrativa".
Ed allora se si vuole veramente, scrivo ora delle utopie, ma sono sempre
"belle da rinnovare", bene a questa città svestitevi
(in senso metaforico, ovviamente) dei panni degli "elemosinanti",
rimboccatevi le maniche, scendete in città e date agli amministratori,
comunque vostri amici, gli input necessari per un vivere meglio il quotidiano,
offrire migliori servizi pubblici, indicare gli spazi per risparmiare
sulle spese pubbliche ed indirizzarle a quelle sociali, segnalare anche
una buca in una strada, o magari una frana in centro città o
un lampione spento.
E già che ci siamo, on.le Zarro, se proprio ci tiene a far sentire
la sua voce in alto (non nei cieli
ma magari sullo scanno più
alto del Comune e forse allassessore Boccalone) chieda con forza
quellattuazione dellordine del giorno del Consiglio sullIci,
si batta per la sua riduzione, per un bilancio più equo e sociale.
Lei che è, se ben ricordo, presidente della Commissione consiliare
Finanze e Bilancio alla fine potrebbe dare molto, ma molto di più
a questa città partendo proprio da quei suoi nove amici di coordinamento.
Faccia parlare e scrivere la stampa di questo e non di poltrone ed allora
sì che potrei annoverarli tra gli amministratori di questa città.
Ovviamente con la stima personale che sempre ha contraddistinto il nostro
andare per queste contrade.
Geppino
Presta
E
SOLTANTO UNOPINIONE
A cura di
Pietro Di Lorenzo
La
"questione morale"
e il sistema dei partiti
Ne è
passata di acqua sotto i ponti. I ricordi sono ancora netti e chiari,
la "questione morale", rappresentava una vera e propria parte
fondante del discorso politico della sinistra e del partito comunista.
I discorsi di Ingrao, Berlinguer, ed a seguire dei loro rappresentanti
nelle nostre terre, tra cui anche lo stesso presidente della regione
campania, sono, di una stridente attualità. Con una differenza
più che sostanziale sugli interlocutori. La nostra regione è
quanto mai sommersa di rifiuti ed altre gravi patologie politiche, ma
principalmente deve fare i conti con una "questione morale"
che rischia di compromettere definitivamente il nostro rapporto con
le istituzioni.
Tra laltro, cosa aspettarsi da partiti che sono in gran parte
piegati su personalismi e impegnati ad alimentare sterili polemiche
sulle solite dichiarazioni del politico di turno? Gli organismi dei
partiti, dovrebbero invece essere i veri centri motore dellazione
politica, impegnati a discutere ed elaborare proposte sulle vere questioni
dello sviluppo e della sostenibilità ambientale. Dalle intercettazioni
e dalle indagini della magistratura viene invece fuori un quadro desolante!
Non già i partiti, ma i singoli uomini agiscono come vere e proprie
agenzie di collocamento, piazzando nei posti di potere i propri familiari
e poi conducendo una rigorosa azione per sistemare i loro protetti nei
vari incarichi. A niente serve il curriculum, lo studio, la preparazione,
basta avere qualcuno che ti raccomanda e tutto si può ottenere.
Ho bisogno di un medico, di un avvocato, di un commercialista, di un
ingegnere, architetto, geologo. Tutte le richieste sono lecite. Basta
però mettere vicino al nome lappartenenza politica a questo
o quel partito. Questo è la cosa importante: il partito. Ovviamente
in campania la situazione è ancor di più esplosiva e preoccupante,
anche perché, il malcelato intreccio tra malapolitica e criminalità,
ha generato lattuale degenerazione sociale, che al momento appare
senza via duscita. Le recentissime dichiarazioni del procuratore
di Napoli dr. Lepore e della Direzione Nazionale Antimafia, che, senza
troppi giri di parole hanno parlato di grossi coinvolgimenti dei politici
con la delinquenza, fanno apparire il futuro ancor di più incerto.
Per finire si può affermare che i partiti hanno completamente
fallito la loro azione, ma gli uomini politici che hanno causato tutto
questo disastro continuano ad essere ancor di più legati alla
poltrona. Sembrano inamovibili! Ci salverà la Magistratura? Io
penso che qualcosa di positivo succederà e forse già sta
accadendo. I cittadini devono essere uniti e pronti ad interpretare
correttamente questa opportunità e contribuire così alla
crescita di una nuova classe dirigente.
