PONTE: UN CARNEVALE
IN TONO MINORE QUESTANNO, MA
Meola
promette: "Nel 2003 lo rilanceremo alla grande"
Carnevale
in tono minore questanno a Ponte, un paese che vanta una lunga
e sempre ben riuscita tradizione di sfilate di carri allegorici, che
venivano allestiti con cura meticolosa dai rappresentanti dei vari
quartieri e contrade, richiamando migliaia di visitatori in voglia
di trascorrere qualche ora di allegria e trasgressione.
Da qualche anno, però, quella sana competizione tra i quartieri,
che vedeva impegnati soprattutto gli adulti, è andata mano
mano scemando e lorganizzazione dei carri è proseguita
solo grazie allentusiasmo ed alla buona volontà dei giovani
che, sebbene sostenuti dalla Pro Loco e dal Comune, ben poco potevano
investire economicamente per riportare il Carnevale Pontese ai fasti
degli anni precedenti.
Questanno, poi, sembra essere venuto meno anche questo stimolo
giovanile, se come sembra non si riuscirà nemmeno a far sfilare
un solo carro.
Profondamente dispiaciuti per le incertezze che gravano su questa
tradizionale forma di aggregazione, abbiamo chiesto al Sindaco di
Ponte, Mario Meola, cosa può fare il Comune per impedire la
definitiva scomparsa del Carnevale.
"Questanno ci ha detto- purtroppo si è
arrivati troppo tardi per ipotizzare soluzioni di rilancio della manifestazione.
Però, è mia ferma intenzione ridare al Carnevale Pontese
il suo giusto ruolo nellambito delle manifestazioni più
importanti della provincia."
E come?
"A partire dalla prossima edizione il Comune e la Pro Loco devono
ritornare a coinvolgere maggiormente gli adulti e tutti i cittadini
dei vari quartieri, magari istituendo un premio per il miglior carro
che, come accade per il Palio di Siena, dopo tre vittorie venga definitivamente
attribuito al quartiere che ha presentato il miglior allestimento
carnascialesco. Ciò, oltre ad appagare il giusto senso di competitività
tra quartieri e contrade, servirà da stimolo per produrre carri
sempre più belli".
E per il sostegno economico?
"Il Comune farà la sua parte. Ma sono certo che, se riusciremo
ad organizzare una manifestazione in grado di far tornare nel paese
migliaia di visitatori, non mancheranno incassi per gli organizzatori
degli stand gastronomici, né il contributo delle aziende locali".
Ma i giovani pontesi restano intanto delusi per ledizione
di questanno
"Li comprendo perfettamente e li invito comunque a non mollare
e darsi da fare nei limiti del possibile per colorare con il loro
entusiasmo le strade di Ponte anche questanno, anche se in tono
minore. Per il 2003 chiederò agli artigiani del paese di collaborare
allallestimento dei carri, organizzando magari dei piccoli laboratori
nei quali i giovani possano apprendere le loro tecniche di lavoro".
A.B.
CASO
EMBLEMATICO IL SITO DELLEPT DI BENEVENTO
Anche
in Internet siamo gli ultimi
Da una
nota dagenzia riportata dal portale Sanniopress.it apprendiamo
che i nostri enti locali hanno siti in Internet di scarsa qualità.
Secondo il Censis la Campania è agli ultimi posti in campo
nazionale, mentre tra le cinque città campane Benevento si
piazza allultimo posto. Non cè che dire. Il fatto
di essere ultimi non ci meraviglia più di tanto.
Del resto chi naviga in Internet questa cosa la percepiva già
da tempo. Sui siti istituzionali, Comune e Provincia, è inutile
andarci tanto non contengono nulla di interessante e non vengono mai
aggiornati. Qualche ente, quale il Provveditorato agli Studi, neppure
ce lha un sito istituzionale. E dire che riuscire a sapere in
tempo reale informazioni di graduatorie e scadenze è quanto
mai vitale per chi opera nella scuola.
Ma lì dove si supera abbondantemente la soglia del ridicolo
è con il sito dellEnte Provinciale per il Turismo (indirizzo:
www.eptbenevento.it). Roba che neppure nel terzo mondo hanno. La grafica
è quella che è. Le informazioni per un turista sono
praticamente nulle. Non vi è una cartina, un percorso, una
descrizione di un monumento. Nulla. Dobbiamo solo sperare che un turista,
prima di venire a Benevento, non si colleghi con Internet, altrimenti
gli passa la voglia. Ma perché quel sito continuano a tenerlo
in chiaro? Misteri beneventani, tra i quali lesistenza stessa
dellEpt è uno dei maggiori.
F.M.
SANTA
CROCE DEL SANNIO
Un
Carnevale che affonda le radici nella leggenda
Si rinnova
come ogni anno a Santa Croce del Sannio latmosfera trasgressiva
del periodo di carnevale. Una manifestazione che, però, a differenza
delle altre che si tengono nel nostro Sannio, ripropone leggende medievali
legate alla conversione al cristianesimo di alcuni saraceni, di cui
tra laltro è documentata la presenza nelle nostre terre.
Il Carnevale Santacrocese omprende quattro caratteristici giovedì
dedicati rispettivamente: agli amici, ai parenti, ai "compari"
ed alle scorpelle (tipici dolcetti di carnevale). Si conclude il martedì
grasso con "LA PACE", sfida in costume tra Cristiani e Saraceni;
benché la prima rappresentazione documentata risalga al 1785,
lambientazione è di epoca intorno al 845 d.C. e la storia
si riferisce, probabilmente, ad un avvenimento realmente accaduto.
Secondo la leggenda un duca cristiano, per scegliere lo sposo della
figlia Maribella, organizzò un torneo ed invitò tutti
i cavalieri critiani. Seudan, giovane capo dei Saraceni, sommamente
offeso, per lesclusione della sua gente, sfidò a duello
il duca cristiano. Durante il combattimento, grazie allintervento
di Maribella, il duello venne interrotto ed il capo Saraceno si convertì
al cristianesimo sposò la bella donzella.
Una buona occasione, quindi, per gustare i prodotti tipici di questo
paese e gustare un carnevale diverso dal solito.
Gerardo
Bovino