CALCIO
Pioggia,
sfortuna e arbitri
contro il Benevento
Il Benevento
ci rimette due punti ad Ancona ed incappa nellennesimo arbitraggio
"ceco" al ritorno al S.Colomba dopo un mese di assenza contro
il Prato.
Il tabellino di marcia nella due trasferte esterne è stato da primato
in classifica. Una vittoria ed un pareggio lontani dal terreno amico avevano
fatto sperare in un ottimo ritorno casalingo. Sì, perché
la squadra prima della pausa di campionato aveva racimolato al S.Colomba
addirittura la prima sconfitta di campionato ed un pareggio (amarissimo
gol valido
annullato) nellunico derby campano contro la Cavese.
Poi le due trasferte ed il ritorno in casa. Per questa gara era atteso
il Prato squadra di buona classifica, ma tutto sommato non trascendentale.
Cerano tutte le premesse per una vittoria, ed un ritorno in vetta
alla classifica.
Ma, come spesso accade nel calcio, nulla è scritto e men che meno
"una vittoria sicura"!
E ci si mette la pioggia a danneggiare non poco il tasso tecnico dei giallorossi,
ci si mette Tangorra che con due "scriteriate" (a parere dellarbitro)
"estirate" ai danni degli avversari, a metà del primo
tempo, costringendo i suoi a giocare in dieci, per gli altri tre quarti
di gara.
Poi ci si è messo anche un palo a dire di no a Pinamonte ed il
quadro può definirsi completo.
Un pari ad occhio con qualche recriminazione, qualche scelta tecnica che
andava ponderata al meglio.
Gabetta contro il Prato aveva tutti gli uomini a sua disposizione perché
ha stravolto difesa e centrocampo? Thangai è un centrale e sulla
fascia non può essere certamente preferito a Maury, e lo si è
visto soprattutto quando è uscito Togarra.
Poi perché alla fine Rinaldini e non Chiarotto? Se cera da
fare una scelta probabilmente in panchina doveva andarci Massaro, viste
le pietose condizioni del terreno che non hanno permesso alla "freccia
giallorossa" di esprimere le proprie caratteristiche tecniche.
Da quella parte poteva andarci lo stesso Rinaldini o magari Desole.
Ma poiché il calcio non lascia mai controprove, queste sicuramente
non sono "accuse", ma delle semplici sottolineature che, sottolineo,
riguardano anche una certa "tenuta" di quella che era la "prima
squadra", quella per intenderci partita a metà settembre e
sulla quale credo lallenatore giallorosso debba continuare a lavorare,
magari guardando al prossimo mese di gennaio quando si potrà fare
qualche scambio e magari tappare qualche "buco".
Per il Benevento loccasione per ritornare a vincere si presenta
già domenica prossima contro il Castelnuovo che naviga nei bassi
fondi della classifica.
Ma comè noto occorre calma e gesso.
Infine una parola sulle giacche nere, che più nere di così
non possono operare nei confronti dei giallorossi. Il "paron"
Tescari non protesta ufficialmente in Lega e fa bene, così come
bene ha fatto Cagnale a calmare gli animi in campo dei suoi.
Ma certamente una svista contro la Cavese che nega i tre punti, un cartellino
giallo (il primo) messo in faccia a Tangorra con troppa severità
e poi nascosto per un fallo simile commesso da un avversario ed un "mastodontico"
fuorigioco non segnalato che poteva procurare una sconfitta sono comunque
sotto gli occhi attoniti di dirigenti, giocatori, tifosi, spettatori e
riprese televisive.
E questi sono solo gli ultimi episodi, degli altri abbiamo già
detto e la lista
si allunga.
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Ora
servono i tifosi
Da Beneventano
posso dirvi quali sono i limiti dei Beneventani, od almeno così
mi è sempre parso.
Noi sanniti siamo un popolo particolare, pieno di orgoglio che
non
vogliamo perdere.
Per questo e la storia ci insegna- ce la siamo sempre vista con
tutti a cominciare dai Romani che non sopportavamo e che alla prima occasione
gliele suonammo di santa ragione. Ricordate le Forche Caudine? Che spasso
per noi Samnites e che vergogna per i cives romani!
E stata poi la volta della Chiesa (del potere papale), al tempo
del famoso ducato Longobardo che mal sopportava la dipendenza da Roma
da cui avvenne poi il distacco. Insomma i Beneventani sono fatti a modo
loro: vogliono sempre vincere anche al cospetto dei più forti!
E questo certamente è anche un bene. Ma se per caso non si riesce
a vincere che ti fanno i Beneventani?
Semplice, se ne stanno a casa,
in pantofole.
Eh, no!
Tutto ciò non sempre può quadrare ed ecco perché
cè la necessità di rivedere alcune abitudini, diciamo,
imperfette.
E risaputo che quando la squadra del Benevento non veleggia ai primi
posti della classifica, i tifosi meno caldi abbandonano la squadra e non
si fanno più vedere allo stadio.
E ora di finirla con questo modo di agire anche perché, amici
lettori, ora la squadra sta andando benissimo e dobbiamo supportarla in
ogni occasione e in mille modi, dobbiamo cioè incitarla e per questo
dobbiamo recarci compatti allo stadio.
Al Santa Colomba dobbiamo andare in tanti e tutti dobbiamo gridare e sostenere
i nostri colori. Dobbiamo fare come nelle grandi piazze, come il Milan,
il Napoli, lAvellino e tante altre belle tifoserie.
Tiriamo fuori lorgoglio e la nostra passione, facciamo sentire la
nostra voce e il fiato sul collo degli avversari. Vedrete avranno paura
e si faranno
sotto.
Ed allora tutti insieme allo stadio, sosteniamo la squadra e la Società
che almeno fino ad oggi pare che stiano lavorando seriamente proprio per
noi Samnites.
Forza Benevento. E soprattutto auguri a tutti gli sportivi.
PRIMAPAGINA,
EDITORIALE, CITTÀ,
PROVINCIA
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