CALCIO

Adesso bisogna evitare di
ripetere gli errori dell’andata

Il Benevento alla prima del girone di ritorno… torna in vetta alla classifica, seppur in condominio con il sempre più sorprendente Pescina, bloccato a Gela dell’impraticabilità di campo.
Mentre ci avviciniamo comunque alla lunga pausa natalizia c’è da fare un primo resoconto sul girone di andata che, lo ribadisco, all’avvio è stato sorprendente per le vittorie consecutive inanellate nelle prime sette gare. Poi un periodo di alti e bassi che hanno minato non poco l’ambiente galvanizzato proprio da quel momento magico.Vallo a capire questo andamento diversificato nel tempo, con pause paurose e prestazioni al limite dell’accettabile. Certamente qualcosa non ha funzionato. Se la partenza a razzo, seppur senza offrire prestazioni esaltanti, ma solo episodi spettacolari è stata ricca di risultati, ma il cuore dei tifosi è andato in pezzi, sino ad arrivare a chiedere la testa dell’allenatore.
Ma si sa spesso la squadra la fanno i giocatori ed è stato forse proprio il narcisismo di più di qualche atleta, o forse qualche approccio alle gare senza troppa convinzione e concentrazione, ma anche a questo punto la mancata lettura da parte dello staff tecnico delle condizioni psicofisiche di qualche singolo mandato in campo non al top.
Poi la pausa del campionato per i noti fatti di Arezzo e la morte di Gabriele Sandri ha permesso all’entourage anche di rivedere modulo… e finalmente anche qualche uomo.
Simonelli alla fine ha scoperto Agnelli, Carloto, Ferraro, ha dato campo libero a Palermo sulla fascia, è passato ad un duttilissimo 3 5 2, che, a fisarmonica, passa ad altri numeri e schieramento, con un assetto meglio disposto in campo.
La caduta di concentrazione nel corso della gara di recupero contro la Vibonese, l’allungo del Pescina che portava a tre i punti di vantaggio sui giallorossi, poteva incidere negativamente. Invece poi è arrivata la vittoria a Marano contro la Sangiuseppese (la Lega vuole che la si chiami così) con a segno il duo Clemente-Castaldo(Gigi) a fugare più di qualche paura ed il Benevento alla fine si è ritrovato di nuovo in testa alla classifica.
Ora due appunti. Uno per il "cercatore di perle": vorrei ricordagli che i cercatori di perle (quelle vere) fanno immani sacrifici in fondo al mare per cercare le ostriche, vanno in apnea, senza respiratori, senza maschera e con un coltellino. Per loro è dura… così deve essere anche per il "nostro": esibire l’ostrica senza la perla non serve!
La seconda a quanti provvedono alla preparazione dei giallorossi. Il Pescina non è "scoppiato" come in molti credevano ed in troppi speravano. Forse dovrà dare qualcosa nel girone di ritorno, qualcosa s’era visto contro la Val di Sangro, ma è rimasto lì saldo e rullo compressore, dopo qualche battuta a vuoto iniziale, forse proprio per una preparazione adeguata.
Ora lo staff giallorosso, dopo l’ultima gara dell’anno domenica al S.Colomba contro il Vigor Lamezia e la breve pausa natalizia, avrà difronte circa due settimane per preparare al meglio i giocatori per il rush finale sia esso con o senza (ed è questo l’augurio natalizio…!) appendici.
Bisognerà capire e comprendere al meglio le esigenze di ogni singolo per evitare quello che è accaduto nel girone di andata: le due squadre a disposizione di Simonelli devono rispondere sempre e comunque al meglio della condizione psicofisica per poter permettere all’allenatore di scegliere il meglio preparato.
Buon Natale e Buon Anno.

Pregi

Rugby sannita in lutto per la
scomparsa di Franco Furno

Grande momento di dolore per la pallaovale sannita. È scomparso infatti Franco Furno. A causa delle conseguenze di un assurdo incidente sul suo lavoro, Franco aveva riportato una serie di complicazioni cerebrali; per qualche giorno ha lottato tra vita e morte all‚Ospedale "Rummo" di Benevento in condizioni disperate, ma poi non ce l’ha fatta.
Franco Furno è stato un personaggio storico del rugby a Benevento. Suo fratello Gerardo è stato prima giocatore e poi, a lungo, presidente della società del Pacevecchia.
Franco invece è stato per anni dirigente accompagnatore della prima squadra, non perdendosi una partita né in casa né fuori casa di quelli che considerava i suoi ragazzi, capace di una passione inarrivabile per questo sport e per questa società.
Di Franco ricorderemo sempre l‚allegria, la battuta sempre pronta, la capacità di sdrammatizzare. E poi la sua enorme generosità, la capacità di dedicarsi anche oltre le proprie possibilità al rugby. Il sorriso a volte beffardo ma sempre comprensivo. La grande umanità. Cinquantenne, Franco lascia la moglie Patrizia e due figli, Flavia e Mario.
Alla famiglia e ai parenti di Franco vanno l’abbraccio e le condoglianze di tutto il mondo del rugby a Benevento.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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