TORRECUSO
Permane
lo stato di crisi
Lo
svolgimento lento, tortuoso e accidentato della crisi al comune di Torrecuso
non va attribuito soltanto ai rapporti confusionali tra i consiglieri
comunali e alla inadeguatezza di regole che Martaruolo non ha mai stabilito.
La causa primaria va ravvisata altrove. Due anni di duello tra popolari
e democratici hanno ormai pregiudicato in maniera pericolosa le relazioni
tra i due partiti della coalizione di centro-sinistra. I democratici
presenti nella maggioranza con due consiglieri hanno già da tempo
cominciato a parlare di chiarimenti ed è stato un susseguirsi
di dichiarazioni perentorie e preoccupate conclusesi qualche giorno
fa con lipotesi ormai concreta di costruire un gruppo indipendente
in seno al consiglio comunale.
A rimetterci, purtroppo, sarà solo il paese: questa è
lunica cosa certa. Gli scenari possibili, infatti, sono più
di uno e tutti facilmente praticabili. Tanto che cè chi
dice che alla fine tutto resterà come prima.
In epoca non sospetta, proprio i responsabili dei partiti del centro-destra
avevano sollecitato il Sindaco Martaruolo a riflettere responsabilmente
sulle eventuali alleanze. Il Sindaco esce oggi irrimediabilmente sconfitto
da una situazione che egli stesso aveva scelto come percorso nuovo,
coraggioso, aderente al quadro nazionale, ma che nessuno gli aveva imposto.
Forse ha già fatto marcia indietro su talune scelte fatte con
irrazionalità, ma soprattutto per aver tirato avanti per due
anni e dopo aver creato una situazione di stallo per tutti i grossi
problemi del paese che sono rimasti fermi a causa dellincertezza
politica di una maggioranza che tale non è mai stata. Il paese,
amministrativamente parlando, e allo sbando, da tempo immemorabile non
era stato così male amministrato. Non esiste un progetto politico,
si recita a soggetto, si vive alla giornata. Non ci sono risposte adeguate
in nessun settore; quando poi prevalgono interessi particolari non ci
sono progetti politici che tengano.
Nulla è stato fatto per lo sviluppo e loccupazione, nessuna
politica per i giovani, nessun sostegno per le famiglie in difficoltà,
se non con offerte economiche clientelari. Non è stato approntato
nessun piano di opere pubbliche di interesse generale. Praticamente
cè stata solo una confusionaria e improvvisata gestione
del quotidiano.
Se è vero come è vero che la gente si sente distaccata
dalla politica dellaffare e della spartizione; se è vero
che la gente non si sente più degnamente rappresentata in consiglio
comunale, ciò è dovuto ad un atteggiamento che da dopo
le elezioni amministrative ha pervaso tutti gli atti politici e amministrativi
di una giunta che, forte sulla carta di unamplissima maggioranza,
non sa esprimere il più semplice principio di convivenza.
Semmai ce ne fosse stato bisogno, è stata data lennesima
prova della bassa considerazione che si riserva ai cittadini di Torrecuso.
Il paese non è stato solo destinato da una sorte ingiusta a veder
soffrire il suo centro storico o la sua fiorente agricoltura, ma anche
da una politica insignificante fatta da uomini che hanno sinora dimostrato
solo la loro insignificanza. Se qualcosa non andava in questa maggioranza
perché non portarlo a conoscenza della pubblica opinione immediatamente
dopo le elezioni amministrative?
E quale miglior luogo per esternare le proprie denunce se non nelle
riunioni del consiglio comunale? Se certe cose non avvengono nella sede
più adatta, se i consiglieri comunali anziché combattere
preferiscono disertare la battaglia, vuol dire che qualcosa è
definitivamente tramontato, e questo qualcosa è il rispetto degli
impegni assunti nei confronti della cittadinanza e la bassissima considerazione
in cui si tiene il paese che si ostina ancora a sperare che qualcosa
cambi.
