PONTELANDOLFO

C’e’ un sogno che si avvera

Nel nostro numero precedente avevamo riferito dell’attacco "murale" portato dalla locale sezione PPI all’attuale amministrazione, accusata di "malamministrazione" sulla vicenda del "Parco eolico", affidata alla Artistica Srl, realizzatrice dello stesso progetto proposto ed approvato dalla Giunta municipale. Il dito del PPI era indirizzato alla cessione del contratto-convenzione dalla stessa Artistica Srl alla Energia Sud Srl. La qual cosa potrebbe far pensare ad una manovra programmata preventivamente.
Il recente atto di giunta che ha sospeso cautelativamente i lavori di realizzazione del progetto parco eolico, sulla scorta dei diversi problemi emersi, è stato oggetto, come ci si poteva attendere, di speculazione politica, in quanto il passo indietro dell’amministrazione ha colto un po’ di sorpresa ed è stato letto come tardivo, in quanto ci si accorge di certi errori solo dopo aver mortificato e danneggiato il territorio comunale in maniera irreparabile. Dal "Poveri Noi!" dei Popolari si è passati al "Povera Opposizione!" della risposta sempre "murale" dell’Amministrazione.
Polemiche e contropolemiche che contribuiscono anche a fare chiarezza rispetto alle problematiche che giungono via via alla ribalta, come il caso dell’acqua torbida che si ripropone ogni qualvolta si verificano piogge abbondanti e maltempo. L’affidamento del servizio idrico al Consorzio dell’Alto Calore, vista l’esperienza e la competenza dello stesso, veniva letto come garanzia per questi ed altri inconvenienti. Ora se da un lato, questo provvedimento ha generato una significativa diminuzione delle tariffe idriche, dall’altro l’intorpidimento delle acque resta ancora irrisolto.
Come ripreso dall’instancabile ex-consigliere di maggioranza, ora all’opposizione, Fernando Guerrera, la situazione è diventata insostenibile oltre che paradossale, visto che si continua a pagare la tassa per la depurazione delle acque reflue. Ma si pensa ai disagi che si ribaltano sugli anziani e sui bambini, che al di là della coca cola e del buon vino da tavola, hanno bisogno dell’acqua non solo per i servizi igienici.
Ma se questi sono i problemi di sempre, risolti o non, con tutto il corredo che alimenta la polemica e la dialettica politica, non mancano momenti di grande soddisfazione. E per dirlo con le parole usate dal battagliero consigliere provinciale Dott. Cosimo Testa: un sogno si avvera. Il riferimento è puntuale, in quanto il settore tecnico della Provincia ha dato formalmente l’avvio, per la realizzazione dello svincolo lungo la SS. 98. Il conto previsto per la gara di appalto dei lavori è di 4.800 milioni di lire ed al cui finanziamento hanno collaborato sia la stessa Provincia che la Regione Campania. Se tutto va bene, nel corso della prossima estate le prime pale meccaniche lavoreranno per l’eliminazione di un’incrocio pericolosissimo e che numerose volte ha occupato le cronache luttuose delle nostre terre. Nelle parole del Dr. Testa si possono comprendere tutti i sentimenti di soddisfazione e gratificazione anche personale, in quanto dopo tanti anni di parole e latitanza di fatti concreti, trova la sua fin troppo attesa realizzazione. Ma l’impegno del consigliere non si ferma a queste parole che potrebbero suonare di circostanza, ma va ben oltre, in quanto seguirà tutta la fase procedurale per arrivare quanto prima all’inizio di questi lavori attesi oramai da anni dalle popolazioni locali, come una manna dal cielo.
Bisogna dare atto a questo professionista anche nella politica, di credere fermamente nell’incarico e di profondere una grande passione che, forse, troppo spesso tra le mura domestiche è stata male interpretata specie dai leaders di turno. Ma anche se nessuno è profeta in patria, non è detto che non lo possa essere dal di fuori, per la sua patria.
Con questa chiave di lettura che è certamente disinteressata a livello personale, quanto interessante per le sorti della comunità pontelandolfese, sarebbe auspicabile una collaborazione fattiva tra istituzioni, che superi ogni motivo di divisione personale, per l’appunto. Unum sentire.

Nicola De Michele


PONTE

Il Sindaco chiede maggiori controlli

In seguito alle allarmanti nozie sulla diffusione anche in Italia del caso della "mucca pazza", anche il Comune di Ponte aveva fatto sospendere dalla tabella alimentare dei fornitori delle mense scolastiche la carne bovina, quale misura cautelare nei confronti dell’infezione B.S.E.
Nei giorni scorsi, però, in Sindaco Mario Meola ha inviato alle autorità sanitarie una esplicita richiesta di maggiori controlli sulle carni sostitutive (avi-cunicole e suine) che compaiono sulle mense scolastiche.
"L’eventuale surpluss -si legge nella richiesta del Sindaco- di tali carni, può comportare l’impiego fraudolento di sostanze indesiderate (ormoni - antibiotici), quali promotori di crescita degli animali negli allevamenti di origine, con possibile presenza di ‘residui’ altamente nocivi alla salute umana (fenomeni di sensibilizzazione e di antibiotico resistente) in particolar modo nei bambini".
Certo, sarebbe assurdo che per combattere un fenomeno, praticamente inesistente nella nostra zona, come il morbo della mucca pazza, si finisse poi per danneggiare seriamente la salute dei nostri ragazzi, ingozzandoli di pollame agli ormoni ed uova alla diossina.

