TORRECUSO: CONTINUA IL DIBATTITO SUL DOPO-MORTARUOLO

In A.N. la tensione è alle stelle

Ci dispiace che alcuni consiglieri si siano risentiti delle osservazioni su questioni che riguardano la vita amministrativa di Torrecuso, ma qualsiasi nostra azione non è mai esercitata a livello personale, mirando, invece, sempre ed esclusivamente alla valorizzazione del nostro comune che non può prescindere dal recupero della sua identità politica, così come noi cittadini la intendiamo.
L’intervento dei consiglieri comunque ci gratifica sia perché dimostra che le osservazioni da noi prodotte hanno centrato un problema mai affrontato, sia perché ci ha eletto, sebbene in maniere irrituale, suoi diretti interlocutori. Entrando nel merito dell’intervento non possiamo esimerci da fare alcune puntualizzazioni.
Come i lettori sapranno in Alleanza Nazionale la tensione è alle stelle. Le ripetute esternazioni di vari esponenti del partito non hanno ancora portato alla luce quello che si muove sotterraneamente. Pare infatti che sia stato nominato un nuovo coordinatore e tale decisione presa dai vertici della federazione continua a provocare contraccolpi polemici.
Contrastanti sono anche le versioni: alcuni ritengono la nomina un atto di responsabilità ed altri, naturalmente i deposti, una prevaricazione. All’origine della vicenda, per una parte, la mancata funzionalità del partito, per l’altra la necessità, prima di prendere decisioni, che si esprimessero i referenti locali, su una questione interna. La nomina del coordinatore con la presunta ingovernabilità del partito doveva essere risolta nella collaborazione, senza pregiudiziali, tra tutti i simpatizzanti di Alleanza Nazionale. Secondo la direzione provinciale che ha imposto la soluzione, la nomina è stato un atto dovuto e non intende polemizzare su una questione che è di pura e semplice amministrazione. C’era a Torrecuso la necessità di intervenire per riorganizzare il partito che da sempre per una serie di motivi era assente dalla vita politica e sociale del paese. Il mese prossimo è prevista in federazione provinciale una riunione degli esponenti del partito e sarà un’occasione per tentare una mediazione con l’obiettivo di arrivare all’elezione del segretario con una posizione e una candidatura unica.
Il problema di chi sia il segretario, secondo molti è un falso problema. La cosa importante è battersi per il superamento dell’attuale assetto organizzativo dettato dai vertici del partito beneventano, alla ricerca di un rinnovamento sostanziale, non generazionale ma di metodo e di valori. La crescita di A.N. nella nostra zona è il frutto di un grande radicamento che corrisponde ad una forte presenza di uomini che hanno da sempre propagandato il partito. La presenza di esponenti di A.N. in quasi tutte le amministrazioni locali è frutto di un impegno gravoso di numerosi militanti che grandi energie hanno profuso per la crescita del progetto politico di una grande coalizione di centro-destra; anche per questo si deve portare avanti un serio ed approfondito dibattito su una nuova forma politica completamente nuova e senza precedenti per Torrecuso.
Ecco dunque la necessità della scelta di un segretario aperto, democratico, pluralista e moderno che sappia interpretare le istanze che vengono dal territorio. Occorre recuperare la cultura della coalizione che non può vivere solo per qualche giorno prima delle elezioni amministrative, ma deve trovare una forte intesa programmatica tesa a dare sviluppo al paese.
Quindi bando alle chiacchiere sul tesseramento e via libera al confronto sulle questioni programmatiche. Senza mai dimenticare che molti simpatizzanti in aperta contraddizione con il nuovo gruppo dirigente e non condividendone i contenuti, sono già pronti a sostenere, in segno di protesta, l’amministrazione Mortaruolo. Quindi, attenzione, solo da un necessario chiarimento può nascere un partito nuovo nel metodo e nei valori, ma legato saldamente alla sua tradizione, e che sappia dare un impulso alla crescita di una grande coalizione di centro-destra.
Certi meccanismi sul tesseramento così tipici della politica che ha interessato i partiti della prima repubblica, faremmo bene a tenerli lontani da noi. Pensare che i partiti possano essere il mezzo per farsi conoscere o fare carriera a seconda delle convenienze individuali, sarebbe un errore e un colpo politicamente definitivo per un partito con intenti riformatori.
Non diamo importanza alla discussione su chi porta più tessere o sugli equilibri tra nuovi iscritti e militanti e fondatori storici. Vanno invece valorizzate le diversità anche personali, che possono diventare un momento di rappresentazione più ampia della società civile: il partito di Alleanza Nazionale è aperto a tutti, non solo a quelli che vengono invitati da sedicenti coordinatori ad aderire al partito.
Tra un anno ci saranno le elezioni amministrative, allora ci confronteremo e ci distingueremo in termini del tutto diversi da quelli di oggi.