Vediamo comunque quali sono gli scenari possibili anche se tutti difficilmente
praticabili. La maggior parte dei consiglieri, compresa la minoranza,
salvo ripensamenti si sono dichiarati a favore dello status quo. Tutti
i consiglieri risulterebbero danneggiati dal ricorso alle urne, scelta
decisamente impopolare se si tiene conto che si è votato due
anni fa. Questa potrebbe essere una valida giustificazione del fatto
che nellultimo consiglio comunale lopposizione ha votato
con la maggioranza. Unaltra soluzione è quella di provocare
una verifica al più presto e comunque prima delle elezioni politiche.
Questa mossa, non certo priva di una sua razionalità e coerenza
porrà Mortaruolo in una posizione difficile. Altra ipotesi, i
democratici potrebbero uscire dalla maggioranza e appoggiarla dallesterno.
In tal modo non avrebbero responsabilità dirette nellamministrazione
e potrebbero anzi decidere con maggiore tempestività ed incisività
quando far cadere Mortaruolo se dovessero verificarsi le condizioni.
Carmine
Pannella
INIZIATIVA
DELL'ENTE PROVINCIALE PER IL TURISMO
La
valorizzazione dei Vini del Sannio
Il
progetto "Sannio Vino Festival" dellEnte Provinciale
per il Turismo di Benevento rappresenta uno dei primi tentativi di dare
organica omogeneità ad una delle dimensioni più interessanti
della provincia sannita. Il settore enologico non rappresenta infatti
solo una risorsa economica, ma anche una potenzialità notevole
per la cultura e il turismo. E su questa ipotesi si è costruita
una rassegna che nel mese di dicembre ha coinvolto otto comuni della
provincia più il capoluogo dove la manifestazione si concluderà
il prossimo fine settimana 16 e 17 dicembre.
La rassegna è partita sabato 2 dicembre a Torrecuso e Foglianise.
Il giorno successivo, domenica 3, lappuntamento si è spostato
a Ponte e Solopaca. Il successivo fine settimana sono stati coinvolti
altri quattro comuni: il sabato 9 lappuntamento si è svolto
a SantAgata dei Goti e presso la fattoria Torre Nuova di Dugenta;
infine domenica 10 la manifestazione si è conclusa in provincia
a Castelvenere e Guardia Sanframondi.
Lidea esecutiva, messa a punto da Renato Giordano, direttore artistico
della rassegna, è stata labbinamento di momenti enogastronomici
con spettacoli musicali. Gli eventi si sono svolti in luoghi molto caratteristici,
permettendo a molti di scoprire angoli di grande fascino della nostra
provincia. Di certo il luogo più spettacolare scoperto è
stata la fattoria "Torre Nuova", già Torre Gaia, di
Dugenta. Il complesso è dislocato sopra una collina che domina
Dugenta e si compone di ambienti molto suggestivi. In particolare la
villa è uno dei migliori esempi finora visti di villa rustica
in provincia di Benevento. Il complesso già appartenuto dalla
famiglia Perlingieri e quindi alla Banca Sannitica è stato da
circa un anno rilevato da un consorzio formato da otto soci, che stanno
provvedendo alla ristrutturazione e al rilancio del complesso, sia da
un punto di vista enologico sia sul versante agrituristico.
Di grande interesse è apparso anche il Museo delle Tradizioni
Contadine allestito in alcuni ambienti seminterrati del palazzo Cito-Mellusi
a Torrecuso. Suggestivi sono stati anche gli appuntamenti nellabbazia
di SantAnastasia a Ponte (complesso di origine longobarda che
meriterebbe una maggiore valorizzazione), e nelle cantine di Castelvenere.
