CALCIO

Adesso occorrono nervi saldi

Il Benevento dopo il derby con l’Avellino non riesce più ad esprimersi agli stessi livelli. Fu un fuoco fatuo seppur bello e scoppiettante?
E’ pur vero che la squadra non si esprime più come prima della gara contro i verdi cugini ma spesso dimentica la "geometria". Triangoli, quadrati, rombi, trapezi, diagonali vengono spesso sostituti da parabole alte lunghe da " addo coglio… coglio"
Sarà pure la mia un’assuefazione familiare, ma di schemi e di giocate elementari da quella gara ne ho viste poche.
E’ pur vero che i giallorossi a Pescara hanno perso una gara con l’onore delle armi, combattendo fino alla fine mettendo paura ad una delle prime della classe, ma in terra d’Abruzzo sono usciti sconfitti ed è stata solo alla fine una giusta reazione a quella ennesima battuta d’arresto esterna che ce l’hanno messa tutta pur di racimolare un punto.
Sette giorni dopo contro un’altra prima della classe Colletto e compagni si sono ripetuti buttando al vento una delle più ghiotte occasioni capitate in questo torneo al S.Colomba.
Contro un Teramo annunciato imbattuto, contro una delle squadre pretendenti alla promozione hanno finito con il buttare al vento una vittoria che alla fine ci stava tutta.
Passati in vantaggio nella prima parte della gara i giallorossi sembravano avere in pugno l’avversario.Poi invece la geometria veniva dimenticata, il pallone volava alto, difficile preda degli attaccanti e soprattutto facile la ripartenza in contropiede. E qui poi ci aggiungevano qualche svarione difensivo, qualche ingenuità e giungeva anche il pari del Teramo con una punizione da oltre 40 metri che beffava il pur ottimo Lotti, che poi si rifaceva in chiusura di tempo ed anche nella prima parte del secondo.
Il Benevento poi ripartiva a testa bassa pareva aver il sopravvento sull’avversario, giungendo spesso in area di rigore e conquistando addirittura un tiro dagli unidici metri, che veniva poi trasformato in una telefonata al portiere ospite da Imbriani.
Non sparate sul giocatore per carità, anche perché nemmeno cinque minuti dopo si rifaceva con una staffilata che faceva gridare al gol e dove ancora una volta il portiere avversario riusciva con la punta delle dita in una deviazione, palo compiacente, a deviare in angolo.
Se nella manovra il Benevento avesse perpetuato quelle geometrie elementari alla base del calcio, starei qui a commentare una bella vittoria ed una bella squadra. Purtroppo alla fine solo un pari e niente più.
Ma in chiusura d’anno e guardando le squadre che il Benevento ha fino ad ora incontrato c’è da recriminare e non poco. Ci sono voluti quasi quattro mesi a Di Costanzo per far comprendere ai suoi uomini i suoi schemi, ci sono voluti quattro mesi circa perché il tecnico lavorasse su un gruppo e non su tutti gli uomini della rosa, che cioè non sconvolgesse domenica dopo domenica i vari reparti, miscelando gli uomini.
E c’è da recriminare non solo per questo ritardo, ma anche e soprattutto pel fatto che alla squadra mancano due o tre giocatori chiave che se presenti avrebbero sicuramente cambiato il volto anche alla classifica.
Il tasso tecnico delle squadre di questo girone non è elevatissimo, se i giallorossi hanno battuto l’Avellino, messo paura a Pescara e Teramo vuol dire che il "gap" tecnico non è così grave come parla la classifica.
Ed allora sono attesi almeno due giocatori, una prima punta ed un centrocampista di qualità. Il centrale di difesa alla fine potrebbe essere la ciliegina.
Ed allora sì che si potrebbe mettere al sicuro il campionato.
Ma occorrono nervi saldi, occhi aperti e non lasciarsi prendere dall’emozione e soprattutto badando alle necessità e tenendo lontano le sirene,sempre in agguato, al calciomercato… e non solo.
La "puzza" dei soldi nel calcio, come nel commercio, fa venire a vista " ai cecati".
Auguri.

Pregi


DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

Rubrica a cura di Massimiliano Micco

Fin che la barca va

E’ tempo di Luna Rossa! I media ci assicurano che molti italiani perdono il loro sonno per seguire in Tv le gesta della nostra più famosa barca da diporto, capeggiata dal napoletano De Angelis che sta regatando in quel di Auckland.
La battaglia navale si sta facendo più interessante, date le alterne fortune per il nostro equipaggio.
Chissà perché ci vien quasi spontaneo ricordare il famoso detto "Chi va per i mari, ecc.ecc." e intonare, contestualmente, quella famosa canzonetta di alcuni anni addietro, lanciata dalla sempiterna Orietta Berti "Fin che la barca va…".
A pensarci bene, mai nessun titolo ci è sembrato più azzeccato per la nostra squadra di calcio, il Benevento, il quale sembra ripercorrere lo stesso tragitto di Luna Rossa: Un giorno sì, un giorno no!
Ed allora, Presidente Spatola, ci volete spiegare come mai questo Benevento non decolla mai? Forse per l’assenza del vento propizio in poppa?
E che succederà in tempo di bonaccia? Non vorremmo che la squadra si fermasse del tutto.
Eh già, sta andando proprio così. Dopo una clamorosa vittoria, il Benevento sistematicamente perde, casomai, contro l’ultima classificata.
Ed allora, dicono i nostri tifosi, bisognerebbe fare un distinguo: O la squadra è forte - e è vero che riesce a battere le più titolate compagini del torneo (leggi : Crotone, Avellino)— oppure la squadra è talmente debole -che non riesce a superare neanche le più derelitte (leggi L’Aquila, Vis Pesaro ecc.).
Una cosa è certa, però: Se è vero che abbiamo battuto le più forti della C1, perché non si è riusciti a battere anche le più deboli?
Quale è la spiegazione? E dove sta il… busillis?
Certamente nel carattere dei giocatori e dell’allenatore. Insomma, amici lettori, è tutta questione di palle (pardon: volevamo dire palline o palloni).
Ma i nostri giocatori perché non tirano fuori gli attributi sempre e comunque? Insomma ce le hanno o non ce le hanno le famose palle?
Noi che abbiamo deciso di essere più buoni per questo Natale, una soluzione per il buon Presidente Spatola, ce l’abbiamo pure ed è questa: Caro Presidente Spatola, ora che è Natale, manda a comprare sulle bancarelle le… palle per i nostri calciatori; se necessario scegli quelle più grandi possibili, visto che i tuoi giocatori ne hanno bisogno, e confeziona per ognuno un pacco dono da far mettere sotto l’albero.
Potrebbe avverarsi, così, il sogno tuo e di noi tutti di veder veleggiare con continuità la navicella giallorossa (altro che Prada!) con la speranza di continuare a cantare, insieme alla Orietta nazionale, Fin che la barca va!
A proposito di palle, visto che è quasi Natale, non mi resta che augurare ai nostri lettori, alla Redazione, al Direttore ed ai Colleghi della Stampa tutti, un caloroso augurio, ma con le palle! Uno di voi.

E-mail: sport@beneventogiornale.com

PRIMOPIANO, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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