Carmine Pannella


CERRETO SANNITA: LIBRO DI NUZZOLILLO

Un modello di ricostruzione

"Un modello positivo e razionale di ricostruzione post-sismica". Così è stato definito dal geologo Mario Tozzi, conduttore del programma televisivo di Rai Tre "Gaia — Il pianeta che vive", il modello di riedificazione attuato a Cerreto Sannita alla fine del Seicento.
La piccola cittadina del Beneventano, conosciuta soprattutto per le ceramiche, all’indomani del terrificante sisma che il 5 giugno del 1688 la distrusse dalle fondamenta, scelse infatti la strada della ricostruzione ex novo, più a valle rispetto al precedente sito. E lo fece in tempi rapidissimi: circa otto anni.
Un’esperienza che viene oggi analizzata dall’istant book realizzato da Billy Nuzzolillo per le edizioni Sanniopress "Cerreto Sannita: un modello di ricostruzione".
Il libro è stao presentato martedì 18 dicembre, presso la Sala Lauree dell’Università degli Studi del Sannio (in piazza Guerrazzi a Benevento da Aniello Cimitile, (Rettore dell’Università degli Studi del Sannio), Carmine Nardone (Presidente dell’Amministrazione Provinciale), Antonello Velardi (Caporedattore Centrale del "Mattino"), Luigi Santoianni (Sindaco di Bonefro- Cb) e Francesco Gagliardi (Sindaco di Cerreto Sannita).
L’opera interpreta e rappresenta soprattutto un bisogno collettivo, una domanda forte che il popolo delle "terre ballerine" avanza: trasformare ricordi, testimonianze e segni in conoscenza, in modo che tutto diventi strumento di prevenzione.
"La scienza — si legge nella prefazione del prof. Aniello Cimitile, Rettore dell’Università degli Studi del Sannio - comincia solo oggi a comprendere che l’analisi degli effetti dei terremoti ai fini della prevenzione non possono limitarsi solo ai danni sulle strutture e sulle infrastrutture, ma debbono estendersi ad altri settori, primo fra tutti quelli economici e produttivi delle comunità colpite. E’ un’acquisizione che arriva tardi, eppure il caso Cerreto Sannita l’aveva già posta in risalto nel 1688. Nuzzolillo, nel suo libro, evidenzia chiaramente come una comunità che fondava il suo sistema economico sulla produzione di lana e tessuti, partendo da un rilevante patrimonio di greggi, col terremoto avviò un processo di totale modifica, che avrebbe cancellato questa antica vocazione favorendone altre. Senza fronzoli e senza concedere mai nulla a stucchevole e facile sentimentalismo, con stile moderno e veloce l’autore ha scritto un libro che insieme ricostruisce, testimonia e propone".
L’autore, alla sua prima esperienza come scrittore, è nato a Paterson (Usa) nel 1961 e vive a Cerreto Sannita dal 1970. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi "Federico II" di Napoli, è attualmente Addetto Stampa del Comune di Benevento. In passato è stato redattore del Roma e della Voce di Indro Montanelli e corrispondente dal Sannio del Corriere del Mezzogiorno, oltre che collaboratore di varie testate, tra cui "Il Mattino", Il "Sannio Quotidiano", Il "Giornale di Napoli" e il quattordciinale "Benevento". Ha inoltre fondato il quotidiano online "Sanniopress.it" ed il mensile "Itaca".


PONTE: UN CIRCOLO ACLI PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO

La Cantina dei Longobardi

Il centro storico di Ponte torna piano piano a rivivere e lo fa attraverso interessanti iniziative che puntano sui servizi di qualità. Infatti, è stato da poco inaugurato, in uno dei vicoli più caratteristici della rocca medievale, un circolo enogastronomico, affiliato alle Acli, "La cantina dei longobardi", dove si può degustare o comprare vino sfuso e in bottiglia, olio biologico, miele, confetture e combinare i prodotti per confezioni regalo.
Il circolo è aperto tutte le sere dalle 20.00 in poi, per ora non c’e’ giorno di chiusura.
Ad accompagnare la mescita dei vini, rigorosamente doc e docg, una prelibata stuzzicheria, composta da prodotti tipici del Sannio beneventano: pecorino del Taburno, Laticauda della Valle Telesina, prosciutto di Pietraroja e del Taburno, caciocavallo di Castelfranco, salumi del beneventano, olive laurentine, e tante altre gustoserie.
Alla serata di inaugurazione, alla presenza del presidente provinciale delle Acli Antonio Meola, del sindaco di Ponte Mario Meola e di autorità civili e religiose, il presidente del neonato sodalizio Lorenzo Cerulo, sommelier, ha dichiarato che la nascita di questo punto di ritrovo "è una occasione importante per stabilire un feeling di amicizia e di cordialità attraverso un servizio competente per ristorare i soci delle Acli. A Ponte, ‘città del vino’, non poteva mancare una struttura sociale che potesse valorizzare ulteriormente i prodotti tipici e nostrani delle nostre campagne".
Un circolo che nasce è sempre un evento importante, un appuntamento da non si può mancare. La cultura della vita è arte se tradotta in un modo semplice e professionale, sono questi gli elementi importanti per far veicolare la cultura del sapere, della conoscenza attraverso i prodotti tipici locali che sapientemente elaborati fanno del Sannio una terra solidale alle tradizioni che si sono sedimentate nel tempo.
La cantina dei longobardi offre un percorso culinario per palati raffinati, offre vini selezionati doc docg e prodotti tipici con degustazioni in sede, con specialità tipiche per esaltarne appieno il gusto.
Da queste colonne facciamo pervenire ai promotori di questa simpatica iniziativa i nostri complimenti e l’augurio che tutto il centro storico di Ponte possa al più presto riprendere vita, magari —come ci ha confidato il Sindaco- incentivando gli insediamenti di botteghe artigiane anche attraverso le agevolazioni fiscali.

A.B.

E-mail: redazione@beneventogiornale.com

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