Gli appuntamenti previsti nel capoluogo sono anchessi di grande
richiamo, tali da consentire nel periodo prenatalizio, una opportunità
in più per girare tra le strade e i vicoli cittadini. Tra piazza
Vari e i vicoli del Trescene verranno allestiti numerosi stand per la
degustazione del vino e di altri prodotti gastronomici tipici della
nostra tradizione. Il programma degli eventi inizia con un convegno
sul tema "Il vino tra sacro e profano" che si svolgerà
sabato alle ore 16,30 nellAuditorium di SantAgostino. Proseguirà
con lorchestra di 20 elementi Fuck Off, che si esibirà
in giro per i vicoli del Trescene e un allestimento del presepe vivente
nei giardini di SantAgostino. La sera presenta due appuntamenti
teatrali (il cui ingresso è gratuito): al Teatro De Simone uno
spettacolo cabarettistico con Angelo Belgiovine e Enzo Sarcina dal titolo
"Fuochi dArtificio" e al Teatro Comunale Caterina e
Luçia Costa si esibiscono in uno spettacolo di flamenco.
Nutrito anche il programma di domenica. Alle ore 19,00 si esibirà
nei vicoli il gruppo folk di Foglinise "Fortuna Folianensis",
mentre la sera altri tre spettacoli teatrali: al De Simone il gruppo
musicale "Ensemble Helipolis", al SantAgostino il gruppo
"Campania Brass Quartet" e al Teatro Comunale lo spettacolo
cabarettistico di Angelo Di Gennaro dal titolo "Preferisco vivere".
In entrambe le serate altro appuntamento è al pub "Opera
Buffa" in piazzetta Vari, a partire dalle ore 18,00. Protagonisti
le parole e le immagini con le "Degustazioni letterarie",
curate da Silvana Giordano, e una mostra fotografica su "Sannio
Vino Festival", curata dallo scrivente.
Francesco
Morante
PONTELANDOLFO
Viribus
unitis
Non
è una forma di narcisismo culturale, facile da cogliere altrove,
né tantomeno il piacere di rifugiarsi in metafore oscurantiste,
ma per semplificare le cose da descrivere è molto più
facile ed immediato ricorrere alla saggezza degli antichi. "Con
le forze unite" non è soltanto un invito, ma è la
certezza delle soluzioni, sottolineando lopportunità di
unirsi. Lesercito della politica, come abbiamo potuto sperimentare,
è uno stillicidio continuo di opportunità che si rincorrono,
che si intrecciano per poi dividersi allombra di nuovi interessi.
Tutto questo Pontelandolfo lo sa, o meglio lo sanno i signori della
politica, che soltanto la superba interpretazione personale osa dividere.
La cronaca di questi ultimi giorni ha raccolto molta carne da cuocere
sullaltare della politica: ma i personaggi sembrano scuotersi
agli avvenimenti per poi riprendere i comportamenti di sempre. Le piccole
comunità hanno necessariamente bisogno dellumiltà
dei loro capi per poter decollare, risolvere i problemi. E questo nellinconscio
dei politicanti esiste: è nellesternazioni che manca la
volontà di reagire con quella piccola dose di saggezza che un
piccolo gesto umano rende onesto ed umile.
Tutto ciò per risalire la corrente dei fatti che hanno occupato
la cronaca degli ultimi giorni e che hanno ancora una volta offeso la
dignità delle nostre popolazioni. E ci riferiamo allennesimo
incidente mortale avvenuto allo svincolo di Pontelandolfo, che ha stroncato
le vite di due persone della vicina Campolattaro. Popolazioni di questa
fetta di terra sannita, che per quanto conoscano la pericolosità
della strada e siano "esperte" dei luoghi, sono stanche di
contare le vittime come in un bollettino di guerra. Lamarezza
e il dispiacere che accompagnano certi avvenimenti tragici, però,
non deve far trasformare la rabbia di quei momenti in rassegnazione,
ma corroborare il coraggio di reagire con veemenza affinché la
burocrazia sciolga gli ultimi nodi per la realizzazione di un progetto
già finanziato e in dirittura darrivo. Diamo atto al neo-consigliere
provinciale Testa che ha spinto e continua a spingere affinché
si giunga velocemente alla fine di un incubo. Pur di difendere il ruolo
di rappresentante di una comunità da molti lustri non rappresentata
tra gli scranni della Rocca dei Rettori, utilizza tutte le armi politiche
in suo possesso; come nella vicenda dello spostamento dellufficio
di collocamento evitato grazie al suo intervento. Un personaggio da
sempre ritenuto insostituibile dal punto di vista professionale, riferimento
certo per la disponibilità ed umanità, talvolta emarginato
dai vecchi volponi della politica locale, perché ritenuto destabilizzante.
