CALCIO

I giallorossi penalizzati dalla sosta

Parlare del Benevento in questi giorni pare un assurdo. Le cronache calcistiche hanno lasciato spazio alle tremende vicende catanesi. Ma allargherei lo sguardo su tutta l’Italia.
I giallorossi con la vittoria dell’altra domenica al Santa Colomba nel derby contro il Marcianise hanno messo in mostra una buona condizione atletica, una buona visione d’insieme nel costruire il gioco, ed una buona conoscenza degli uomini a sua disposizione dal parte del prof. Simonelli che quel titolo sembra comunque meritare.
Una vittoria non roboante anche perché qualcuno (Polani) aveva molta fame e se n’è mangiato qualcuna di troppo di occasioni, rigore a parte.
Ma alla fine c’è, come sempre, anche da valutare l’avversario che c’era di fronte.
La squadra poi ha dovuto fare presto ritorno da Vibo per i noti fatti di Catania e il blocco del campionato alla fine, credo, potrebbe aver un effetto negativo proprio sul Benevento, squadra in ascesa, mentre Monopoli e soprattutto Sorrento in queste settimane non se la passano affatto bene.
Ecco, forse quella morte assurda potrebbe aver danneggiato anche Imbriani e compagni. Ma questo è il meno di fronte ad un agente morto, ad un centinaio di feriti, ad una vera e propria guerra di quartiere, quasi una "intifada" come ha sottolineato il Procuratore capo di Catania.
Non si va ad una partita di calcio come se si andasse in guerra. Perché migliaia di tifosi assistono gioiosi e festanti, frammischiandosi ad una gara internazionale di rugby (Italia-Francia) senza colpo ferire, sfottendosi, ma non picchiandosi? Dove le forze dell’ordine sono in bell’ordine a fare tappezzeria.
Perchè ciò non è possibile in uno stadio di calcio? Scusate il Flaminio non è uno stadio?
Ed allora più che armare Polizia e carabinieri, disarmiamo gli stadi, lasciamoli ai tifosi e forse allora non ci sarà "guerra" perché non ci sarà il "nemico in divisa".
Ed è purtroppo questo ancora oggi il… calcio!

Pregi

DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

A cura di Tonino Micco

Di calcio si muore

Mentre stavamo per scrivere il consueto articolo quattordicinale per tessere le lodi della nostra squadra di calcio che sembra lanciata verso traguardi ambiziosi ed entusiasmanti, abbiamo appreso della guerriglia scatenatasi in quel di Catania, durante il derby siculo con il Palermo.
Come tutti sappiamo e abbiamo visto in TV, c’è stata un vera e propria guerriglia tra lo Stato e l’Antistato, tra le forze dell’Ordine e quelle del Disordine.
Alla fine c’è scappato il morto e speriamo che non ve ne siano altri. I feriti, a centinaia.
E tutto questo perché?
Per il pallone: Ma fateci il piacere. Così proprio non va. Non si può morire a 37 anni per il pallone.
La cosa più impressionante è stato vedere che la lotta non è avvenuta tra tifoserie opposte (per fortuna sventata) ma tra delinquenti e forze di Polizia. Evidentemente i teppisti vogliono veramente colpire lo Stato, come a voler significare o dimostrare un malcontento, una sfiducia nei confronti di coloro che siedono al Governo.
Non è, a nostro parere, più una questione di pallone o di tifo, le radici stanno altrove ed è su questo punto che chi di dovere dovrà interrogarsi e intervenire.
Certamente la situazione è grave e bene ha fatto la Federazione Gioco Calcio a fermare tutti i campionati.
Non si può continuare a far vedere come se niente fosse stato, bisogna intervenire energicamente per frenare tale scempio, isolare i facinorosi, colpire i responsabili, siano essi mandanti od esecutori.
Fa male parlare di episodi del genere, avremmo preferito parlare di sport, di calcio, ma credeteci siamo schifati e avviliti.
A nome personale nonchè di tutta la nostra redazione va un cordoglio alla famiglia dell’ispettore ucciso, ma anche un monito alle Autorità: non abbasssate la guardia! I tifosi, quelli veri, vogliono ed amano il gioco del calcio e vorrebbero andare allo stadio con i figli, i nipotini, le consorti e non con le mazze di ferro, le bombe carte, i coltelli e le catene.
Lo Stato se c’è, deve intervenire e subito.
Ad intenditor poche parole.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

Home Page