Adolfo Biele


S.MARCO DEI CAVOTI

Emergenza Acqua

Forse andrebbe aggiornato il detto: piove, governo ladro! Forse acquisterebbe ben altro significato se venisse preceduto da una negazione. Al di là della frase ad effetto, ci si rende conto che qualcosa non funziona nel nostro paese.
Dopo la pausa estiva, resa più gradevole e godibile dalle miriadi di spettacoli di arte varia offerti con certosina puntualità, i problemi che assillano la nostra comunità sono riemersi in tutta la loro drammaticità, resa più grave dalla certezza della mancanza di risoluzioni disponibili nel breve e medio termine. Tra questi il più importante è senza dubbio quello dell’acqua.
Non è difficile ormai constatare e condannare la frequenza con cui si presenta da noi l’emergenza di questo importante e vitale elemento naturale. Basta che per qualche mese non piova oppure che l’intensità della pioggia sia inferiore a quella media del periodo che si scatenano le apprensioni, si invocano aiuti per eventuali deficitari raccolti, si lascia buona parte del paese con i rubinetti a secco. E’ una situazione che si ripresenta ormai con una puntualità esasperante a primavera inoltrata e cessa (si fa per dire!) all’inizio della stagione invernale, facendo sorgere il dubbio che l’amministrazione civica non persegua una seria politica finalizzata a tale scopo. Eppure, in sede elettorale, il primo posto nei programmi che ogni lista propina all’elettorato attivo, è riservato alla risoluzione del problema acqua.
Certo, la scarsezza di questo irrinunciabile liquido è sempre stato un problema per il nostro paese e per la stragrande maggioranza dei paesi del Fortore, ma da quando ci si è resi conto che l’acqua è sufficientemente presente nel sottosuolo sì da poterci garantire la piena autosufficienza, alla rassegnazione della gente è subentrata una comprensibile indignazione ed una sempre più evidente contestazione. Il paese è cresciuto in agricoltura e nell’artigianato; è nata l’industria e le esigenze legate all’acqua sono lievitate sensibilmente ed il problema va ora assumendo dimensioni più reali e deve essere perciò affrontato in termini di tecnologia avanzata, di urgenza di una pianificazione che, nel quadro di strategie economicamente sostenibili, soddisfi l’intera comunità.
Affiora l’opportunità di bandire dalle strategie d’intervento il concetto del vecchio e superato acquedotto ma si punti ad una politica moderna ed avanzata per la raccolta la conservazione, la distribuzione e la possibile riutilizzazione delle acque.
Per dare serie risposte alle nuove crescenti esigenze, per superare le ricorrenti emergenze non bastano più gli spiccioli forniti dalla Protezione Civile o il mutuo concesso all’ultimo momento. Si apra un nuovo fronte contro gli sperperi, l’irrazionale utilizzazione del liquido, ormai primario bene economico; si creino i presupposti di una battaglia che l’autorità comunale non può fingere di ignorare e che i cittadini devono concorrere a rendere vincente.
Siamo, perciò, di fronte ad una svolta che sarà epocale nella misura in cui l’amministrazione comunale prenderà piena coscienza del problema, destinando alla sua risoluzione adeguate risorse con un piano seriamente concepito, un progetto esecutivo adeguato ad una diversa volontà politica di guardare al territorio.
La fattibilità dell’operazione-acqua è legata ad innovazioni nei poteri decisionali ed altri accorgimenti operativi, ma è soprattutto resa possibile dalla diffusa constatazione che ormai l’acqua, qualunque sia il suo uso, è bene economico che impone costi a quanti intendono utilizzarla e come tale va trattata, specialmente in regime di magra.
Nel periodo estivo-autunnale i quartieri più alti del paese debbono rinunciare all’acqua "pubblica" perché l’insufficiente pressione di trasporto non consente l’afflusso in maniera equanime durante l’erogazione. Occorre allora chiedersi se la distribuzione settoriale dei consumi è quella ottimale o se invece l’acqua che viene pagata dagli utenti a tariffe canoniche non vada distribuita tenendo conto dei maggiori costi per il maggior consumo.
Ci sono usi civili, industriali ed agricoli dell’acqua. Specie i primi, che includono fabbisogni delle famiglie, dovrebbero essere garantiti in regime di penuria del liquido. Non si può però, affrontare il problema senza esaminarlo nella sua globalità. Una volontà politica che fosse decisa ad affrontare l’emergenza ed i ritardi accumulati dovrebbe disegnare e far propria una strategia al tempo stesso di breve e lungo periodo. Fino ad ora i nostri amministratori hanno limitato la loro attenzione alla sola prima fase e confidando anche in questa di più sul fenomeno naturale che sull’operare dell’uomo. Va invece definita proprio la seconda fase, quella strutturale, perché proprio sugli interventi strutturali siamo in notevole ritardo ed è con questi che è possibile combattere seriamente le croniche e ricorrenti emergenze, sempre che questa risorsa viene vista come un bene economico che ha i suoi costi di produzione che vanno sostenuti ed equamente distribuiti fra quanti la utilizzano. Per il resto siamo nel politico, in un campo ricco di rischi ed incertezze.
Quello dell’acqua, dunque, è un problema grosso ed urgente; e quando i problemi sono tali anche le risposte devono essere tempestive ed adeguate. Se domani, come è probabile, l’emergenza acqua dovesse ripresentarsi senza che nulla nel frattempo fosse stato fatto per affrontarla, la responsabilità degli amministratori emergerebbe certamente. Si potrebbe tranquillamente sostenere che la carenza d’acqua, anche quando piove, sarebbe in parte attribuibile alla classe dirigente locale: non sarebbe questo, per chi lo ricevesse, un attestato di efficienza, di responsabile attenzione agli interessi generali e quindi di buon governo.

Antonio Perrotta

E-mail: redazione@beneventogiornale.com

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