Ma dietro quelle infinite diatribe ci sono sempre state medaglie a doppia
facciata: al tempo riconoscere quale sia stato il verso giusto e quale
il rovescio di una di esse. Lunica certezza è sempre stata
la sua forza locale, con un patrimonio di voti troppo spesso decisivo.
Confinato ad un ruolo minoritario a livello amministrativo, oggi il
Dr. Testa è consigliere della maggioranza che governa la rocca
provinciale. Non sarebbe il caso di superare ogni divisione personale
e, perché no, politica, per unire le forze ed ottenere il massimo
per la comunità? Le sterili divisioni personali, se debbono esistere
ancora, perché non lasciarle alla politica nostrana? Non sono
stati questi gli errori segnalati nei mille dibattiti paesani, nelle
sale affollate dei bar o nelle intimità dei focolari domestici?
Il coraggio di un gesto semplice eliminerebbe con un sol colpo di spugna
la sterilità di polemiche personali. Se i contributi pro-terremoto
provengono o meno dal CIPE e chi avrebbe addossato responsabilità
alluno o allaltro non avrebbero senso, perché ciò
che conta è che alla fine sono arrivati. Se DS e PPI si incontrano
per tracciare il percorso di una coalizione a formarsi per le prossime
elezioni avrebbe importanza ma non necessariamente sarebbe dotata di
quellenfasi che assume oggi. E lincendio di un rullo compressore
di proprietà di una ditta di un paese vicino che sta asfaltando
tratti di strade importanti avrebbe il giusto peso. Invece, queste notizie
assumono i connotati di tristezza come negli ultimi giorni di Pompei.
Nicola
De Michele
CASTELPOTO:
ANCORA UNA TESTIMONIANZA SU GENEROSO SIMEONE
Lamore
per il suo paese
È
passato circa un mese da quando Generoso Simeone ci ha lasciato, da
allora molto è stato detto di lui come "grande uomo politico",
da tanti politici, tanto è stato detto di lui come "grande
giornalista", dai tanti suoi colleghi giornalisti, ma niente è
stato detto di lui come uomo semplice, ma "grande organizzatore".
È questo, quello che proverò a fare, a nome mio e di quanti
lo hanno conosciuto e stimato, ed hanno collaborato attivamente con
lui.
I miei ricordi di Generoso "organizzatore" hanno inizio verso
la fine degli anni 70, quando fondò una società sportiva
e dirigeva come allenatore la squadra di calcio del paese.
Poi, ha fondato insieme ad altri amici lA.C.I.S., Associazione
Castelpotana Iniziative Sociali, con la quale ha organizzato un concorso
fotografico nonché unaccurata ricerca storica sulle origini
del nostro paese, aiutato in questo da Mons. Lauro Maio e dal dott.
Crescenzo Muccio. Molte sono state le iniziative tese a valorizzare
il centro storico di cui lui era letteralmente innamorato.
Agli inizi degli anni 80 poi, cè stato un vero e proprio
boom di attività sociali e culturali organizzate dalla Pro Loco
da lui presieduta per lungo tempo.
È stato in quegli anni che per valorizzare i prodotti tipici
locali sono state organizzate la "Sagra del fusillo" e la
"Sagra della salsiccia".
Castelpoto fu uno dei primi paesi ad organizzare i carri allegorici
per il carnevale, partecipando (ben figurando) al "Carnevale delle
streghe" svoltosi a Benevento.
Nei mesi estivi poi, erano tante le attività sportive svolte,
a iniziare dai vari tornei di calcio e calcetto, tornei di pallavolo,
uno speciale torneo a squadre denominato "Giochi senza quartiere",
fino alla nota Passeggiata della salute.
