CALCIO

Il Benevento non fa più tremare il mondo

Della bella squadra di metà campionato ora c’è solo il bel ricordo.
Forse il detto "stavamo meglio quando stavamo peggio" va a pennello per la squadra che fino a novembre aveva i giocatori contati.
Un undici che si ritrovava quasi a memoria, che aveva stupito tutti proprio per aver in brevissimo tempo assimilato la lezione di Gavetta.
Poi a poco a poco è arrivato il buoio nero del S. Colomba ed ora anche quello delle trasferte. Nelle ultime sei gare i giallorossi hanno rimediato ben quattro sconfitte con le ultime due che lasciano comunque qualche recriminazione.
Certamente a Reggio Emilia, contro una pretendente ci si attendeva qualcosa in più almeno nel risultato. La prestazione della squadra è stata discreta, la rete degli emiliani dovuta ad una disattenzione difensiva e forse viziata.
Ma le batterie degli avanti giallorossi, rinforzate negli ultimi tempi dagli arrivi di Imbriani e Gallacci, senza nessuna partenza, sembrano bagnate, centrocampo e difesa certamente non all’altezza dei tempi in cui la squadra viaggiava in testa alla classifica.
Solo due righe sulla gara "indecente" disputata dai giallorossi contro il Gualdo al S.Colomba. In evidenza la presunzione dell’allenatore, la mancata conoscenza fino in fondo dell’avversario, che aveva nell’attacco la sua unica e vincente arma, e di non aver saputo o voluto in corso d’opera tirare fuori Imbriani o Massaro, continuare a tenere al centro dell’attacco Desole e a non dare copertura ad una difesa infoltendo il centrocampo: un 4 - 2 - 4 nato negli spogliatoi e morto subito dopo la prima rete avversaria. Certo il gol di Imbriani aveva mandato in bambola tutti.
A questo punto qualche considerazione va fatta soprattutto sulle operazioni di mercato e sull’impiego di qualche giocatore. Certamente Thangai, un bravissimo atleta, genorissimo uomo, è un centrale e non un laterale. Fa comodo in alternativa a Cagnale e Tangorra, ma sulla fascia andava preso qualcun altro, in alternativa a Maury. Invece è arrivato Guastalvino! A centrocampo Rinaldini, giocatore aspirante alla serie B, oggi pare un pesce fuor d’acqua in attesa di tempi migliori (addà passà a nuttata!). E qui poi Chiaretto viene defilato sulla fascia, ruolo che certamente non predilige.
Massaro e Imbriani sono fotocopie, mentre all’attacco con Belmonte, Pinamonte e Girardi è arrivato Gallaccio.
Non voglio dare la colpa agli ultimi due arrivati in casa giallorossa che alla fine potrebbero dimostrarsi i "salvatori della patria". Ma credo che qualcosa a livello squadra, spogliatoio, sia accaduta da novembre ad oggi e la qualcosa ha finito con il danneggiare solo e semplicemente un assetto tecnico-tattico trovato con tanta facilità e tanta felicità per tutto l’ambiente.
Speriamo che da domenica sia un’altra realtà.

Pregi


DENTRO E FUORI IL S:COLOMBA

A cura di Tonino Micco

Il momento no

Dopo la prima parte del torneo nel quale il Benevento sembrava il Real Madrid -nessuna sconfitta esterna, solo qualche rimediabile intoppo interno, sempre al primo posto in alternanza con il Sansovino- è arrivato il momento no.
Nel girone d’andata sembrava un torneo fantastico e comunque sempre vivo; i tifosi gongolavano, quasi non credevano ai loro occhi. Sembrava un miracolo vivente.
Invero da un manipolo di quasi brocchi, senza adeguata preparazione estiva, senza un nome altisonante, fatta qualche debita eccezione, venivano risultati positivi a ripetizione. Poi d’improvviso il crollo.
Noi non sappiamo e non abbiamo la bacchetta magica per capire le cause di tanta involuzione. Di certo non pensiamo che sia ancora addebitabile ad una mancanza di preparazione, di scarsa intesa tra i vari giocatori, e quindi di amalgama tra i vari reparti, anche perché la squadra gioca assieme da oltre cinque mesi.
No, la ragione starà altrove. Forse nell’appagamento, forse nella mancanza di… bacchetta, forse per una sbagliata mentalità nell’affrontare le partite.
Di certo i tifosi sugli spalti del Santa Colomba sono esterrefatti, non credono ai loro occhi. Non riescono a digerire sconfitte casalinghe così pesanti ed umilianti.
Ed allora è il momento di reagire, di darci tutti una svolta, tirare fuori gli attributi e non essere convinti di essere dei brocchi in eterno.
Il campionato è lungo, la possibilità di rifarsi è ancora tanta, basta crederci e non mollare.
Certo anche mister Gabetta ci sta mettendo del suo… La tifoseria si sta allontanando…
Solo la dirigenza al momento sembra non avere colpe, ma tuttavia deve stare all’erta e convincere i giocatori che in fondo anche per loro stessi è una buona occasione per rimanere nel calcio che conta.
Forza Benevento: siamo Sanniti o no?

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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