PROCEDONO
I LAVORI PER LINGRESSO DEL CAPOLUOGO
SANNITA NEL CIRCUITO INTERNAZIONALE DELLE CITTÀ DARTE
"Italia
Longobardorum",
Benevento si avvicina allUnesco
E
iniziato a fine Gennaio a Brescia, il lavoro del gruppo sannita incaricato
di produrre un documento organizzativo del Piano Gestione "Italia
Longobardorum: centri di potere e di culto", al quale partecipa
anche la città di Benevento con il complesso di Santa Sofia.
Il lavoro dei delegati rientra nel più ampio progetto di candidatura,
che sarà presentato al Governo Italiano, della città di
Benevento al Patrimonio Mondiale dellUnesco. Il gruppo di lavoro
del comune sannita è composto da Rino Vitelli, Dirigente del
Settore Cultura e Turismo, Pasquale Palmieri, funzionario del Settore
Urbanistica del Comune e Angela Ferroni, responsabile dellUfficio
Lista Unesco del Ministero.
La delegazione presente a Brescia ha presentato la documentazione necessaria
richiesta dallUnesco per certificare le bellezze e le attrazioni
delle singole città, oltre al materiale preparato per la presentazione
alla Borsa Internazionale del Turismo che si terrà a Milano dal
21 al 24 Febbraio. Lo stesso Assessore Del Vecchio ha sottolineato come
la presentazione a Brescia, di tutto il materiale richiesto, rappresenti
la fase principale per la città di Benevento nel percorso di
candidatura Unesco: "Nel complesso iter della candidatura
ha sottolineato lassessore quella di Brescia costituisce
una tappa fondamentale, rappresentando il momento conclusivo di un lungo
e articolato lavoro durato diversi mesi, cui la nostra Amministrazione
comunale ha offerto un contributo significativo in termine di idee e
di risorse umane e finanziarie. Questo impegno dimostra che in tutti
vi è la consapevolezza che stiamo costruendo un pezzo fondamentale
del futuro della città di Benevento".
La trasferta bresciana rappresenta la seconda "uscita" dei
delegati sanniti a lavoro per la città. Già agli inizi
del 2008 infatti il sindaco Pepe presso il Ministero per i Beni e le
Attività Culturali aveva sottoscritto lintesa istituzionale
per lattuazione del suddetto Piano di gestione. Il sindaco, presente
unitamente ai delegati delle altre città candidate, Brescia,
Cividale del Friuli (Ud), Castelseprio Gornate Olona (VA), Spoleto
(Pg), Campello del Clitunno (Pg) e Monte SantAngelo (Fg), aveva
espresso il suo parere circa limportanza della collaborazione
dei diversi soggetti cittadini nella ri-costruzione di unimmagine
sociale ed economica migliore di tutto il Sannio: "Benevento
ha spiegato il sindaco Pepe - partecipa a questo progetto mettendo in
campo uno dei pezzi più pregiati della propria collezione darte,
la meravigliosa chiesa di Santa Sofia, la testimonianza architettonica
più spettacolare del periodo longobardo. La candidatura, e dunque
tutte le azioni sinergiche che essa prevede, deve prima di ogni altra
cosa stimolare i cittadini di Benevento a lavorare e curare lambiente
nel quale vivono e che condividono con le bellezze storiche che molti
ci invidiano. E questo aspetto di reciproco impegno che più
di ogni altro ci ha affascinato nel lavoro di stesura di un piano di
gestione di questi tesori. E affascinante infatti unire le competenze
degli enti locali con la passione che i sanniti nutrono per la propria
città e storia".
Tra le prime azioni previste dal Piano vi è la creazione di un
sito web di presentazione di tutte le città che formano la rete
di siti longobardi, e lavvio di una collana editoriale per la
promozione culturale dei siti stessi con guide, pubblicazioni scientifiche
e divulgative. Presente inoltre a Roma il Presidente della Provincia
Nardone che, oltre ad esprimere la sua gratitudine al Ministro per i
Beni Culturali Rutelli per aver mostrato interesse alla storia e alle
tradizioni di città ancora poco valorizzate a livello nazionale,
ha auspicato che con la probabile entrata della Città di Benevento
allinterno del circuito internazionale de patrimonio Unesco, tutto
il Sannio possa trovare una dovuta e meritata collocazione nel panorama
mondiale delle terre di arte e di cultura.
Antonino
Caffo
antonino.caffo@hotmail.it