In collaborazione con il comitato dei festeggiamenti dei SS.Martiri,
ben diretti dal prof. Tonino Mancini, furono ideati i "Quadri Viventi",
una sacra rappresentazione che durante la processione per le strade
del paese narrava attraverso delle scene la storia dei Santi Martiri.
Fiore allocchiello delle attività culturali della Pro Loco
è stato il concorso di pittura estemporanea che attirava a Castelpoto
molti pittori ed esperti del settore anche da altre regioni.
Rileggendo, il mio, potrebbe sembrare un semplice elenco, potrebbe sembrare
normale o addirittura poco per un paesino come il nostro, ma chi ha
collaborato con lui in quel periodo ricorderà senzaltro
limpegno ed il lavoro affrontato affinché tutto si svolgesse
nel migliore dei modi.
È questo il Generoso che ci piace ricordare, il Generoso che
non si arrendeva davanti a niente e nessuno, il Generoso che non è
stato ben capito da molti dei suoi paesani, forse perché invidiosi
delle sue potenzialità intellettive e culturali, della lungimiranza
in ogni suo progetto, (vedi la "sagra del fusillo") e soprattutto
della sua capacità a collaborare con tutti, amici o nemici che
fossero. Ha sempre cercato in ogni attività socio-culturale organizzata,
di coinvolgere quante più persone fosse possibile, non importa
quale fosse il colore politico, perché come ha sempre sostenuto,
per il bene del nostro paese tutti dovevamo collaborare.
Ho già avuto modo di dire in un breve pensiero di commemorazione
espresso da noi amici durante il rito funebre, che se fossimo riusciti
a trasmettere almeno in parte quello che lui ci ha dato la sua vita
non sarebbe trascorsa invano, ma mi rendo conto, però, che a
parte la "sagra del fusillo" ben organizzata dal comitato
dei SS.Martiri, e i "Quadri Viventi", con linstancabile
Prof. Tonino Mancini niente è più sopravvissuto.
È solo un caso o effettivamente oggi a Castelpoto manca un "organizzatore"
come Generoso?
Se dovessi rispondere io, direi che la risposta esatta è la seconda,
ma quanti dei miei compaesani sarebbero disposti ad ammetterlo?
Paolo
Spagnuolo
SAN
MARCO DEI CAVOTI
Qui,
se non fuggo
Ci
capita spesso, a volte anche contro la nostra volontà, di essere
coinvolti in interminabili discussioni sulla scuola, sui giovani che
la frequentano e sulle prospettive future di questi ultimi. Giorni addietro
siamo stati spettatori occasionali di un improvvisato "dibattito"
sui problemi dei giovani, nellatrio di una certa scuola in territorio
fortino. Tra i presenti, una docente di buone intenzioni, si "sbracciava"
con calore dinsegnante e di madre di famiglia, a voler convincere
i suoi interlocutori che i giovani sono oggi disorientati e smarriti.
Si "sbracciava", insistiamo, in un gran gesticolare dimostrativo,
teso a non confortarli o a richiamarli a coscienza, ma a consolidare
razionalmente il senso di disorientamento se in alcuni ci fosse, e a
persuadere i sereni, che erano in più o quasi tutti, a scavarsi
in fondo, alla ricerca di uno smarrimento. Allora ci venne di pensare
ai grandi smarrimenti della storia, alle grandi scosse, alle grandi
crisi, nei quali eventi sempre i giovani hanno rappresentato il maggior
coagulo di problemi e difficoltà; ai grandi drammi della disoccupazione,
della fame, dellemigrazione, alle lotte per la libertà,
ad altri momenti della storia, segnati, con lovvia differenza
delle cause e delle proporzioni, dalla droga, dalle malattie dello spirito.
Pensavamo che ogni tempo, in ragione delle mete conquistate e degli
aneliti nuovi, ha delle difficoltà sue e che i giovani, eredi
e continuatori, ne sono larmata dassalto. E passavamo in
rassegna i molti giovani dingegno, chiari e decisi nel volere,
e le espressioni del pensiero, della tecnica, delle arti, della vita
civile alle quali è approdata la gioventù cosiddetta disorientata
di questo scorcio di secolo. Riflettevamo sui connessi doveri di genitori
e maestri e concludevamo che questo ricorrente e comodo motivo della
gioventù disorientata è un delitto di calunnia, che una
certa filosofia dei grandi, un alibi sociale sostitutivo del dovere
e della capacità di guidarli, finisce per ingenerare in essi
il senso del dubbio ed il pensiero del poi e che le loro deficienze,
i loro scontenti, la loro febbre di arrivare e di possedere, anche le
malattie e le deviazioni dello spirito nascono o sono moltiplicati ed
acuiti dalla mancanza di un confronto serio con i simili e con la storia.
Ma linfervorata oratrice andava oltre nel suo discorso, più
o meno così: "il fatto che disorientati e smarriti non siete
solo voi, giovani, lo siamo anche noi insegnanti, lo sono anchio
in questa scuola vecchia, contro tempo, nella quale io vengo, faccio
la mia lezione, e poi mi chiedo a cosa serve quello che ho detto, quello
che ho fatto
". Noi pensiamo che linsegnate, tra i suoi
diritti, non ha quello di essere disorientato; che alla base della sua
etica cè lobbligazione di operare con fede nella
società e nella storia; che nessuno, tanto meno leducatore,
può dare agli altri quello che non ha, nel caso la cultura, la
serenità, la fede; che dinsegnanti non disorientati e non
smarriti ce nè ancora una folta schiera, su un fronte di
polemica e di guerra, e che la proclamazione dellinutilità
degli strumenti educativi ha leffetto di accarezzare e solleticare
sfiducia e disimpegno e farli nascere anche lì ove non sono.
Abbiamo pensato che lappassionata oratrice scambiava il ruolo
dellinsegnante con quello del missionario a buon mercato e, tuttal
più, dellassistente sociale; che la pedagogia, invocata
oggi a squarciagola nellaggiornamento dellinsegnante, ha
sprecato pensiero e pagine per definire correttamente il rapporto scolastico
non nelle smancerie leziose di unastratta e facile professione
damore, ma nelle istanze della pensosità e della ragionevolezza;
che linsegnante deve essere anche missionario e assistente sociale,
ma lo diventa implicitamente per altra via, cioè nellinsegnamento
rigoroso e costante delle proprie specifiche discipline, nel compimento
del proprio specifico dovere di maestro e di giudice, che è il
duplice compito nel quale lo definiscono tutte le norme che lo riguardano;
che alla politica dellelemosina statale e del Ibertismo imperante,
sostitutive di quella del dovere e del lavoro, ben risponde una pedagogia
del disimpegno e del concessionismo, che stabilisce a lungo andare una
squallida immagine della scuola, quella cioè di un parcheggio
senza rischi; che non cè peggior modo di allontanare i
giovani dal senso della conquista e della responsabilità, e che,
pertanto, il discorso che noi ascoltavamo era, in nome della comprensione
e dellamore, il più superficiale e rinunciatario e comodo
discorso che noi avessimo mai ascoltato.
A rimare lì ancora ci avrebbe afferrato lopposto del sentimento
di Giuseppe Giusti. Non avremmo certo abbracciato quellinsegnante,
perché noi restiamo con quei giovani, e sono i più, che
nellinsegnante vogliono certezze e non smancerie e i propri titoli
conquistati e non ottriati, con gli insegnamenti tesi a restituire loro,
con lesempio e con la legge, il senso della sudata conquista.
Non certi con quelli che ammantano la loro insufficienza con lo schermo
dellarretratezza della scuola, ma con quelli che, aspettando il
nuovo, continuano a trovare negli strumenti ancora a disposizione le
vie del sapere e del vivere.
Antonio
Perrotta
BUONALBERGO
Scuola,
cultura e turismo
"Ho
deciso di legare al Comune di Buonalbergo lire trecentomila allanno
per la durata di ventanni, perché vengano istituite tre
borse di studio di lire centomila ognuna da intestarsi a mio nome e
da assegnare
a studenti nati e domiciliati in Buonalbergo, di
buona condotta morale e civile che intendono frequentare le scuole medie
superiori".
Queste sono le parole, ricordate in apertura della cerimonia di consegna
delle borse di studio per lanno duemila dal Vice Sindaco geom.
Gaspare Eugenio Fiorino, del testamento del notaio Errico Marinaro deceduto
nel lontano 1966. Da allora molte cose sono cambiate nella nostra società,
il benessere è divenuto diffuso ed i nostri attuali studenti
raggiungono facilmente le più alte vette dello studio. Naturalmente
la somma delle borse di studio è stata elevata in più
occasioni grazie alla munificienza del dott. Gabriele Marinaro che ha
voluto continuare "la nobile istituzione culturale" in memoria
del padre.
Le borse di studio sono diventate cinque e vanno assegnate a studenti
della scuola media (L.500.000), della scuola di secondo grado (L.700.000),
universitari (L.1.000.000); due sono riservate a studenti che frequentano
il Diploma istituito in Buonalbergo dallUniversità del
Sannio.
A parte il valore economico, le borse di studio costituiscono pur sempre
"un incoraggiamento morale" per gli studenti migliori che
intendano proseguire gli studi, così come ha egregiamente sottolineato
il dirigente dellIstituto scolastico, prof. Patrizio Mazzone.
"Uomo di grande talento e di spiccata professionalità, figura
carismatica e paterna, volle lasciare un segno tangibile di amore per
la cultura e lo studio" ha detto del testatore il geometra Fiorino
e le sue parole hanno trovato eco in quelle del prof. Mazzone il quale
ha affermato, facendo una dotta citazione del Foscolo, che di fronte
a simili uomini e tali azioni, oltre a sentirsi colpiti ed emozionati,
si è portati a seguire lesempio di questi personaggi che
"a egregie cose il forte animo accendono".
"Studio e cultura" che nellottocento trovano in un figlio
di Buonalbergo uno dei massimi esponenti di livello nazionale, così
come ha brillantemente ricordato il dott. Luigi Bocchini, Sindaco di
Apice e Presidente della Comunità Montana del Fortore. Si riferiva
al nostro illustre concittadino Saverio Faustino De Dominicis, professore
emerito di Pedagogia, di Filosofia Morale e di Filosofia della Storia,
"il rappresentante più schietto della pedagogia del positivismo",
secondo Giovanni Gentile. In alcuni scritti il "nostro" studioso
affermò cose che ancora oggi, a più di un secolo, sono
attuali e degne di unattenta riflessione: "Che la società
moderna è diversa dallantica, diversa ne deve essere leducazione
e listruzione, sforzandoci però di riporre in esse lappoggio
per lattuazione dei nuovi destini, e rivolgendole non alla nazione
esclusivamente, ma alla nazione come parte dellUmanità;
non al cittadino nel significato antico, ma alluomo al popolo
nel significato moderno: non alla formazione dello Stato onnipotente,
ma del cittadino attivo nello Stato retto dalla giustizia; non alla
virtù della forza, ma alla virtù della coscienza del dovere
e dei diritti".
In
questo periodo che segna un po il tramonto dei maestri elementari,
mi piace ricordare una frase del De Dominicis nella quale sostiene che
i maestri elementari, che "lo Stato abbandona come espressione
secondaria della nostra vita sociale (allora!?), sono invece la forza
sovrana cui lo Stato dovrà ricorrere per fondare nella coscienza
il significato dellordine e del progresso".
Lintervento che ha maggiormente interessato i presenti è
stato quello della professoressa Maria de Manes che ha preso la parola
in rappresentanza del corpo insegnante del Corso di Diploma in Economia
e Gestione dei Servizi Turistici della Facoltà di Economia dellUniversità
degli studi del Sannio, Sede di Buonalbergo. La de Manes ha ipotizzato
che il turismo possa divenire una delle principali fonti di reddito
per la nostra provincia che potrà partecipare in maniera più
concreta alla ripartizione dei guadagni di unindustria, quella
turistica, che oggi ha un fatturato di circa centomila miliardi, con
una ricaduta occupazionale di circa tre milioni di addetti.
Occorre, però, costruire e ristrutturare le infrastrutture necessarie
e soprattutto individuare percorsi storico-culturali, organizzare strutture
di accompagnamento, pubblicizzare possibilità ed attività
di turismo nelle nostre zone. "Il Sannio, ha detto, si presenta
come un territorio molto stimolante dal punto di vista turistico poiché
vi si possono promuovere e sviluppare varie tipologie di turismo: termale,
archeologico, agrituristico, enogastronomico, artistico e culturale,
congressuale e degli eventi aggregativi, religiosi, delle tradizioni".
La professoressa ha poi accennato al tipo di formazione professionale
che offre il Corso che dura tre anni ed affronta materie di grande interesse
nellarea economica, giuridica e statistica che lo rendono uno
dei più interessanti nel panorama nazionale; ha quindi sottolineato
lottimo livello della struttura universitaria di Buonalbergo,
assolutamente competitiva rispetto a strutture simili nel Mezzogiorno.
Questanno il Corso ha registrato 62 iscritti a dimostrazione dellinteresse
dei giovani studenti verso il turismo e finora, nei pochissimi anni
di attività, ha licenziato 54 diplomati.
La parte più importante del suo discorso, a nostro modo di vedere,
ha riguardato la questione occupazionale collegata al diploma e i riflessi
positivi che il nostro paese può avere dallesistenza del
complesso universitario; infatti, secondo la de Manes, i paesi che possono
vantare un centro decisionale come lUniversità, anche se
piccoli, e le cui istituzioni locali prestino particolare attenzione
ai problemi turistico-culturali, possono predisporre e realizzare progetti
di tipo aggregativo che si riflettono positivamente sulleconomia
e sullimmagine del posto, così come e già avvenuto
in altre realtà. In particolare Buonalbergo, come tutto il Sannio,
vanta unantica storia ed ha molte caratteristiche per candidarsi
ad ospitare eventi simili.
Per quanto riguarda il mercato delloccupazione la professoressa
ha sottolineato che esso è abbastanza ampio: agenzie di viaggio,
Tour operator, centri turistici, aziende di servizi, aziende di ristorazione,
vettori aerei, marittimi e ferroviari. Il livello di occupazione dei
diplomati (40 su 54) è dell80% ed è risultato che
la maggior parte di essi ha trovato impiego presso agenzie di viaggi,
un paio presso compagnie aeree ed un paio in aziende di servizi.
La docente ha infine precisato che gli studenti, durante il corso di
studi, "effettuano dei tirocinii nelle principali strutture turistiche
affacciandosi così al mondo del lavoro e in qualche caso tornando
a casa con un contratto di collaborazione o addirittura un inserimento
definitivo".
Date le premesse a noi non resta altro che augurare ai docenti e agli
studenti: Buon lavoro!
A conclusione della cerimonia il Sindaco notaio dott. Gabriele Marinaro,
con una punta di polemica politica, ha precisato che le voci di bar
che parlano di "vita breve" dellUniversità di
Buonalbergo sono smentite dal fatto che lamministrazione provinciale,
prevedendo al contrario una sua lunga vita, su interessamento del Comune
metterà a disposizione dellUniversità le strutture
dellex istituto dei Salesiani ed ha annunciato la recente conquista
dellautonomia nel campo scolastico "minore" che ha visto
la creazione a Buonalbergo dellIstituto comprensivo di scuola
materna, elementare e media.
Le votazioni amministrative si avvicinano e forse hanno fatto capolino
in una cerimonia tutto sommato bella ed interessante.
Per la cronaca le borse di studio sono state assegnate a Pasquale Marinaro,
studente della scuola media; Emanuela Marinaro del Liceo scientifico;
Mariapia Rotondo e Vittorio Caggiano, studenti universitari; Marianna
Mauro, diplomata, e Stefania DAniello, studentessa, del Corso
di Diploma presso la sede universitaria di Buonalbergo.
Antonio
Scocca